13 gennaio 2021
Prolungare la vita (21-005)
Prolungare la vita. (21-005)
Qualcuno ha scritto che i vecchi hanno un solo obbiettivo: vivere il più a lungo possibile.
Forse sta diventando anche il mio, di obbiettivo.
In un significato diverso, però.
Vivere il più a lungo possibile, senza malattie.
È vero che l'Italia è il paese più longevo al mondo, ma le condizioni di salute dei nostri vecchi sono tutt'altro che invidiabili, come sta dimostrando la moria di persone anziane durante l'attuale pandemia, persone tutte affette da pluri-patologie (attenzione: patologie e non normale decadimento fisico dovuto alla vecchaia).
Nella pagina precedente avevo riflettuto sulla necessità del movimento per allungare la vita. E come la possibilità di farlo sia nelle nostre mani.
Vi sono anche altri accorgimenti: fondamentale è la dieta, (che deve essere basata su vegetali alcalinizzanti), dieta che deve eliminare tutti i fattori di rischio come alcol, zucchero, insaccati (naturalmente anche il fumo).
Ancor più fondamentale è l'introduzione giornaliera di kefir per nutrire e potenziare i nostri batteri intestinali, dai quali dipende il sistema immunitario. E poi ancora assunzione di vitamine, D3 e K2 soprattutto; di acidi grassi omega 3, di antinfiammatori naturali, come il ribes nigrum.
Insomma, per diventare vecchi sani conta lo stile di vita?
Eccome se conta!
Non date retta a chi dice di voler vivere da sano per morire eventualmente da malato, intendendo con ciò di volersi godere la vita concedendosi tutti i piaceri (che finiscono con essere solo cibo, alcolici e fumo).
In questo modo si muore effettivamente da malati, ma soprattutto si vivono molti anni di vecchiaia da malati.
(Per comunicazioni private: holgar.pd@gmail.com)
10 gennaio 2021
Una riflessione importante sul movimento (21-004)
Una riflessione importante sul movimento. (21-004)
In questa pagina voglio approfondire il significato, per i vecchi, di fare movimento (vedi 20-142).
In breve: nonostante la calda raccomandazione del mio geriatra di fare ginnastica mattutina e due ore e mezzo di camminata veloce ogni settimana, non lo faccio.
Mi manca una solida motivazione.
Sono cosciente che, diminuendo il movimento, accelero il processo d'invecchiamento.
Se invece mi muovo, contrasto la naturale tendenza dei vecchi a muoversi sempre meno, il che porta alla morte.
Se mi muovo, prolungo la mia vita. Se non lo faccio, mi avvio alla fine.
Muoversi di più significa dunque aumentare gli anni di esistenza, significa scegliere una vita lunga. Se non lo si fa significa scegliere una vita più breve.
È stupefacente, ma la lunghezza della vita dipende da noi!
Ho scoperto che per fare più movimento mi devo forzare, mi devo impegnare. Devo fare qualcosa che il mio corpo non desidera.
Come dire: per vivere di più è necessario impegnarsi.
Ma anche: vivere di più sembra in contrasto con il naturale declino della vecchiaia, che toglie motivazioni psicologiche alla necessità di muoversi.
(Per comunicazioni private: holgar.pd@gmail.com)
09 gennaio 2021
T. Colin Campbell (21-003)
T. Colin Campbell. (21-003)
Si tratta dell'autore di The China Study, il più importante lavoro sull'alimentazione del XX secolo. Ne ho scritto varie volte negli anni passati, perchè i risultati delle sue ricerche sono stati rivoluzionari, nello scoprire il ruolo negativo delle proteine animali nella dieta umana. Alcuni anni fa ho partecipato ai suoi due ultimi seminari europei, tenutisi in Italia, nella mia città: già allora aveva più di 80 anni.
Lo ricordo qui perchè quest'anno compirà ottantasette anni, un'età di tutto rispetto. Non si è ritirato dalla scena, continua a scrivere libri e a fare ricerca.
In un'intervista recente ha detto, lapidario: "Finchè mi è dato tempo, io continuo."
Un'atteggiamento verso vita, vecchiaia, morte di grande esempio, per tutti noi, vecchi più giovani.
Vivere pienamente tutto il tempo che ci è dato, onorando la vita che portiamo.
