03 marzo 2014

La fotografia (14-45)

La fotografia. (14-45)
Mi è scaduta la Carta di Identità. Per rinnovarla devo farmi una fotografia. Ho deciso di andare da un fotografo, invece di fare le solite foto formato tessera con le macchine automatiche. 
Mi è venuto il desiderio di farmi una fotografia-ritratto.
Per lasciare ai posteri la mia immagine? Solo a mio figlio, in sostanza.
Un desiderio narcisistico?
Forse il desiderio di sopravvivere.
Quando è morto mio padre sono rimasto stupito di trovare fra le sue carte una serie di ritratti fotografici, fatti a varie età. Mi era parsa allora una cosa buona. Tanto che adesso sono tentato di fare lo stesso.
Poi però ho pensato a dove si trovano quelle fotografie e quelle di mia madre, morta più recentemente. In un baule di ricordi. Non le ho neppure appese nel mio studio.
Le ho sepolte in cantina.
I miei genitori li ricordo nel mio cuore, raramente. Non credo che se appendessi le loro fotografie li ricorderei di più. Non è detto che il ritratto che mi farei adesso sia poi utilizzato dopo la mia morte. 
Potrei fare un ritratto per me. Per vedere come ero a sessantasette anni. E poi a settantacinque, e poi …
Sono dubbioso.
Intanto domani vado a farmi le foto-tessera in una delle macchinette automatiche.

(L’indice per argomenti del 2013 si trova a pagina 442; quello del 2012 a pagina 107)
(per comunicazioni private: holgar.pd@gmail.com )

02 marzo 2014

Ancora nonno (14-44)

Ancora nonno. (14-44)
L'ho saputo poche ore fa. Mio figlio e la sua compagna aspettano un bambino. Diventerò nonno un'altra volta. E questa volta addirittura con i miei geni (perchè la prima volta ero nonno putativo, mio nipote è nipote di mia moglie, non mio direttamente).
Sono contento. Per mio figlio soprattutto. Ha raggiunto il livello di maturità necessario ( e le condizioni interiori) per inserirsi nel filone della vita.
Questo nuovo bambino o bambina ancora non lo conosco. Non sono a lui affezionato. Lo diventerò. Per il momento è solo una presenza astratta. Non posso dire che la cosa mi emozioni, mi faccia intenerire, commuovere. Succederà fra un anno e mezzo o due.
Per adesso capisco che la mia vita sarà rivoluzionata. Un vento potente entrerà nella mia vita di vecchio. Sarò assorbito dalla vita, io che sto pensando alla morte. 
Sto finendo la vita e la vita entra prepotentemente nella mia esistenza. 
Mi occuperà il tempo, i pensieri. 
La vecchiaia passa in secondo piano.

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01 marzo 2014

Parole che mancano (14-43)

Parole che mancano. (14-43)
Questa settimana mi è capitato tre volte di sbagliare parole. Ho detto telefono invece di televisore, “ti spogli” invece di “ti togli” più un'altra che non ricordo. 
Mi sono messo subito in allarme. Anche perche mia moglie (la perfida!) me l'ha subito segnalato.
Giustificazione: a volte sono pigro nel linguaggio familiare e uso la prima parola che assomiglia a quella che voglio dire. Mi consolo dicendomi che ero perfettamente cosciente che si trattava di un errore. Ma è anche un primo segnale di disfunzione cognitiva lieve, se non di Alzheimer.
Recentemente non ho più avuto dei segni che il mio cervello cominci a mal-funzionare. Non si sono ripetute dimenticanze importanti (tipo il gas acceso). Neppure brevi stati confusionali. L'ho attribuito a una cura di Gingko Biloba che ho fatto in autunno.
E anche all'aver eliminato dalla mia dieta i prodotti di origine animale (seguendo in questo i consigli del libro The China Study).
Ora invece questi errori.
Mi dovrei preoccupare?
I miei colleghi anziani si preoccupano quando succede anche a loro?
Dubbi di vecchiaia.
Paure da vecchi.

