04 gennaio 2014

Occhi (14-04)

Occhi. (14-04)
Da qualche tempo, quando mi alzo di notte per andare in bagno, mi sembra di far fatica ad aprire gli occhi. Come se le palpebre non reagissero immediatamente al comando di aprirsi. Come se fossero incollate fra loro.
É chiaro: la pelle invecchia, diventa meno elastica, per cui il comando mentale trova un tessuto rilassato e un po' restio a reagire. E l'occhio non si apre subito.
Ho osservato gli occhi delle persone molto anziane. Hanno tutte le cosiddette borse. Anche in questo caso è la pelle che invecchiando perde elasticità. E forma dei rigonfiamenti.
Un paio di anni fa ho rinnovato la patente. Alla visita medica mi hanno trovato che un occhio ha perso ben tre diottrie. Ancora non ho l'obbligo degli occhiali, per la guida. Ma sono ai limiti.
Invecchiando il nostro senso più importante perde colpi.
I vecchi vedono di meno. Il loro organo di senso funziona male.
E se tutto questo avesse il significato di dover sviluppare qualche altra facoltà, in sostituzione della vista?
Ma quale?

(L’indice per argomenti del 2013 si trova a pagina 442. Quello del 2012, a pagina 107)
(per comunicazioni private: holgar.pd@gmail.com )

03 gennaio 2014

Questo blog (14-03)

Questo blog. (14-03) (03/01/14)
E' cominciato un anno e mezzo fa.
Continuerà?
Continuerà.
Le pagine sono quasi cinquecento. Comincia a essere difficile gestirle.
C'è un indice per argomenti alla pagina 300 e un altro alla pagina 442.
Cambierò in questo modo:
- ogni fine d'anno (il 31/12) ci sarà l'indice per argomenti di quel solo anno
- la numerazione delle pagine cambierà. Fino al 31/12/13 è stata progressiva (ultimo
numero 442). Dal primo del 2014 ricomincerà da capo la numerazione, premettendo l'anno; così il numero successivo al 442 è il 14-01.
- dopo ogni 12 mesi farò un bilancio del mese di un anno prima, riassumendo le idee più importanti di quel mese (vedi Bilanci 2 e Bilanci 3 alle pagine 431 e 438, bilanci di settembre e ottobre dell'anno 2012).

(L’indice per argomenti del 2013 si trova a pagina 442. Quello del 2012 a pagina 107.)
(per comunicazioni private: holgar.pd@gmail.com )

02 gennaio 2014

Ammalarsi (14-02)*

Ammalarsi. (14-02)*
Le malattie sono dei segnali. Tutte? Non so. Penso di sì.
Le malattie ti avvertono che devi cambiare qualcosa nella tua vita. Il guaio è che non si capisce bene che cosa. Allora devi cercare, analizzare, provare.
Da giovane le malattie le trattavi con il medico, con pastiglie, con punture.
Da vecchio, non basta più.
Un vecchio libro di trent'anni fa, Malattia e destino di Thorwald Dethlefsen, collegava le varie malattie a significati psicologici e/o spirituali. Per esempio le infiammazioni erano un avvertimento per persone che non volevano conflitti. Oppure le fratture ossee erano segnale di un carattere rigido. E via dicendo (non così semplicistico, però!). 
L'autore chiamava il lettore a una maggiore consapevolezza delle proprie patologie.
Oggi penso che le malattie ci chiamino a occuparci del nostro corpo. A fare prove, ricerche.
In una parola le malattie ci chiamano a una maggiore coscienza.
Le malattie che compaiono nella vecchiaia chiamano i vecchi a più coscienza.
La vecchiaia è l'età della coscienza.

Di coscienza ne ho parlato ancora. Così come di vigilanza, attenzione, prudenza necessarie a chi è vecchio. Oggi mi sembra di aver raggiunto una grande chiarezza su questo punto. Fino a farlo diventare un punto fermo.
Almeno per il momento.