(Per comunicazioni private: holgar.pd@gmail.com)
08 gennaio 2021
Impedimenti al movimento dei vecchi (21-002)
Impedimenti al movimento dei vecchi. (21-002)
In casa abbiamo eliminato tutti i tappeti. Misura prudenziale per una abitazione di vecchi. Cadere a causa dei tappeti è frequente fra gli anziani.
Anche le calzature da usare in casa sono da scegliere con cura. Per esempio le ciabatte, praticamente aperte sul retro, non sono la calzatura ottimale nella terza età. La mia compagna dice che camminando con esse trascino i piedi; invece di fare dei passi, striscio i piedi, come pattinando.
Mi sono deciso e ho acquistato una specie di pantofola rigida, come quelle che si usano in ospedale da parte del personale. Sul retro non è del tutto aperta e la sua struttura è rigida invece di floscia.
Risultato: non trascino più i piedi e durante i passi la pantofola, essendo rigida, segue il piede, si alza come fa il piede.
Mi sembra una scelta opportuna.
Salendo le scale, soprattutto se sono stanco, non alzo i piedi come sarebbe normale. Li alzo un pò meno del necessario. Succede allora, raramente per fortuna, che incespichi nel gradino superiore con serio rischio di cadere. Per questo non ho soluzioni, se non quella di prestare attenzione mentre salgo le scale, cioè avere un surplus di vigilanza mentre faccio un atto spesso svolto senza pensare, in modo automatico.
(Per comunicazioni private: holgar.pd@gmail.com)
05 gennaio 2021
Sistemi immunitari (21-001)
Sistemi immunitari. (21-001)
Finalmente qualcuno che dica pane al pane.
Ho trovato sul sito del dottor Roberto Gava pochi semplci consigli su come affrontare la nuova pandemia.
Adesso è giunto il nuovo vaccino e tutti si buttano su di esso con la speranza che ci faccia uscire dalla crisi nella quale siamo precipitati.
Il dottor Gava dice invece che dobbiamo puntare su un'arma potentissima: il nostro sistema immunitario (S.I.), che ci permette da milioni d'anni di sopravvivere ai virus.
Dunque bisogna potenziare il S.I.
Come?
Migliorando le condizioni del microbiota intestinale, cioè dei batteri presenti nell'intestino, che concorrono alla forza del S.I. durante tutta la nostra vita. Nella vecchiaia il microbiota si indebolisce notevolmente e, guarda caso, le maggiori vittime del corona virus sono proprio i vecchi.
Il microbiota si migliora coi giusti alimenti (soprattutto vegetali), eliminando i cibi tossici (alcol, zucchero, carni insaccate) e fornendo cibi fermentati, come il kefir, ricchi di batteri buoni (lattobacilli e bifidobatteri: guarda caso presenti in abbondanza nel microbiota dei bambini, che infatti non muoiono di corona virus).
La migliore difesa è dunque una terapia immuno-stimolante aspecifica.
Aspecifica perchè di virus ne incontreremo a bizzeffe nella nostra vita, non potremo mai creare vaccini per ciascuno di essi. Perciò dobbiamo potenziare in generale le nostre difese e non cercare un'arma per ogni virus possibile.
Semplice, no?
La medicina moderna ha proprio perso il contatto con la realtà delle malattie.
(Per comunicazioni private: holgar.pd@gmail.com)
31 dicembre 2020
Bilancio di un anno di vecchiaia: 2020 (20-150)
Bilancio di un anno di vecchiaia: 2020. (20-150)
150 pagine di diario in un anno sono tante, di seguito una breve sintesi delle idee più significative.
Le file di bare viste in marzo e aprile sono forse l'immagine più forte che ci lascia quest'anno. Morti di 'molto anziani', dovute al corona virus. Peccato che nessuno abbia avvisato i vecchi (e il resto della popolazione) di rinforzare soprattutto il sistema immunitario (vedi 20-023 , -048 e -144).
Avevo aperto l'anno con una riflessione sulle mie certezze riguardo a vecchiaia, malattie, vita lunga, vita dopo la morte. Certezze ispiegabili, eppur fortemente radicate dentro di me (20-001). Vantaggi e svantaggi di una vita prolungata li ho accennati in 20-041, -047 e -094 e un'idea originale sulla vita lunga, del premio Nobel I. Metchnikoff, a pag. 20-019.