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28 febbraio 2014

Menti alterate (14-42)

Menti alterate. (14-42)
Vi sono malattie che spaventano i vecchi. La più lieve si chiama indebolimento cognitivo. Si manifesta con perdita di memoria, disorientamento, confusione.
Non si tratta di conseguenze inevitabili dell'invecchiamento. Bensì problemi legati allo stile di vita: l'alimentazione.
Poi vi sono quelle più gravi come la demenza vascolare e il morbo di Alzheimer. La prima è causata da piccoli ictus dovuti alla rottura di vasi sanguigni nel cervello. Non ci se n'accorge. Ma ogni ictus disabilita una parte di cervello. Il morbo di Alzheimer invece si verifica quando una sostanza proteica si accumula in aree critiche del cervello come se fosse una placca.
Ipertensione e colesterolo elevato sono fattori di rischio di queste malattie della mente.
Si possono controllare con la dieta.
Il fattore di rischio più importante è l'aumento di radicali liberi. Il consumo di antiossidanti alimentari può proteggere il cervello da questi danni. Non occorre assumere integratori contenenti antiossidanti. Bastano quelli contenuti negli alimenti vegetali. Basta una dieta vegetariana, con abbondanza di verdure di colore verde scuro o colorate.
E se li si vuole in forma concentrata si possono scegliere le seguenti: la curcuma, le bacche gogj, la chia, i mirtilli, le arance, il tè verde, le ciliegie, eccetera.
Soprattutto: gli alimenti di origine animale sono privi di scudi anti-ossidanti. Anzi attivano la produzione di radicali liberi.

[Idee tratte dal libro The China Study di C. Campbell (pagg. 204 e 205)].

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27 febbraio 2014

In sintesi (14-41)

In sintesi. (14-41)
Ho riletto le pagine del diario del primo anno (2012). Ne ho fatto dei riassunti, mese per mese. Li ho chiamati Bilanci, a dicembre 2013 e gennaio 2014.
Adesso cercherò di fare una sintesi globale.
La sintesi della mia visione della vecchiaia, in quel primo anno.

Ero curioso di osservare la vecchiaia: in me, negli altri, nei più vecchi. Di registrarne i segnali. E i segnali più evidenti erano le perdite. Stavo diventando vecchio e ogni giorno perdevo qualcosa. La vita è una parabola e stavo vivendo il suo ramo discendente.
La perdita più dolorosa, la salute. Le malattie accompagnano la vecchiaia, pensavo. Le malattie sono necessarie: servono per morire. Ma già nei primi mesi ho capito che malattie e vecchiaia non sono sorelle. Gran parte delle malattie sono il risultato dello stile di vita. Di tutta la vita, prima della vecchiaia. Ma anche dello stile di vita durante la vecchiaia!
C'è bisogno di aiuti. Prima di tutto di un geriatra, che ti consigli bene in questa nuova fase della vita. E poi bere acqua e assumere cibi contenenti antiossidanti (curcuma, mirtillo, arance, tè verde, ciliegie ...).
La vecchiaia non riguarda solo il corpo. C'è la psiche.
Mutamenti psichici: si perdono motivazioni, subentra la noia. Si è sorpresi di esser vecchi, persino a ottant'anni. Si è preda di paure: perdere autonomia, capacità, movimento. Si desidera di più la compagnia: di un coniuge, di una famiglia. Si patisce la perdita di un ruolo sociale, quello dato dal lavoro. In vecchiaia è meglio continuare a lavorare. A ritmi più ridotti, che ci lascino il tempo di pensare al nostro diventar vecchi.
Si patisce anche che il nostro bagaglio di saperi ed esperienze non sia più utilizzato da nessuno.
Ci sono i lati positivi. La vecchiaia ti richiama a essere prudente, soprattutto attento, vigile. Ma la grande positività della vecchiaia sono ... i molti anni vissuti! Sembra un'ovvietà, ma è molto profondo, se ci si riflette.
E la vecchiaia è insuperabile nel regalarti momenti magici; come quando così, di colpo, senza motivo, capisci la vita, ne comprendi il significato, e tutto acquista un senso. Un miracolo!
Prospettive? Ce ne sono. Socializzare la vecchiaia. Frequentare vecchi, avviare una riflessione, un confronto. Imparare da chi la vive meglio. Dalle donne, per esempio, che diventano vecchie ... dieci anni più tardi!
E poi il mistero dell'ultima fase. Fare testamento biologico, perchè altri non decidano per noi. Conoscere la morte, per diminuire l'angoscia nei confronti del finire. Imparare a lasciarsi andare, come allenamento a lasciar la vita. Accettare il distacco dalla vita dell'ultima fase.
L'ultima vecchaia è la più difficile. È quella che spaventa di più gli anziani.
Prima di quella la vita è ancora piena.
La vita di un vecchio non è l'anticamera della morte.

