23 aprile 2020

Anticipare? (20-043)

Anticipare? (20-043)
Negli ultimi anni ho apprezzato sempre di più il letto. Per riposarmi, e per ricaricare di energia le membra. Ultimamente, però, qualche dolore alle giunture che compare quando mi corico e la difficoltà di girarmi da un fianco all'altro, col risultato che sto ore in una stessa posizione, hanno ridimensionato il mio gradimento. Non so se in futuro le cose peggioreranno al punto da farmi odiare il letto, ma sono colpito da questo cambiamento. 
In pochi anni.

Una delle idee di questo diario è stata l'esigenza di cercare qualcuno che fosse un maestro di vecchiaia. Cioè qualcuno che mi insegnasse gli ultimi anni di vita, qualche ultra ottantenne. Comincio a pensare che non sia possibile avere queste anticipazioni sul piano della pura conoscenza teorica, perchè ... non sono un ottantenne!
Mi sto convincendo che sia impossibile comprendere gli ultimi anni di vita (oltre gli ottanta) se non si è pienamente immersi in quell'età. Troppi sono gli elementi di diversità fra un settantenne e un ultra-ottantenne. Tutti legati alla progressiva perdita di capacità della vecchiaia estrema, che trasforma completamente il modo di vedere l'esistenza.
È come quando si cerca di spiegare a una coppia senza figli che cosa significhi avere dei figli. Si possono raccontar loro molti fatti, molte sensazioni, la vita che cambia completamente. Non capiranno mai, se non quando avranno un figlio.

Dunque non è possibile conoscere anticipatamente come saranno gli ultimi anni. 
Li conosceremo quando li vivremo.

 
(Indici dei primi anni a pag. 107 e pag. 442. Sintesi del 2012 a pag 14-41. Dal 2016 al 2019, nell'ultimo giorno di un bimestre, compare una sintesi del bimestre appena concluso. Dal 2019 scrivo una sintesi annuale il 31 dicembre.
Per comunicazioni private: holgar.pd@gmail.com )

17 aprile 2020

Morte di un conoscente (20-042)

Morte di un conoscente. (20-042)
Un vicino di casa, mio coetaneo.
Ci vedevamo saltuariamente e scambiavamo qualche battuta sulla situazione politica italiana. Eravamo accomunati dalle stesse idee.
L'avevo visto un paio di settimane fa, in piena crisi da corona-virus. Stava bene, mi parve allora. Abbiamo fatto qualche commento sulla situazione della pandemia, entrambi scettici sulla reale pericolosità del virus.
Ieri mattina passando sotto casa sua ho visto una locandina funebre affissa al portone d'ingresso. Come da qualche tempo sono abituato a fare, sono andato a leggerla. 
Stupore e incredulità.
Ho subito pensato al corona-virus! Invece è morto d'infarto venerdì scorso.

Sono vicino alla morte più di quanto pensi.



(Indici dei primi anni a pag. 107 e pag. 442. Sintesi del 2012 a pag 14-41. Dal 2016 al 2019, nell'ultimo giorno di un bimestre, compare una sintesi del bimestre appena concluso. Dal 2019 scrivo una sintesi annuale il 31 dicembre.
Per comunicazioni private: holgar.pd@gmail.com )

16 aprile 2020

Dal passato (20-041)

Dal passato. (20-041)
Durante i giorni di isolamento da corona-virus, si è liberato tempo per sistemare cose che attendevano. Così ho messo in ordine libri, documenti, ricordi.
Mi sono venute in mano fotografie e qualche biglietto risalenti a quasi trent'anni fa.
Ho ricordato degli eventi. 
Uno in particolare, dei primi anni in cui stavo con la mia compagna: un mio tradimento.
Ricordo che poi avevamo ricomposto la nostra unione, ma per lungo tempo avevo faticato a riconoscere il mio errore (che poi piano piano era scivolato via). 
Allora ero molto attento a rivendicare un qualche diritto al mio agire o almeno a ridimensionarne la negatività.
Adesso invece ho capito. Ho compreso il dolore che ho causato e che allora invece non vedevo. Ho capito oggi la portata del mio tradimento di allora, e mi sono amaramente pentito.
Era un passaggio che non avevo ancora fatto, e che era doveroso.
Per la mia compagna, prima di tutto. Per la sua sofferenza.
Ma anche per me, non meno che per lei. Per capire tutta la portata di ciò che avevo fatto con tanta tanta leggerezza.
 