In dieci anni (quasi) di diario certe idee cambiano: per esempio sull'impossibilità di sapere anzitempo come saranno gli ultimi anni di vita (20-043, -079, -081) oppure sull'illusione che la vecchiaia in certi momenti sembri arrestarsi; vi sono altri momenti nei quali accelera di brutto e soprattutto avanza su tutti i fronti, nessuno ne è risparmiato (20-063 e -064, -072). Doloroso è stato scoprire che non posso più permettermi le camminate in montagna (20-089).
Prostata: a 75 anni ormai ho deciso di farmi operare, vedi 20-062, è la mia personale sconfitta, speravo di vincerla con l'erboristeria, ma non è stato così.
In quest'anno ho affrontato in modo nuovo il tema della cosiddetta solitudine dei vecchi vedi 20-083, -091, -132), solitudine che è radicale mancanza di contatto con le altre generazioni: non possono capire.
Riflessioni seminuove le ho fatte sulla perdita di abilità e sul mio diventare obsoleto: anche se rivendico quest'ultimo, non c'è dubbio che sia un segno di invecchiamento (20-106, -108, -117).
Su invecchiamento e malattie mi sto ricredendo, o meglio, ne ho fatto un'analisi più approfondita: ebbene sì, esistono (alcuni) stati patologici che riguardano direttamente la vecchiaia (20-128, ma anche le idee di Metchnikoff citate prima, 20-019).
Quest'anno ho avuto un forte impulso verso la scrittura, nel senso che sono stato preso dal desiderio di lasciare memoria di fatti e pensieri per i discendenti (20-129, -130).
Infine tre nuove idee originali: la morte è sempre una sorpresa, anche in tardissima età (20-135); dobbiamo ricordare agli altri che l'età che viviamo è quella prossima alla morte, dunque gli altri siano preparati (20-145), ma anche noi dobbiamo essere preparati; sto riscontrando una notevole resistenza a fare più movimento di quanto stia facendo, su suggerimento del geriatra: è un modo per lasciarsi andare verso la fine? (vedi 20-142)
(Indici dei primi anni a pag. 107 e pag. 442. Sintesi del 2012 a pag 14-41. Dal 2016 al 2019, nell'ultimo giorno di un bimestre, compare una sintesi dei due mesi precedenti. Dal 2019 scrivo soltanto una sintesi annuale il 31 dicembre.
Per comunicazioni private: holgar.pd@gmail.com )
28 dicembre 2020
E' morto Italo (20-149)
È morto Italo. (20-149)
Era il mio maestro di vecchiaia.
Quasi novantenne, mi testimoniava alcuni aspetti dell'età avanzata. L'avevo visto passeggiare con la sua assistente a maggio. Era affaticato e con poca memoria, ma ancora in sè. L'avevo sentito al telefono circa un mese fa. È morto pochi giorni dopo la mia telefonata.
All'inizio di quest'anno gli avevo fatto visita a casa, portandogli una bottiglia d'olio, perchè apprezzava l'olio buono. In quell'occasione gli dissi che, se voleva, a inizio dell'anno prossimo, avrei potuto ordinargliene una lattina da 5 litri. Mi guardò e molto seriamente mi disse: "Io non arrivo all'anno prossimo, parto prima."
Fui colpito da quella previsione, ma ero incredulo. E mi pareva che non si sarebbe realizzata quest'anno. Per questo gli telefonai un mese fa per chiedergli se voleva la lattina. Mi disse che gliene bastava una bottiglia.
In prossimità della fine, forse sappiamo che presto moriremo.
(Indici dei primi anni a pag. 107 e pag. 442. Sintesi del 2012 a pag 14-41. Dal 2016 al 2019, nell'ultimo giorno di un bimestre, compare una sintesi dei due mesi precedenti. Dal 2019 scrivo soltanto una sintesi annuale il 31 dicembre.
Per comunicazioni private: holgar.pd@gmail.com )
26 dicembre 2020
Conflitti (20-148)
Conflitti. (20-148)
Un improvvido rappresentante di Confindustria (l'associazione degli industriali del mio paese) lo ha finalmente detto: dobbiamo rassegnarci ai morti da corona virus e continuare le attività economiche.