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26 febbraio 2014

Variabilità (14-40)

Variabilità. (14-40)
La vecchiaia è variabile.
Varia fra maschi e femmine. Quella delle donne comincia dieci anni più tardi.
Varia durante l'arco dei trent'anni entro cui è racchiusa. Ogni dieci anni si passa a una vecchiaia diversa.
Varia da persona a persona. Si può quasi dire che la vecchiaia di un singolo individuo è qualcosa di assolutamente originale. Diversa da quella di tutti gli altri.
Infine varia all'interno di una singola vita, non solo ogni dieci anni. Giorno per giorno.
Ci sono giorni in cui ci si sente profondamente vecchi. E vi sono altri giorni in cui si sta benissimo. Si gusta appieno la vita. Tanto da farci pensare: "Sono tornato indietro, non sono più vecchio."
La vecchiaia è un'età strana, mutevolissima.

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25 febbraio 2014

Coniugi (14-39)

Coniugi. (14-39) (25/02/14)
La vecchiaia è meglio affrontarla in due. Ci si conosce da tanto tempo. È una nuova avventura da affrontare insieme. Già si sono affrontate altre avventure (per esempio i figli). 
Si è collaudati.
È meglio in due perchè ci si aiuta e osserva a vicenda. 
Ci si controlla, se qualcosa non va bene.
Ma soprattutto ci si tiene svegli, attenti. Stimoli reciproci. Magari brontolando per difetti inveterati. Così non ci si lascia andare. Si conserva ancora decoro, pulizia, ordine. Cose che spesso i vecchi tralasciano.
È meglio in due perchè l'essere umano ama la compagnia. Magari solo la presenza. Un poco come i cani che in casa stanno dove sei tu anche se potrebbero mettersi nelle loro cucce.
È meglio in due perchè ci si sostiene e si può discutere della vecchiaia. Affrontarla insieme. Perchè si ha la stessa età. I figli sono lontani, più giovani, non capiscono. Non possono capire.
Ma è meglio in due solo se c'è stata stima reciproca. Solo se c'è ancora stima.
Altrimenti meglio soli.

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24 febbraio 2014

Radiazioni elettromagnetiche (14-38)

Radiazioni elettromagnetiche. (14-38)
Sono stato a un convegno. Sui pericoli dell'inquinamento per i bambini. Dati impressionanti sull'inquinamento dei cibi, dell'acqua, dell'aria. Ma negli ultimi vent'anni si è aggiunto un inquinamento nuovo, diverso. L'inquinamento da radiazione elettromagnetica. A causa dei telefoni cellulari. Più di quattro miliardi di esseri umani ne fanno uso. Anche i bambini. E stanno emergendo dati significativi. Quelle radiazioni producono cancro al cervello, soprattutto nei bambini. Senza che le autorità intervengano. Solo due anni fa l'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha inserito queste radiazioni fra i fattori che "possono causare il cancro". Possono dice l'OMS. Quando è certo che fanno danni gravi. Cautela, prudenza o connivenza con i costruttori e i gestori di telefonia mobile?
I dati delle ricerche, ormai ventennali, sono inequivocabili. Usare il telefono cellulare fa male. Tenere in tasca il telefono cellulare fa male. Usarlo su un mezzo in movimento fa peggio. Usarlo dove c'è poco campo fa male. 
Ma il periodo di latenza di un cancro sausato dal cellulare è lungo. Quindici o vent'anni.
Non ci rende conto della causa e dell'effetto.
Avevo notato anch'io che tenere il cellulare nella tasca di un paio di jeans di bassa qualità aveva modificato il colore della tasca. Era apparsa la forma dell'antenna (quella interna al telefonino) sul tessuto della tasca. E io uso poco il cellulare. Ma lo tengo sempre con me.
Ho fatto un pensiero. Uso il telefono cellulare ormai da quindici anni e da sette soffro di ipertrofia prostatica benigna. E se ci fosse una relazione?
Da domani il cellulare lo lascio a casa o lo tengo in borsa.
Mai più addosso.