(L’indice per argomenti del 2013 si trova a pagina 442. Quello del 2012 a pagina 107.)
(per comunicazioni private: holgar.pd@gmail.com )

01 gennaio 2014

Festa di capodanno (14-01)

Festa di capodanno. (14-01)
Ieri sera era capodanno. L'ho passato insieme con mia moglie. Ci siamo molto divertiti. L'atmosfera era serena. C'è stata complicità fra noi.
Fin dal pomeriggio eravamo impegnati a sistemare il vestiario del nostro figlio che si trasferisce a Berlino. Lavoro faticoso. Ordinare, ri-sistemare, eliminare, far posto nei nostri armadi alle sue cose. Ma anche divertente. Per il clima magico che si era stabilito fra noi.
Niente festa con gli amici, niente cenone. Ne brindisi, né panettone (il tradizionale dolce italiano del Natale). Siamo andati a letto presto, prima della mezzanotte. Ci siamo scambiati affettuose effusioni e augurato un felice anno 2014.
Che senso di libertà!
Fuori dagli obblighi del divertimento coatto, omologato.
Fuori dalle costrizioni seguite per sessant'anni della nostra vita.
Fuori da quello che fanno tutti. 
Libertà di chi diventa vecchio.

(L’indice per argomenti del 2013 si trova a pagina 442. Quello del 2012 a pagina 107.) 
(per comunicazioni private: holgar.pd@gmail.com )

31 dicembre 2013

Indice (442)*


Indice. (442)*
Ho scritto tanto, in questi sedici mesi. Ecco allora un indice per argomento del 2013. Le voci sono una quarantina. Chi è interessato può scorrerle e trovare quella che più interessa. Accanto trova i numeri delle pagine che trattano l'argomento.
E' semplice. Può essere utile ("v." sta per vecchiaia).
(aggiornato fino al 31/12/2013)
L'indice dell'anno 2012 si trova alla pagina 107 del 31/12/2012.

Aiuti alla v. : 108,214,234,286,305,377
Alimentazione: 123,178,379
Arrivo della v. : 125, 176
Bilanci: 427,431,438
Blog (questo):  132, 200,202,273,300,338
Cani: 166,174,193,226,230,232,271,283,285,296,301,303
Coppia: 373,381,414
Corpo: 114,119,120,131,149,159,161,175,177,199,274,277,279,290,301,303,306,313,314,
             322,323,346,362
Coscienza: 368,370,406,420
Cose moderne: 399,408
Cultura della v. : 434
Denaro: 252,396
Difetti: 364,383,412
Distacco: 355,387,409
Donne: 148
Esempi di vecchi: 109,116,146,153,167,168,171,181,189,190,228,248,249,265,354,
                                359,389,391,407,411,426,440
Età della v. : 136,220,363,410,416,428
Film, libri, articoli, blog: 145,147,151,152,188,229,233,250,299,339,348,350,388,390
Giovani: 196,315,392,413,432
Indicatori di v.: 266
Immagine: 198,203
Inizio della v.:125,176,269,281
Interviste: 289
Lavoro: 154,197,247,395,402
Lentezza: 351
Malattie e rimedi:184,185,186,187,205,217,236,238,267,284,297,310,324,374,375,378,
                              418,421,422
Manie da vecchi:133,198,282
Modi di vivere la v.: 118,121,134,146,183,191,192,210,212,218,261,263,275,276,278,293,294,302,304,307,319, 325,326,327,332,333,335,336,341,345,357,360,365,366,367,372,404,405,417,419,423,436
Morte: 109,113,117,124,145,147,151,152,188,195,201,206,207,221,222,225,237,251,
            309,328,386,400,403,415,435
Motivazioni: 380
Oggetti: 227,231,257,291,394,441
Paure: 239,253
Perdite: 110,115,122,130,137,138,157,162,172,180,182,208,245,246,254,270,272,287,312,
            317,328,330,331,356,361
Positività: 111,126,128,135,150,169,170,194,219,243,288,308,329,337
Politica: 156,163,164,165
Progetti: 371,401
Prudenza: 358,397,433
Quel che resta di noi: 292
Relazioni: 112,127,129,139,140,141,158,179,211,242,268,280,295,311,
                  316,318,334,340,343,344,385,398,425
Religione: 209,
Ricordi: 353
Rifiuto della v. : 429
Significati della v.: 223,224,235,240,241,298,320,321,349
Stanchezza: 255,259,262,306
Tempo: 121,143,173,204,215,216,244,256,258,260347,352,376,382,384,393,437
Valori: 142,144,155,156,160,213,264,424
Vecchiaia degli altri: 369,430