Si tratta di un tipico esempio di contraddizione fra impostazione liberale della società e impostazione sociale. Nell'impostazione che tiene conto della società, un individuo ha un valore in quanto inserito nella collettività (mi ricordo di Aristotele, Rousseau, Marx). Nella impostazione liberale invece un individuo ha valore in sè, a prescindere dalle sue relazioni, e quindi il valore fondamentale è la sua libertà.
La società occidentale ha una visione liberale e liberista; non solo: ritiene che questa sia l'unica società possibile. Col risultato che qualunque cosa disturbi il liberismo sia da eliminare in funzione della libertà dell'individuo (in questo caso, libertà dell'industriale di produrre, anche a scapito della salute dei suoi operai).
È chiaro che si tratta di una stortura: erigere la libertà come valore fondamentale alla quale sacrificare alcuni appartenenti alla comunità, fa torcere le budella a ogni individuo sano di mente. Eppure questo è il gioco: conflitto fra Pil e salute.
E non si venga a dire che non vi sono alternative. Cominciamo per esempio a chiedere denaro ai grandi proprietari di patrimoni, attraverso una tassa patrimoniale.
Purtroppo dopo tre secoli di costruzione di società basate sulla libertà di impresa e di commercio (compresa l'ultima globalizzazione dei capitali), rifondare una società diversa richiede fatica, tempo, applicazione e fantasia.
Affermare che questa sia l'unica società possibile, che sia necessaria una continua espansione economica, che il Pil debba sempre crescere, è semplicemente falso.
Soprattutto è impossibile.
Lo dimostra il corona virus: ci sono fattori che sfuggono all'economia.
(Indici dei primi anni a pag. 107 e pag. 442. Sintesi del 2012 a pag 14-41. Dal 2016 al 2019, nell'ultimo giorno di un bimestre, compare una sintesi dei due mesi precedenti. Dal 2019 scrivo soltanto una sintesi annuale il 31 dicembre.
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24 dicembre 2020
Malattie dei vecchi (20-147)
Malattie dei vecchi. (20-147)
Ne ho scritto a lungo. Per giungere a dire che vecchiaia a malattia non sono sorelle. Però mi sono sempre riferito a patologie di ordine fisico.
E la psiche?
Così come c'è un innegabile deterioramento fisico nella vecchiaia, inevitabile che ve ne sia uno a carico della psiche. Anche di questo ho scritto più volte, per esempio riguardo l'affievolirsi delle motivazioni a fare certe cose.
Ma vere e proprie malattie psichiche?
Mi occupo di cibo da almeno quarant'anni. Non solo a livello culturale, bensì provando su me stesso alcune scoperte. Sono molto attento a ciò che mangio e dedico tempo a questo argomento e alla preparazione del mio cibo. Forse troppo. Tanto che la figlia della mia compagna, che è psichiatra, un giorno, scherzando (ma non troppo) dichiarò che ero affetto da ortoressia, una patologia contraddistinta proprio dall'eccessiva cura per ciò che uno mangia. Ho anche fatto un test di autovalutazione riguardante tale patologia: sono ai limiti. Non sono malato, ma sono vicino alla patologia.
Una patologia psicologica che colpisce gli anziani è la depressione. Anzi la mia compagna dice che ne sono affetto. Malattia subdola, perchè chi ce l'ha non se ne rende conto. Infatti io nego di averla. Ma numerosi anziani ce l'hanno. Forse molte delle chiusure dei vecchi derivano da tale patologia, che non è riconosciuta e non è curata. Si attribuiscono certi suoi sintomi al peggioramento del carattere dell'anziano. Potrebbe essere invece una malattia vera e propria.
Ho deciso, farò un test di autovalutazione sulla depressione.
(Indici dei primi anni a pag. 107 e pag. 442. Sintesi del 2012 a pag 14-41. Dal 2016 al 2019, nell'ultimo giorno di un bimestre, compare una sintesi dei due mesi precedenti. Dal 2019 scrivo soltanto una sintesi annuale il 31 dicembre.
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22 dicembre 2020
Brutti sogni (20-146)
Brutti sogni. (20-146)
Ho fatto un brutto sogno.