Dopo trent'anni!
Uno dei vantaggi di una vita lunga.
Uno dei vantaggi della vecchiaia: prender coscienza vera e intera delle nostre azioni.


(Indici dei primi anni a pag. 107 e pag. 442. Sintesi del 2012 a pag 14-41. Dal 2016 al 2019, nell'ultimo giorno di un bimestre, compare una sintesi del bimestre appena concluso. Dal 2019 scrivo una sintesi annuale il 31 dicembre.
Per comunicazioni private: holgar.pd@gmail.com )

09 aprile 2020

Le Linee Guida per gli anziani (20-040)

Le Linee Guida per gli anziani. (20-040)
Le nuove Linee guida per una sana alimentazione italiana (vedi 20-038 e 20-039) dedicano consigli specifici per alcune categorie speciali: le donne, gli sportivi, gli adolescenti eccetera. Una di tali categorie sono gli anziani.
Purtroppo si tratta soltanto di quattro paginette piene per lo più di consigli ovvii, o meglio già conosciuti. Intendo dire che non vi è nessuna novità. E sono ripetuti concetti che non condivido, come per esempio il forte consiglio a non farsi mancare il latte nella dieta. Oppure l'indicazione di aumentare il consumo di proteine, con la raccomandazione di assumere quelle di derivazione animale " ... a rotazione carne, pesce, uova, formaggio, legumi ..." (pag 173).
Anche la raccomandazione a bere meno bevande alcoliche non ha la stessa forza delle quantità di bevande consigliate che si trova nelle tabelle o nel capitolo sul consumo di alcol: cioè un bicchiere piccolo di vino al giorno. È meno forte anche l'indicazione di consumare frutta e verdura e cereali integrali e legumi, che si limita a un " ... non rinunciare a verdure legumi e cereali integrali ...". (pag 175)
Insomma sembrano consigli edulcorati e non molto significativi.
È vero che si indica di assumere pochi grassi, e pochi zuccheri, ma è detto, francamente, senza enfasi, più come blanda raccomandazione che non come invito a fare un grosso cambiamento nelle proprie abitudini alimentari, perchè è questo il nodo dell'alimentazione dei vecchi: cambiare radicalmente.
Si insiste, è vero, sulla necessità di limitare il consumo di piatti già pronti (dell'industria), il sale, lo zucchero aggiunto, le bevande zuccherate (dell'industria): ma è detto tutto in modo soffice, senza alcuna comprensione che l'alimentazione (insieme ai farmaci) determina lo stato pietoso di molti anziani. 

Ma che cosa avrebbero potuto dire di meglio e di più?
Per esempio insistere di più sul potenziamento  del sistema immunitario, attraverso il  miglioramento della flora intestinale. Con probiotici e prebiotici. 
Un alimento da consigliare su tutti?
Il kefir.  


(Indici dei primi anni a pag. 107 e pag. 442. Sintesi del 2012 a pag 14-41. Dal 2016 al 2019, nell'ultimo giorno di un bimestre, compare una sintesi del bimestre appena concluso. Dal 2019 scrivo una sintesi annuale il 31 dicembre.
Per comunicazioni private: holgar.pd@gmail.com )

07 aprile 2020

Uscite la nuove Linee guida per una sana alimentazione italiana (2). (20-039)