30 dicembre 2013

Debolezze (441)

Altre debolezze. (441)
Ho fatto il secondo trasloco dell'anno. Naturalmente ho incamerato dei mobili e altro di nostro figlio. Il nostro appartamento era già pieno. Ho dovuto fare spazio, eliminando qualcosa. Mobili, libri, cassette-video e altro. A un certo punto ho preso in mano anche i dischi di musica. Mi sono limitato a spostarli. Non ne ho eliminato nessuno. 
Sono legato a quei cerchi neri. La musica mi piace. E poi molti dischi li ho ereditati da uno zio, proprio quello che mi ha iniziato all'amore per la musica classica.
Spesso predico che i vecchi devono distaccarsi dagli oggetti, eppure di fronte all'eliminazione dei dischi, ho fatto retromarcia. Me li sono tenuti tutti. Anche se so bene che non li ascolterò.
Sono attaccato a questi oggetti.
Sono attaccato alla vita.

(L’indice per argomenti delle prime 300 pagine del diario si trova a pagina 300.)
(per comunicazioni private: holgar.pd@gmail.com )

29 dicembre 2013

Fine d'anno (440)

Fine d'anno. (440)
A fine anno capita di risentire persone che vediamo poco. Parenti o conoscenti.
Un conoscente ha l'abitudine di telefonarmi una o due volte all'anno. Mi chiama sempre lui, ma mi fa piacere sentirlo. L'ho conosciuto a metà degli anni novanta, già vecchio. Abbiamo condiviso una passione. Poi ci siamo visti poco.
Mi è tornato in mente più volte in quest'anno che sta per finire. In questi ultimi dodici mesi non l'ho più sentito. Ricordo anzi molto bene che l'ultima telefonata è stata nell'estate 2012. Temo che sia morto, perchè era molto vecchio. Ma non l'ho saputo.
Per la sua morte avrei il dispiacere di non averlo potuto salutare per l'ultima volta. 
Ha vissuto molto. Quando le persone hanno vissuto molto, non proviamo dolore per la loro dipartita. Anzi ce ne rallegriamo, quasi. 
Perchè gli ultimi anni di vita sono i più faticosi. Perchè la morte è inevitabile. Perchè un vecchio ha concluso la sua vita.
Lo chiamerò io, questa volta. Con un pò di tremore.
Quando si hanno amici molto vecchi è bene non lasciar passare troppo tempo, fra una telefonata e l'altra.
Perchè i troppo vecchi possono mancare da un momento all'altro.
Per loro, la vita è proprio appesa a un filo.