Ero con mia nipote piccola. Forse dovevo andare a prenderla a scuola, forse me ne ero dimenticato, o forse soltanto mi ero addormentato proprio all'ora dell'uscita da scuola. Non ricordo più bene. La sensazione del dopo sogno era cattiva.
Avevo mancato a un dovere fondamentale del mio essere nonno. Non ero affidabile. Ha ragione la mia compagna che mi accompagna sempre a prendere i bambini a scuola.
Fino a quando i genitori dei piccoli si fidano nell'affidarli ai nonni?
Procedendo con l'età le capacità dei vecchi si affievoliscono, assolvere con responsabilità a compiti importanti è sempre più problematico.
Ma vi è un fattore che aiuta: i bambini crescono e a un certo punto non hanno più bisogno dei nonni.
Ecco risolto il problema: non ci sarà più bisogno di aver fiducia nei nonni semplicemente perchè i bambini saranno diventati autonomi (o quasi).
(Indici dei primi anni a pag. 107 e pag. 442. Sintesi del 2012 a pag 14-41. Dal 2016 al 2019, nell'ultimo giorno di un bimestre, compare una sintesi dei due mesi precedenti. Dal 2019 scrivo soltanto una sintesi annuale il 31 dicembre.
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21 dicembre 2020
Ricordarlo agli altri (20-145)
Ricordarlo agli altri. (20-145)
Qualche mese fa scrivevo che, arrivato a una certa età, sto vedendo morire miei coetanei (vedi n. 20-126). Ho anche scritto che talvolta l'apparenza inganna e il bell'aspetto di un vecchio non gli impedisce di morire improvvisamente (vedi l'attore Gigi Proietti, recentemente scomparso a 80 anni).
Giunti nella vecchiaia (e ancor più superati i 75) bisogna essere guardinghi e aspettarsi che si possa morire da un giorno all'altro, perchè è questa l'età della fine.
Inutile farsi illusioni, siamo nell'età della morte, noi vecchi.
Dobbiamo convincercene noi, anche se abbiamo l'impressione che non tocchi adesso.
Soprattutto dobbiamo convincere i nostri familiari più prossimi e più giovani, per i quali la morte è un evento lontanissimo e che spesso sono affetti da senso di immortalità.
"State attenti, che il nonno può morire. State preparati. Mettetelo fra gli eventi possibili"
(Indici dei primi anni a pag. 107 e pag. 442. Sintesi del 2012 a pag 14-41. Dal 2016 al 2019, nell'ultimo giorno di un bimestre, compare una sintesi dei due mesi precedenti. Dal 2019 scrivo soltanto una sintesi annuale il 31 dicembre.
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19 dicembre 2020
Batteri intestinali e corona virus 19 (20-144)
Batteri intestinali e corona virus 19. (20-144)
Se ne parla poco.
Si dimentica che la maggior difesa contro i virus è il nostro sistema immunitario (S.I.).
Si dimentica che sono i batteri intestinali a rendere efficiente il sistema immunitario. Dunque la misura più intelligente contro il co.vi.19 è la selezione di un ottimo microbiota (cioè i batteri intestinali). E lo si può fare col cibo: se è vegetale e fresco (e biologico), alleva una flora batterica sana e vigorosa.
Si preferisce battere la strada delle vaccinazioni (esattamente come con le altre influenze). Quando invece sarebbe ragionevole affidarci al S. I.
Dopo quasi un anno dalla comparsa del co.vi.19 alcune ricerche sono state fatte e pubblicate, ma per lo più sono basate su piccoli numeri di pazienti. Ciononostante vi sono ricercatori che a livello di ipotesi enfatizzano il ruolo del microbiota. Una delle piste più battute dalla ricerca riguarda i lattobacilli e i bifidobatteri, che sembrano ridursi notevolmente nei pazienti affetti dalla malattia.
Alla fine del 2020 i dati più interessanti ricavati dalle ricerche sono: il covid 19 è accompagnato da disbiosi, cioè pessima salute e composizione del microbiota; il bifidobacterium longum contrasta la forte reazione dell'organismo al virus (cascata citochinica); si stanno svolgendo ricerche sulla somministrazione di alcuni batteri, per esempio Lactobacillus Paracasei DG, per ridurre la disbiosi da corona virus; non si conosce quale composizione del microbiota sia protettiva; è molto probabile che un microbiota intestinale eubiotico protegga dal co.vi. 19; il peggioramento dei sintomi respiratori è correlato col peggioramento della situazione gastrointestinale.