Uscite la nuove Linee guida per una sana alimentazione italiana (2). (20-039) .
Numerosi gli aspetti negativi presenti nelle Linee Guida (vedi 20-038 per gli aspetti positivi).
Incominciando dalle dimensioni (230 pagine!), che scoraggiano la lettura, soprattutto escludono una fetta molto consistente di popolazione, proprio quella che avrebbe necessità di leggerle.
Un aspetto positivo delle Linee è la netta presa di posizione sulle bevande alcoliche delle quali si sconsiglia il consumo. Purtroppo però alla fine si fa una concessione alle tradizioni locali: si definisce che per una persona sana e giovane può essere tollerato un bicchiere (piccolo, 125 ml) di vino esclusivamente a pasto (quindi due al dì, uno solo al dì per donne e anziani e rigorosamente nessuno al di sotto dei 18 anni).
Se sono tossiche, si doveva avere il coraggio di non consigliarne il consumo, anche perchè la quantità di alcol di tali assunzioni è di ben 20g al giorno (10g per donne e anziani).
Andiamo oltre.
Le Linee guida sottovalutano ampiamente la tossicità dei residui di pesticidi in frutta e verdura; si limitano ad affermare che ogni singolo pesticida che si trova come residuo è al di sotto dei limiti di legge. Soprattutto non prendono in considerazione il cumulo di diversi pesticidi in un singolo prodotto, nè i danni derivanti da piccole assunzioni prolungate nel tempo.
Parimenti si sottovalutano i pericoli per la salute degli additivi alimentari che hanno come unico scopo quello di abbellire o aumentare la durata di un prodotto.
Forse però l'aspetto negativo più inquietante è l'assoluta fiducia (per non dire ammirazione) per i processi tecnologici, che inducono il consumatore a pensare che i prodotti industriali siano gli alimenti migliori possibili. Ne consegue che la responsabilità della cattiva alimentazione (e dell'obesità) sia fatta ricadere interamente sul singolo individuo ('il tuo peso dipende da te'): nessun accenno alle responsabilità dei produttori di cibo nell'offrire prodotti malsani, nè alla loro pubblicità invasiva, che colpisce le categorie più deboli. Citando il testo a pag 30:
" ... occorre sottolineare come anche l'industria alimentare si sia impegnata assumendo sia volontariamente che sotto sollecitazione delle istituzioni, impegni concreti riguardo al miglioramento delle caratteristiche compositive dei prodotti alimentari corredando di un'informazione nutrizionale supplementare le etichette, autoregolamentando la pubblicità, promuovendo e sostenendo campagne di educazione alimentare."

Facile fare dell'ironia sulla pubblicità martellante (quasi sempre con l'uso di bambini come attori) della maggior crema di nocciole del Paese, con una composizione di zucchero e olio assolutamente anti-nutrizionale! È questo l'impegno dell'industria alimentare?
Altri aspetti negativi riguardano l'incentivazione al consumo di altri prodotti animali come carni bianche, latte, latticini e uova: traspare ancora l'ossessione per il concetto di proteine animali di alta qualità, presente nelle precedenti edizioni.
Incoraggiato è soprattutto il consumo di latte (per fortuna scremato) e yogourt.
Infine nessun accenno viene fatto ai cibi contenenti ogm e poco è detto sugli alimenti biologici e per lo più in modo ostile, per segnalarne i limiti, che in modo positivo: strano, per una pubblicazione che punta alla salute, non rilevare che la pulizia del metodo biologico (assenza di uso di prodotti chimici di sintesi, compresi i concimi) garantisce livelli molto minori di residui chimici nei prodotti!


(Indici dei primi anni a pag. 107 e pag. 442. Sintesi del 2012 a pag 14-41. Dal 2016 al 2019, nell'ultimo giorno di un bimestre, compare una sintesi del bimestre appena concluso. Dal 2019 scrivo una sintesi annuale il 31 dicembre.
Per comunicazioni private: holgar.pd@gmail.com )

06 aprile 2020

Sono uscite le nuove Linee guida per una sana alimentazione italiana (20-038)

Sono uscite la nuove Linee guida per una sana alimentazione italiana. (20-038).
A fine anno 2019, sono stati finalmente pubblicati i consigli agli italiani per una sana alimentazione, da parte di un ente istituzionale.
Avevano cominciato a essere formulate la prima volta nel 1986. Sono state aggiornate tre volte, nel 1997, nel 2003 e adesso, nel 2019. L'ultima versione è stata pubblicata sotto l'egida del CREA ed ha coinvolto una commissione di un centinaio di membri.
Anche le dimensioni del documento sono state diverse. Da una trentina di pagine delle prime edizioni alle 230 pagine dell'ultima.
Poichè il cibo è la mia passione senile, le ho lette tutte (!) e ne traccio di seguito una sommaria presentazione, cominciando dagli aspetti positivi.

L'ultima edizione si distingue nettamente dalle altre per una scelta inequivocabile per la dieta mediterranea, citata più volte come base delle scelte della commissione. Non solo, una notevole enfasi è posta sul consumo di frutta e verdura considerate fonte della salute.
"... la promozione di frutta e verdura resta la raccomandazione alimentare più consolidata nell'ambito della salute pubblica ... per il consumo di frutta e verdura non c'è limite superiore." (pag. 45)
Un'altra enfasi significativa è data a cereali integrali e legumi e al loro contenuto di fibra.
"... almeno metà dei cereali siano integrali ... buona pratica sostituire cereali raffinati con cereali integrali ..." (pag. 55)
La prima sezione che raggruppa le due indicazioni appena citate, insieme al capitolo sull'acqua, va sotto il titolo "Più è meglio". Rappresenta un bel passo avanti rispetto alla vaghezza delle prime edizioni: ora finalmente si coglie il nesso fondamentale fra alimentazione e salute, e il ruolo cruciale dei vegetali.