(L’indice per argomenti delle prime 300 pagine del diario si trova a pagina 300.)
(per comunicazioni private: holgar.pd@gmail.com )

28 dicembre 2013

Un altro trasloco (439)

Un altro trasloco. (439)
Un altro dei nostri figli si trasferisce. All'estero. Bisogna far posto in casa nostra alle sue cose. Devo eliminare qualcosa. Per esempio, libri.
Non possiedo molti libri, eppure è incredibile la quantità di volumi che ormai non esercitano più alcun fascino su di me. Ancora più incredibile è scoprire libri che non ricordavo più d'avere. Acquistati non vent'anni fa. Solo da due o tre anni.
Qualche tempo fa dicevo che avevo troppi vestiti da gestire. Non ci riuscivo più. Mi metto sempre gli stessi e gli altri mi dimentico di averli. Lo stesso per i libri. Ho scoperto che in casa abbiamo dei classici che avevo in mente di acquistare. Ce li avevo già!
Da vecchi bisogna ridurre. Anche i libri, oltre che gli oggetti. Per semplificare la vita. Per fare pulizia nella mente, oltre che nella casa.
I libri, poi, vanno letti. E noi vecchi di tempo ne abbiamo meno. Sono di meno gli anni che ci aspettiamo di vivere. Dobbiamo selezionare le passioni. Non abbiamo più il tempo eterno che hanno i giovani (si illudono di avere ...). 
Poco tempo, pochi libri.
Ho deciso di dar via tutti i libri che non leggerò più.

(L’indice per argomenti delle prime 300 pagine del diario si trova a pagina 300.)
(per comunicazioni private: holgar.pd@gmail.com )

27 dicembre 2013

Bilanci 3 (438)

Bilanci 3. (438)
Ho cominciato a rileggere le prime pagine di questo diario (vedi n. 431). Ne ho letto un altro gruppo. Provo a sintetizzare.
Anche nel mese di ottobre 2012 (questo ho riletto) ho raccontato delle perdite della vecchiaia. Ma sono emersi altri temi centrali della mia riflessione.
Per esempio le malattie.
Più di un anno fa, l'idea era che le malattie fossero necessarie alla vecchiaia. Servissero a morire. Contemporaneamente però sostenevo la necessità di affidarsi a un buon medico geriatra. Come il mio, che mi ha dato tanti buoni consigli, utilissimi.
Contraddizioni.
Poi avevo cominciato a raccogliere i miei pensieri in pause di riflessione. Punti fermi, li chiamavo. I primi erano che la vita è una parabola, e che in vecchiaia siamo sul ramo discendente. In declino. E ancora che la vecchiaia ci chiama ad aumentare la prudenza e l'attenzione.
Due consigli, da quelle pagine. Vivere in coppia aiuta (non ci si fossilizza). E poi è meglio continuare a lavorare, sia pur a ritmi ridotti. Ci fa sentire più vivi. Ci impedisce il torpore.
Anche due crucci: il nostro sapere (se non si continua a lavorare) viene perduto, nessuno ne usufruisce più. E si perde ruolo sociale. Cioè un posto attivo nella società.
Nonostante questo sostenevo che rottamare i vecchi fosse positivo, così sono costretti a pensare alla loro vecchiaia.
Contraddizioni.
Come contraddittoria è la vecchiaia.

(L’indice per argomenti delle prime 300 pagine del diario si trova a pagina 300.)
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26 dicembre 2013

Il passato (437)

Il passato. (437) (26/12/13)
Ho proposto a un mio cugino di scrivere la storia della nostra comune famiglia. Dei nostri nonni, soprattutto. Perchè la memoria svanisce e noi non lasciamo nessun ricordo ai discendenti.
Mi piacerebbe conoscere la storia dei miei avi. Bisnonni, trisavoli. Ma non ne so nulla. Vorrei invece che mio figlio (ed eventuali nipoti) sapessero.
La risposta di mio cugino è stata tiepida (non è ancora vecchio). "Mi interesso poco del passato. Guardo soprattutto al futuro." Comunque mi darà una mano. Sua madre, ormai novantenne, è l'unica sopravvissuta di quella famiglia. Fonte diretta di informazioni.

In garage conservo ancora la bicicletta di un mio zio, morto alcuni anni fa. Me ne devo disfare. Mi dispiace. Allora ho telefonato a un altro cugino, dell'altro ramo familiare. Gli ho chiesto se la voleva. Risposta calorosa. "Certo, è un ricordo, mi piacerebbe tenerla."
Ne sono felice. Domani gliela porto.