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23 febbraio 2014

Cicli (14-37)

Cicli. (14-37)
Sta tornando la primavera. Almeno nella mia regione. Sono più di due settimane da che sono ricomparse le viole. Ancor prima erano sbocciati i fioretti della Madonna e le margheritine. Torna la bella stagione. È come se ricominciasse un anno. Dà piacere. Anche ai vecchi.
Il risveglio della natura mi fa sentir parte di un tutto, chiamato vita. O natura. Di fronte a questo passa in secondo piano il fatto che è trascorso un altro anno. Che, dunque, gli anni di vita che mi rimangono sono solo dodici (contandoli sull'aspettativa di vita in Italia, che è circa di ottant'anni). Conta invece sentirsi di appartenere a un tutto. Che esisterà anche quando io individuo sarò morto. In questi casi mi pacifico col mio bisogno di immortalità.
La mia morte diventa meno importante.
La vita continua anche se io muoio. Soprattutto continua in persone che amo. La mia compagna, mio figlio, mio nipote.
E' un regalo dell'alternarsi delle stagioni.
È un inganno, perchè il ritorno della primavera, riduce a dodici questi ritorni.
Ma è un dolce inganno.
Aiuta a vivere bene anche gli ultimi anni.

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22 febbraio 2014

Riprender fiato (14-36)

Riprender fiato. (14-36)
Ieri mattina, uscendo dalla porta di casa, ho trovato, a metà dell'ultima rampa di scale, la mia vicina di casa ottantacinquenne, ferma su un gradino. Salendo le scale le era venuto il fiatone e così si era fermata a riposare qualche secondo. Le ho detto: “Bisogna fare le scale lentamente, alla nostra età!” Ha ribattuto: “E' da quando ero bambina che mi dicono di andare più piano!”
Salire le scale è un test di vecchiaia. Quando fai molta fatica e sei vecchio, è segno che le forze ti stanno lasciando. Devi prendere provvedimenti. Bisogna diventare più lenti.
Me ne accorgo quando porto i sacchetti della spesa al mio appartamento (terzo piano). Se sono pesanti mi fermo più volte. Questo mi permette di arrivare in cima senza soffrire.
Il trucco è solo questo. Guai cedere alla tentazione di non fare più le scale. Guai a limitare salite e discese. Le si fa ugualmente, ma più piano.
La nostra vita, in vecchiaia (e tanto più in vecchiaia avanzata), dipende dal movimento che facciamo. Meno ne facciamo e più ci indeboliamo. Meno ne facciamo e più velocemenete moriamo. Può essere accettabile in età molto avanzata. Non è accettabile a settant'anni o a ottanta.
Vita, da vecchi, è muoversi.

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17 febbraio 2014

Figli (14-35)

Figli. (14-35)
Quando i padri invecchiano, mutano i rapporti coi figli. Inevitabile. Anzi auspicabile.
Bisogna essere preparati. I consueti e logori rapporti familiari cessano.
Anche perchè un vecchio ha un figlio di trenta o quarant'anni. Da tempo fuori casa. Da tempo con una vita sua.
Bisogna re-inventarsi nuovi rapporti. I figli non si possono più leggere come quando erano piccoli. I padri devono cessare rapporti di autorità. I figli ci stanno alla pari. Può essere doloroso perdere l'autorità. Può anche capitare che i figli prendano il sopravvento. Avanzino pretese. Si impongano. Magari con scarso rispetto nei confronti dei genitori, invecchiati e un po' più deboli.
Ci possono essere incomprensioni.
Sarebbe bello potersi mettere a un tavolino, spiegarsi e ripartire da zero. Per farlo bisogna dismettere gli occhiali coi quali li abbiamo visti per decine d'anni e guardarli per quello che sono. Adulti, con una loro famiglia.
Ci può essere sofferenza se non accettiamo cambiamenti.
E noi vecchi siamo poco inclini a modificarci. Tendiamo a sclerotizzare pensieri, rapporti, comportamenti. Invece cambiare è vitale.
Invecchiare significa anche questo.
Cambiare.