In una seconda sezione dal titolo "Meno è meglio" si prendono in considerazione i grassi, lo zucchero il sale e le bevande alcoliche. L'aspetto più rilevante è l'assoluto ridimensionamento dello zucchero come buon nutriente. Le Linee mettono in guardia dal consumo di bevande zuccherate e raccomandano un consumo solo occasionale di dolci e dolciumi, con buona pace dell'enorme produzione nazionale di merendine dolci insalubri, soprattutto per bambini.
Ancor più notevole è la presa di posizione sulle bevande alcoliche, finalmente definite per quel che sono: apportatrici di calorie vuote, dannose per la salute in qualunque quantità, senza presunte valenze salutari.
Interessante è anche la valutazione della carne. La carne rossa nella dieta proposta dalle Linee Guida è di 100g a settimana (ma il totale delle carni ammonta a 300g a settimana). Ma è la dichiarazione (più volte espressa) che per una buona salute si deve diminuire la quantità di carne consumata, che rappresenta la nota più significativa.
Soprattutto l'inserimento delle carni conservate in una classe apposita definita 'alimenti voluttuari', per i quali non si dà un'indicazione di consumo settimanale, bensì se ne consiglia al massimo un uso occasionale (una volta al mese?), affermando che non vi è una quantità (di tale carne conservata e lavorata) che sia esente da rischi e che si tratta di
"alimenti che non sono indispensabili e rischiano di compromettere ... la salute."
(da Tabella 9.3)


(Indici dei primi anni a pag. 107 e pag. 442. Sintesi del 2012 a pag 14-41. Dal 2016 al 2019, nell'ultimo giorno di un bimestre, compare una sintesi del bimestre appena concluso. Dal 2019 scrivo una sintesi annuale il 31 dicembre.
Per comunicazioni private: holgar.pd@gmail.com )

31 marzo 2020

Occasione unica (20-037)

Occasione unica. (20-037)
Ho già scritto dei vantaggi che dà il coronavirus (a chi sta bene, naturalmente) (vedi la pagina 20-026). Ora, poichè le autoritè impongono che non ci si muova da casa, comincio a godere di questa forzata sospensione dei piccoli doveri quotidiani (dai nipoti alle incombenze burocratiche a frammenti di lavoro che ancora svolgo).
Spesso in queste pagine ho segnalato che il tempo per gli anziani si restringe. Occorre sempre più tempo per svolgere piccole mansioni quotidiane e c'è necessità di più tempo per il riposo. 
Adesso di tempo ne ho di più.
Finalmente ho cominciato a fare cose che da tempo rimandavo.
Ordinare dei documenti, metter a posto la scrivania, svolgere arretrati nel repulisti che c'è da fare fra gli oggetti accumulati nella vita lunga di un vecchio.
Finalmente ho tempo per finire uno scritto sul cibo che meditavo da tempo.
Potrei anche accingermi a scrivere una storia della mia famiglia, ad uso dei miei nipoti.
Insomma adesso tempo ne ho di più.


(Indici dei primi anni a pag. 107 e pag. 442. Sintesi del 2012 a pag 14-41. Dal 2016 al 2019, nell'ultimo giorno di un bimestre, compare una sintesi del bimestre appena concluso. Dal 2019 scrivo una sintesi annuale il 31 dicembre.
Per comunicazioni private: holgar.pd@gmail.com )

30 marzo 2020

La vecchiaia? Procede (20-036)

La vecchiaia? Procede. (20-036)
Tutto preso dalla situzione, veramente anomala, dovuta al coronavirus, quasi mi scordo della mia vecchiaia. O meglio me lo ricorda la maggioranza dei deceduti in Italia, tutti sopra i 70 anni ( e io ne ho 73).
Negli ultimi giorni però ho registrato alcune nuove osservazioni, ciascuna in sè modesta, ma tutte concorrenti in un'unica direzione.

Per esempio un lieve tremolio della mano destra quando impugno il cucchiaio per mangiare la minestra. Già in passato avevo avvertito che la mia destra era diventata un pò meno efficace della sinistra, nel compiere alcune operazione. Adesso anche un tremolio, che, in concreto, a volte mi fa spargere qualche goccia brodo sul tovagliolo.