Non ho fratelli o sorelle. Attraverso i miei cugini ho accesso a brandelli della mia storia, che ho dimenticato. O che non ho mai conosciuto.
È comune fra i vecchi, interessarsi del proprio passato.
È vita di cui hanno memoria. Anzi, il ricordare diventa vita.
I miei cugini sono il mio passato.

(L’indice per argomenti delle prime 300 pagine del diario si trova a pagina 300.)
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25 dicembre 2013

Vivere di più (436)

Vivere di più. (436)
Si può. Basta mangiare meno.
Da quasi cinquant'anni sono stati fatti esperimenti su animali, riducendo le calorie fornite con gli alimenti. Si è sempre riscontrato che la vita degli animali si allungava. Diminuivano anche le malattie. Qualche esperimento fatto su anziani, ha ottenuto gli stessi risultati.
Altri esperimenti hanno verificato il miglioramento delle condizioni di salute, con una dieta a restrizione calorica (meno calorie, ma i nutrienti fondamentali ci devono essere. Cioè in queste diete si riducono le calorie, ma non i macro-nutrienti essenziali).
I benefici fisiologici della sotto-nutrizione (non mal-nutrizione!) derivano dal fatto che il processo digestivo e il deposito di calorie in eccesso, richiedono molta energia e producono radicali liberi.
La riduzione di calorie (soprattutto la riduzione dei carboidrati) deprime l'insulina. Ciò incide a livello di ormoni e determina buona salute e longevità.
Tutto ciò è naturale se si pensa che l'organismo umano si è evoluto in milioni d'anni, durante i quali la condizione fondamentale era la fame. É come se la fame fosse iscritta nel nostro patrimonio genetico. Fosse la condizione naturale per l'organismo vivente.
Da cinquant'anni, in alcune zone del mondo (paesi più ricchi) non è più così. La fame è scomparsa. Di cibo ce n'è sempre.
Naturale che aumentino le malattie e si muoia prima. Perchè non è la condizione in cui il genere umano si è formato.
Che appunto era una condizione di restrizione calorica.

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24 dicembre 2013

Immortali (435)

Immortali. (435)
Ho ritrovato in cantina un vecchio libro, acquistato vent'anni fa. Together forever, il titolo (Insieme per sempre), autori Brown, Bernadeane, Strole (Usa). Il sottotitolo è significativo: 
Un invito alla immortalità fisica.
L'ho acquistato, e forse anche letto, dopo uno dei miei innumerevoli corsi, frequentati attorno ai 45/50 anni. Sostiene una tesi incredibile: la morte è un fatto culturale!
Sembra la negazione più grossolana della realtà. Vi sono però una serie di idee originali sulla vita che val la pena di conoscere.
Ho ricominciato a leggerlo, perchè voglio confrontarlo con le mie idee attuali. In questo momento la mia morte per me è assolutamente certa e questa certezza modella tutta l'ultima parte della vita. Anzi l'esistenza della morte è necessaria per dare significato alla vita. Quindi chi nega la morte nega le mie idee sullla vita.
In uno dei corsi che feci, i conduttori appartenevano a un gruppo che si autoproclamava Gli immortali.
Da quel che ricordo, sostenevano che l'idea che dobbiamo morire ci condiziona a tal punto che moriamo. Sostenevano anche che il tipo di vita che si vive ci può modificare a livello cellulare, al punto da eliminare la morte, fisicamente.
Il tipo di vita che proponevano era un'adesione totale alla vita e a chi ci sta vicino. Essere totalmente con l'altro e per l'altro. Questa era la frase che ricordo.
Voglio rileggere quel libro, vedi mai ...