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15 febbraio 2014

The China Study (14-34)

The China Study. (14-34)
E' un libro, di uno statunitense, Colin Campbell. Entusiasmante, l'avevo definito una decina di giorni fa, dopo la lettura delle prime pagine.
Clamoroso lo definisco ora, che ne ho letto la metà.
Il libro raccoglie i risultati di ricerche durate 27 anni. Sull'incidenza del cibo sulle malattie più gravi della nostra società occidentale. Infarto, obesità, diabete, cancro (al seno, alla prostata, all'intestino), malattie autoimmuni, patologie ossee, renali, oculari e cerebrali. Tutte riconducibili al cibo che mangiamo. Alla dieta.
È un testo documentatissimo (oltre 700 articoli scientifici citati), rigoroso, che mette insieme ricerche di tipo epidemiologico, di laboratorio con esperienze di cambio dieta su pazienti affetti da patologie varie.
Il risultato? I cibi di origine animale causano malattie. I cibi naturali (cioè non raffinati nè manipolati dall'industria) di origine vegetale no. Anzi: passando da una dieta di tipo animale a una dieta vegetariana, le patologie regrediscono in modo stupefacente.
Risultato per noi vecchi: molte delle patologie che si manifestano in vecchiaia e che sono ascritte alla vecchiaia, in realtà dipendono dal tipo di dieta che un individuo pratica.
Di più, dipendono dalla dieta che un vecchio pratica.
La più grande scoperta scientifica di questi anni.
Ne riparlerò.

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14 febbraio 2014

Perdo colpi (14-33)

Perdo colpi. (14-33)
In questo mese ho saltato numerose pagine di diario. Non ho più idee? No. Ho avuto molto da fare. Non ho mai pensato a vecchiaia e morte.
Mi sono scordato del blog.
E' uno dei modi di vivere l'ultima tranche di vita. Immergersi nella vita, nei progetti, nel da fare di tutti i giorni. Vivere come un giovane. Con l'illusione di essere immortali.
La vita quotidiana frenetica, tipica dei giovani, si può vivere anche da vecchi. Senza la prospettiva della morte imminente. Addirittura con un tocco in più di ebbrezza di vivere.
Eh sì, perchè da vecchi, assaporare la frenesia di una vita intensa, mette i brividi.
La frenesia è passeggera. Dopo poco torni alla tua vita normale di vecchio. Puoi riflettere sulla vita che sta terminando. Puoi riflettere sulla vita intensa che hai appena vissuto. Torni nell'alveo normale della vecchiaia. Ma intanto quell'assaggio di vita intensa ti ha esaltato.
La vita ti mette i brividi.

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10 febbraio 2014

Tramonto (14-32)

Tramonto. (14-32) (10/02/14)
Mio figlio mi ha comunicato che presto diventerò nonno. La sua compagna forse è incinta. In realtà nonno lo sono già, ma per parte di mia moglie. Sono un nonno putativo.
Ora invece diventerò nonno vero. Nonno di sangue. Non cambia nulla nella nonnità. 
Cambia invece nei simboli.
Sapere che mio figlio avrà un figlio, cambia tutto. Non sarò più il padre di un figlio giovane o giovanile. Sarò un uomo genitore di un altro uomo, che ha una sua vita autonoma, matura. Che non potrà più atteggiarsi a figlio. Perchè egli stesso sarà padre.
Non cesso le mie funzioni di genitore, ma cessa una stagione. Perchè mio figlio ormai ha una sua professione, un suo ruolo sociale. Appartiene alla generazione che gestisce la società. Nel concreto. Nella vita di tutti i giorni. Magari non nelle sfere di potere più alte, dove comandano ancora sessantenni e settantenni.
Ma nella vita normale rappresenta l'ossatura della società.
La mia generazione cede il passo alla generazione successiva.
Nelle parole di mio figlio ho percepito il mio tramonto.

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07 febbraio 2014

Il bastone (14-31)

Il bastone. (14-31)
In giro non vedo più vecchi col bastone. Peccato, perchè il bastone è utile per l'equilibrio. 
E aiuta la camminata, perchè si fa forza con le braccia oltre che con le gambe. 
Un tempo il bastone permetteva al vecchio un po' di autonomia di movimento anche quando le forze diminuivano.
Oggi non lo si usa, col risultato che i vecchi rinunciano a muoversi. Stanno chiusi in casa.
In realtà vedo dei vecchi con due bastoni da montagna, camminare per il quartiere. Sono un po' patetici, perchè i bastoni sono mal regolati e sono più di ostacolo che d'aiuto. E anche perchè sembrano oggetti sproporzionati all'uso che se ne fa: camminare un poco. 
I vecchi con i bastoni sembrano proprio impacciati.
Con i due bastoni si fa il cosiddetto nordic walking, camminata nordica, raffinata evoluzione del camminare.
Troppo per i vecchi.
Positivo, però, per fare del movimento.
Vecchiaia e movimento, un binomio inscindibile.
Ma chi lo capisce?

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