Circa sei mesi fa ho fatto una visita oculistica, nella quale mi era stato trovato un principio di cataratta. Insomma ci vedo meno. Allora avevo deciso di potenziare alcuni punti luce di casa: cucina, bagno, ingresso. Con gran soddisfazione. Ci vedevo bene assai, con le nuove lapadine. Oggi mi pare  che non bastino più e che dovrei aumentare ancora un poco la loro potenza.

Per non parlare della mia prostata, che, pur non essendo cambiati granchè alcuni valori, ha peggiorato il getto della minzione, rispetto a un anno fa. E mi continua un certo prurito costante in una zona della gamba destra, che non passa da più di un anno (la dermatologa non ha rilevato niente di anormale, mentre la medicina orientale lo interpreta come un accumulo di energia sul meridiano rene).

Ultimamente ho anche osservato alcune impugnature maldestre nell'afferrare gli oggetti, con conseguenti lievi incidenti di presa.

Infine un bel segnale, questa volta sociale e non fisico.
Ieri mi suonano alla porta. Al citofono una ragazza di un centro sociale del quartiere, mi informa che avrebbe dei volantini sulla situazione del coronavirus. La ringrazio e le chiedo di inserirli nelle buche da lettere del condominio. La saluto.
Quendo successivamente scendo per uscire col cane, prendo il volantino e vedo che è stato inserito solo nella mia cassetta. Lo leggo. Il centro sociale mi informa che ha organizzato un supporto di solidarietà in aiuto di anziani o altre persone bisognose.
Bravi, mi dico. Poi osservo le altre cassette: non ci sono volantini simili. La ragazza lo ha portato solo a me perchè mi ha identificato come anziano bisognoso del mio condominio!
Ho conservato il volantino. Non si sa mai.

La vecchiaia? Procede, grazie.


(Indici dei primi anni a pag. 107 e pag. 442. Sintesi del 2012 a pag 14-41. Dal 2016 al 2019, nell'ultimo giorno di un bimestre, compare una sintesi del bimestre appena concluso. Dal 2019 scrivo una sintesi annuale il 31 dicembre.
Per comunicazioni private: holgar.pd@gmail.com )

28 marzo 2020

Numeri (20-035)

Numeri. (20-035)
L'Italia ha una popolazione longeva; la durata media della vita è di 81 anni per i maschi, mentre per le femmine è di 85. Gli 8000 morti attuali con coronavirus sono un bel numero, ma vanno rapportati agli anziani ultra-ottantenni, che in Italia sono 4.200.000. La percentuale di morti è molto bassa (circa 0,17%). Per la verità, poichè le morti colpiscono più i maschi che le femmine, il rapporto andrebbe fatto sui maschi italiani ultra-ottantenni, che sono soltanto un milione e mezzo. La percentuale sale a 0,45%. Visto poi che le morti sono concentrate in 4-5 regioni (la pianura padana), la percentuale salirebbe ancora perchè il numero di ultraottantenni in tali regioni è inferiore a 4.200.000 (potrebbe essere un terzo: quindi 0,5% di morti).
Sarebbe interessante conoscere il numero medio di morti nel mese di marzo degli altri anni o almeno di quei mesi in cui vi è il picco d'influenza. Dati che non ho. Ma in media ogni mese (in Italia) muoiono circa 55.000 persone (e in pianura padana teoricamente circa 17.000).
Che considerazione trarne? Beh, non mi sembra che il numero attuale dei morti sia così grande rispetto ai soliti morti annuali in Italia. Stupisce però la loro concentrazione in una zona ristretta (grosso modo la pianura padana) e in un periodo ristretto (marzo).
E fanno impressione le lunghe file di bare, e le crisi respiratorie connesse con questa patologia: sono queste che fanno la differenza e mandano in affanno gli ospedali e i posti di terapia intensiva (sembrerebbe più un problema di tenuta delle strutture sanitarie, che non di emergenza epidemica).
Comunque è giustificato meravigliarsi per gli 8.000 morti.
Ma perchè non fare altrettanto per i 40 – 50.000 morti aggiuntivi all'anno che si sono avuti in ben tre anni a partire dal 2015 e fino al 2019? Che erano stati previsti dallo studio dell'agenzia europea sull'ambiente (EEA) nel 2015 e ricondotti all'inquinamento atmosferico?
L'incidenza maggiore del coronavirus si ha oggi nella pianura padana: una delle aree maggiormente inquinate dal punto di vista atmosferico.
C'entrerà qualcosa?