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23 dicembre 2013

Morte (434)

Morte. (434)
Dopo i quarant'anni, si è formata in me l'idea della morte. Prima non c'era.
Fra i quaranta e i cinquanta volevo fare molte esperienze. Facevo corsi di ogni tipo. Da quelli sulla musica, sulla danza, a quelli sull'alimentazione, fino a quelli su varie tecniche di guarigione. Fu allora che, parlando con uno degli organizzatori di corsi, lanciai l'idea di un corso sulla morte. "Quando diventeremo più vecchi, bisogna che prepariamo un corso per prepararsi alla morte!"
Lo feci. Qualche anno dopo. Con molta soddisfazione. Ma era un corso rivolto a giovani. Si trattava di introdurre nella vita l'idea che si deve morire. E che nessuno garantisce che ciò accada fra decenni, piuttosto che entro pochi mesi. Era un corso sulla vita, anche se usava l'idea della morte.
Adesso che sono vecchio, mi è tornato il desiderio di organizzare un corso sulla morte. Anzi, sull'età che ci conduce alla morte. La vecchiaia. Morte e vecchiaia sono intrecciati. Parlando di vecchiaia non si può tacere della morte.
Ma, un corso sulla vecchiaia e sulla morte, dedicato a vecchi, sarebbe molto diverso da quello che ho organizzato vent'anni fa.
Che si chiamava (guarda un pò) Morire da vivi.

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22 dicembre 2013

Altri timori (433)

Altri timori. (433)
Ieri mattina sono andato in centro città. Era piovuto, così la strada era bagnata. Nel centro della mia città le strade sono in porfido. I marciapiedi, a volte, di marmo. Risultato: si può scivolare. Ebbene, ho avuto timore che mi accadesse. Così ho camminato in modo guardingo, stando bene attento a non sbilanciarmi troppo e scivolare.
Quante volte mi sarà capitato di camminare su una superficie bagnata. La differenza colle esperienze passate è stata il timore. Timore di cadere, di farmi male. Perchè so che, adesso, da vecchio, mi ri-aggiusto con difficoltà.
Un maggior timore fa capolino nella vita dei vecchi. Man mano che il corpo si indebolisce, il vecchio teme sempre più (vedi n. 397).
Un pò di timore ce l'ho anche quando scendo le scale. Non lo faccio più in fretta, senza pensarci. Lo faccio stando bene attento a dove metto i piedi.
E non soltanto quando sono con i cani al guinzaglio o quando ho in braccio il mio nipotino.
Anche se scendo le scale da solo. Non è che senta le gambe più fragili. O che non sia sicuro del mio equilibrio. No, è un pensiero che genera il timore.
Mi viene in mente che potrei cadere.
E sto più attento.

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20 dicembre 2013

Esclusione (432)

Esclusione. (432)
Ieri sera mi sono sentito escluso. Dal mondo moderno, dalle relazioni. Mi sono sentito vecchio.
Dovevo andare a pranzo con i colleghi di lavoro, fuori città. Ho imboccato l'autostrada. Negli ultimi anni viaggio sempre meno, soprattutto con l'auto. Al casello d'uscita ho notato che ormai le casse automatiche sono la norma. Non sono abituato a questa modalità. Perfino quelle del supermercato mi mettono in difficoltà. La novità mi ha prodotto apprensione.
Imboccando la strada statale in una località che avrò attraversato centinaia di volte nella mia vita (ma non recentemente) ho sbagliato strada. Era sera. Lungo la strada parecchi cambiamenti. La riconoscevo poco. Ero incerto.
Finalmente arrivo al ristorante dei colleghi, buon ultimo.
Serata piacevole.
Ero il più vecchio. Nessuno mi ha escluso, per questo. Anzi. Ma provavo un pò di disagio. Mi sono chiesto che cosa avevo in comune con quella gente più giovane.
Non era questione di età, nè di esperienza, nè di poca comunanza. Eppure mi sono sentito estraneo. Come fuori luogo.
Ero poco interessato a loro.
Vecchio.

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