(Indici dei primi anni a pag. 107 e pag. 442. Sintesi del 2012 a pag 14-41. Dal 2016 al 2019, nell'ultimo giorno di un bimestre, compare una sintesi del bimestre appena concluso. Dal 2019 scrivo una sintesi annuale il 31 dicembre.
Per comunicazioni private: holgar.pd@gmail.com )

27 marzo 2020

Un repulisti (20-034)

Un repulisti. (20-034)
In Italia siamo arrivati a quasi 8000 morti da coronavirus, anzi con coronavirus. L'età media dei defunti è più di 80 anni e la stragrande maggioranza dei defunti supera i 70. Insomma una malattia adatta alla nostra età, la vecchiaia.
La patologia ha fatto un bel repulisti nella popolazione italiana, eliminando anziani in condizioni molto precarie. Non è cinismo, è la pura verità.
Una riflessione sorge spontanea: non è che il modo per tenere in vita persone in tarda età e contemporaneamente affette da moltissime patologie sia una distorsione della vita umana? Mi riferisco per esempio all'uso che si fa del sondino gastrico per nutrire anziani che altrimenti non sono in grado di nutrirsi. O ancora alla quantità di farmaci che si fanno assumere sempre in tarda età a persone affette da iper-colesterolemia oppure da iper-glicemia o hanno la pressione alta (spesso tutte e tre insieme, queste patologie).
Mi spiego meglio.
Gli attuali morti anziani da coronavirus o erano molto avanti con gli anni o avevano gravi patologie. Insomma, erano tenuti vivi con mezzi artificiali. Va bene farlo?
Non è che ciò sia innaturale?
Qual è lo scopo della vita, forse vivere fino al lumicino, con decine di mezzi tecnologici e farmacologici e più persone che ci assistono? Non si potrebbe fare una riflessione generale sul fatto che dopo una certa età, oppure con gravi malattie, la nostra vita è destinata a finire?
In una parola: vogliamo cominciare a convicerci e a convincere le persone anziane che è naturale morire?
Forse ciò che sta succedendo è un'ottima occasione per avviare una riflessione su ciò.

... sarebbe bello se la riflessione partisse proprio da noi vecchi ...


(Indici dei primi anni a pag. 107 e pag. 442. Sintesi del 2012 a pag 14-41. Dal 2016 al 2019, nell'ultimo giorno di un bimestre, compare una sintesi del bimestre appena concluso. Dal 2019 scrivo una sintesi annuale il 31 dicembre.
Per comunicazioni private: holgar.pd@gmail.com )

22 marzo 2020

Paura (20-033)

Paura.(20-033)
Anche se da una parte mi dico che il corona virus è poco più di un'influenza (e i morti sono nella stragrande maggioranza anziani pluri-patologici), mi impressiono quando sento di quel giovane infermiere di ambulanza morto a 38 anni o di quell'attrice sessantenne che sta superando la malattia, ma ha affermato che si è trattata dell'esperienza più brutta della sua vita, o ancora di quel giovane sportivo che ne sta uscendo, ma è molto provato dalla malattia.

Lentamente sono stato contagiato da un timore crescente: non mi impedisce di uscire (per la spesa, per la farmacia, per il cane), ciononostante adotto con sempre maggior precisione misure di prudenza.
Affiora la solita paura.
Paura di morire.


(Indici dei primi anni a pag. 107 e pag. 442. Sintesi del 2012 a pag 14-41. Dal 2016 al 2019, nell'ultimo giorno di un bimestre, compare una sintesi del bimestre appena concluso. Dal 2019 scrivo una sintesi annuale il 31 dicembre.
Per comunicazioni private: holgar.pd@gmail.com )

21 marzo 2020

Continuare così anche dopo? (20-032)

Continuare così anche dopo? (20-032)
Sono passate circa 4 settimane dal primissimo inizio delle restrizioni, in Italia. Tutti aspettiamo con ansia che cessino e si torni alla vita di prima. Ma un pò di buon senso ci dice che continueranno almeno fino ad aprile, se non a giugno. E poi? Saremo protetti o soltanto avremo stemperato la crisi acuta di molti malati in pochi giorni? Del resto in Cina solo dopo tre mesi si cominciano ad allentare le misure straordinarie.
Si prospetta una continuazione indefinita di restrizioni.
È proprio un male?
Perchè non continuare, anche dopo l'emergenza, a vivere meno freneticamente, ad acquistare meno oggetti inutili, a non spostarsi per il fine settimana di centinaia di chilometri?
Perchè l'economia non lo permette?
Ma chi se ne frega!
Questa è un'ottima occasione per ripensare alla nostra vita, per cercare valori veri e non seguire, come pecore, modelli che ci vengono imposti da altri (il mercato) per vantaggi loro.
È meglio tornare alla vita di prima?
No, grazie.


(Mi viene il sospetto che la mia età influisca sui pensieri su esposti. La vecchiaia è poco incline ai grandi spostamenti, alle novità di mercato, alle mode passeggere: dipende dunque dalla mia anzianità la predilezione per una vita più ristretta? Forse sì.
È comunque vero che lo sviluppo attuale non è sostenibile dal pianeta Terra, che i valori della società a cui appartengo sono miserabili, che la vita che viviamo non produce felicità, bensì più consumi. Ben venga dunque una delle classi di età che compongono la popolazione, i vecchi, a richiamarci ad altro, sia pure basandosi sui limiti di quell'età: è un contributo al dibattito inter-generazionale, e un pò di verità la portano anche gli anziani.)


(Indici dei primi anni a pag. 107 e pag. 442. Sintesi del 2012 a pag 14-41. Dal 2016 al 2019, nell'ultimo giorno di un bimestre, compare una sintesi del bimestre appena concluso. Dal 2019 scrivo una sintesi annuale il 31 dicembre.
Per comunicazioni private: holgar.pd@gmail.com )

16 marzo 2020

Cambia tutto? (20-031)

Cambia tutto? (20-031)
In questi giorni si sta dicendo che l'emergenza sanitaria da corona virus non finirà certo il 3 di aprile (data del termine delle misure del governo italiano).
Presa come esempio la Cina, ci sono voluti ben 80 giorni di emergenza per portare il numero di nuovi contagiati a poche unità quotidiane (in Italia sono attualmente alcune migliaia). Quindi l'emergenza dovrebbe durare almeno fino a maggio (in Italia, dico). 
E poi?
Non sarà certo finita lì, perchè in Cina i contagiati finora sono stati soltanto 60.000 e dunque tutti gli altri cinesi della provincia messa in isolamento potrebbero essere infettati da altri (cinesi di altre province o stranieri) che vengono da fuori portando con sè il virus. Bisognerà allora chiudere le porte della provincia ad altri arrivi. Fino a quando? Finchè il 60% della popolazione sia entrata in contatto col virus e alla fine abbia prodotto anticorpi. Dunque il pericolo non finirà più, salvo che fra un paio di anni si riesca a trovare un vaccino appropriato.
Il quadro che ne emerge è apocalittico. Perchè prima è toccato a una povincia cinese, poi a Corea, Giappone e Italia e ora all'Europa. E l'India? E il sud America? E l'Africa?
Come dicono gli esperti il virus circolerà per anni. Il fatto è che negli ultimi decenni virus sconosciuti e mortali hanno cominciato a comparire sempre più spesso.
Ci si deve aspettare dunque che le restrizioni continueranno ancora per molto.
Che ne sarà allora della cosiddetta globalizzazione? Della continua movimentazione planetaria di uomini e merci? In sostanza: che ne sarà di questo modello di sviluppo (capitalista, liberista)?
Che ne sarà della smania continua di muoversi, acquistare, produrre merci delle quali non c'è bisogno? Di un pil che deve sempre crescere, senza che nessuno ci spieghi perchè?


Si dirà presto che si perderanno milioni di posti di lavoro, che la produzione languirà, che le borse crolleranno, che l'economia andrà a rotoli.
Siamo convinti che questo modo di far funzionare la terra sia l'unico possibile, perchè distribuisce ricchezza a tutti.
A tutti?
Sono vecchio, non ne posso più di questa retorica preoccupata per finta della sorte dei lavoratori, delle categorie deboli, delle persone reali; preoccupata invece di aumentare a dismisura i propri profitti. Basta col dar continuamente la parola agli economisti: uno Stato non ha come principio di base l'economia, bensì la felicità dei propri cittadini e l'equilibrio dell'ambiente terrestre.
Forse siamo all'inizio di un nuovo periodo, in cui dovremo cominciare a chiederci se un un nuovo mondo sia possibile.


(Che tutto sia retorico lo dice un altro fatto: grande preoccupazione, nel mio Paese, per le vittime da corona virus (finora meno di 2000), mai nessuno che lo confronti coi bambini che muoiono di fame nel mondo, o anche solo coi bambini morti in dieci anni di conflitto in Siria. Valgono meno?)


(Indici dei primi anni a pag. 107 e pag. 442. Sintesi del 2012 a pag 14-41. Dal 2016 al 2019, nell'ultimo giorno di un bimestre, compare una sintesi del bimestre appena concluso. Dal 2019 scrivo una sintesi annuale il 31 dicembre.
Per comunicazioni private: holgar.pd@gmail.com )

15 marzo 2020

Greta e il corona virus (20-030)

Greta e il corona virus. (20-030)
Povera Greta Thumberg!
Con tutti i suoi discorsi ai grandi del mondo non ha ottenuto nulla, nemmeno uno straccio di impegno immediato per cambiare i mutamenti del clima. Al massimo promesse a lunga distanza da parte di qualche governante mediamente più coscienzioso.
E invece è bastata una minaccia di pandemia virale per costringere governi e popolazioni a mettere in atto cambiamenti radicali immediati. Sarei curioso di vedere di quanto sono diminuite le polveri sottili nelle ultime due settimane di restrizione dei movimenti. Speriamo che qualcuno faccia questi calcoli e ci dica: 'guardate, che cambiare si può'.
Leonardo Caffo, giovane e brillante filosofo lo ha affermato in una trasmissione televisiva (riguardo ad altro contesto): i mutamenti su questioni importanti non avvengono mai per una presa di coscienza etica di un problema, bensì per circostanze casuali, legate a interessi momentanei.
Nel caso su cui sto scrivendo (clima, inquinamento dell'aria, modelli economici insostenibili) non basta la realtà statistica di 40-50.000 morti premature all'anno (Italia) per indurre cambiamenti importanti negli stili di vita. Occorre qualcosa di contagioso che alla fine produrrà molto meno morti dell'inquinamento (10.000?), ma è di natura diversa: apparentemente meno legata ai comportamenti di massa.

( Sono stupito anche da un'altro fatto. Data la situazione attuale, le cosiddette categorie economiche continuano a chiedere interventi dello Stato a sostegno dell'economia, cioè soldi. Ma come, non sono le stesse che invocano meno stato e più mercato? non sono le stesse che ribadiscono che il mercato si regola da solo? E' lampante: basta un fattore eso-economico come una pandemia, a modificare la realtà e mostrare che non basta lo scambio di merci a governare una popolazione.)


(Indici dei primi anni a pag. 107 e pag. 442. Sintesi del 2012 a pag 14-41. Dal 2016 al 2019, nell'ultimo giorno di un bimestre, compare una sintesi del bimestre appena concluso. Dal 2019 scrivo una sintesi annuale il 31 dicembre.
Per comunicazioni private: holgar.pd@gmail.com )

14 marzo 2020

Ciò che spaventa (20-029)

Ciò che spaventa. (20-029)
In Italia siamo a mille morti per corona virus (o covid 19). Su un totale di 13.000 contagiati. Percentuale alta, quasi l'8%. Le solite influenze stagionali colpiscono molto di più è uccidono di meno. Mi pare sotto lo 1,5%.
Poi si tira un respiro di sollievo venendo a sapere che il 95% dei morti ha più di 70 anni. Sono sollevati giovani e persone di mezz'età. Gli anziani invece sono più atterriti.
Che cosa spaventa in questa situazione?
L'imprevedibilità del contagio o meglio la sua casualità.
A chi tocca tocca, gli altri sono salvi.
Certo, meglio che tocchi ai vecchi la sorte di morire (lo dico da vecchio), piuttosto che ai giovani o ai bambini.
Ma i vecchi non sono spaventati dall'imprevedibilità del morire, quanto dall'imprevedibilità della causa.

Tante chiacchiere, per dire che anche nella terza età la morte è imprevista.
Niente da fare: la fine è sempre imprevista.


(Indici dei primi anni a pag. 107 e pag. 442. Sintesi del 2012 a pag 14-41. Dal 2016 al 2019, nell'ultimo giorno di un bimestre, compare una sintesi del bimestre appena concluso. Dal 2019 scrivo una sintesi annuale il 31 dicembre.
Per comunicazioni private: holgar.pd@gmail.com )