Concludendo si può fare una riflessione (in relazione alla situazione italiana).
Bifidobatteri e lattobacilli sembrano svolgere una funzione cruciale nella difesa dai corona virus (in generale e dunque anche nei confronti del co. vi. 19). Negli anziani essi sono poco presenti (meno del 5%). E fra gli anziani i decessi sono numerosissimi.
Invece nei bambini i batteri suddetti costituiscono larga parte della flora intestinale (più del 50%).
E fra i bambini i decessi sono pochissimi.
(Indici dei primi anni a pag. 107 e pag. 442. Sintesi del 2012 a pag 14-41. Dal 2016 al 2019, nell'ultimo giorno di un bimestre, compare una sintesi dei due mesi precedenti. Dal 2019 scrivo soltanto una sintesi annuale il 31 dicembre.
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16 dicembre 2020
Mangiare (20-143)
Mangiare. (20-143)
Ho citato qualche volta le case indiane della morte, in cui alcuni vecchi si ritirano a morire. Mi è sembrata una iniziativa straordinaria di quella grande civiltà. Approfondendo ho scoperto però che riguardano condizioni tutt'altro che idilliache: cioè non si tratta di anziani che deliberatamente vi si ritirano e consapevolmente attendono la morte. Sono spesso stati di conflitto, nei quali le famiglie vorrebbero che gli anziani morissero, mentre questi non ne hanno alcuna intenzione.
Uno degli aspetti di quelle situazioni è comunque il cibo. L'anziano che consapevolmente vuol morire, smette di mangiare. Sembra effettivamente la soluzione più semplice possibile, nello stato finale, ma deve esservi una forte motivazione a finir la vita, perchè l'impulso a nutrirsi è spesso prevalente.
Ma non sempre.
Ricordo gli ultimi giorni di mio suocero, molto anziano, ricoverato in ospedale, il quale a un certo punto aveva rifiutato il cibo. Nel suo caso come, immagino, in molti altri, le condizioni di pre-morte fanno cessare l'istinto della nutrizione. E non si mangia più.
Non è un processo cosciente: sembra quasi un venir meno dello slancio vitale e una preparazione al distacco (naturalmente se si è in un a struttura pubblica interverranno medici e infermieri che costringeranno il morente a sottoporsi alla nutrizione forzata con sondino endogastrico: dio ce ne scampi!).
(Indici dei primi anni a pag. 107 e pag. 442. Sintesi del 2012 a pag 14-41. Dal 2016 al 2019, nell'ultimo giorno di un bimestre, compare una sintesi dei due mesi precedenti. Dal 2019 scrivo soltanto una sintesi annuale il 31 dicembre.
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14 dicembre 2020
Movimento (20-142)
Movimento. (20-142)
Sono numerose le volte che in questo diario ho scritto dell'importanza di muoversi, soprattutto da vecchi. Ora ho quasi 75 anni e i miei 10.000 passi quotidiani li faccio (con l'aiuto del mio cane, che mi costringe a uscire varie volte al giorno: ma se non ci fosse il cane?).
Fino all'anno scorso ero anche entusiasta della settimana di camminate in montagna che facevo d'estate col mio amico.
Sempre l'anno scorso il mio geriatra, avendo notato che la mia massa muscolare stava scadendo, mi aveva prescritto di camminare per due ore e mezzo alla settimana, di passo veloce, fino a sudarne; mi aveva anche prescritto degli esercizi di ginnastica da fare ogni giorno, per una ventina di minuti. Cosa che ho fatto per qualche mese.
È passato un anno.
Le cose sono cambiate.
In montagna per la prima volta ho provato fastidio per le grandi fatiche del salire e del discendere. Tornato in città non ho più avuto il desiderio delle due ore e mezzo di camminate settimanali, nè della ginnastica mattutina.
Insomma, ho meno motivazioni a muovermi rispetto a due anni fa.
Che sia il giusto risultato di un individuo arrivato ai 75?
Che sia un modo per cominciare il lento processo di perdita delle forze che poi porta alla vecchiaia estrema e alla morte?
È più giusto forzare la natura e continuare a far movimento oppure lasciarsi andare a un movimento sempre più ridotto, per arrivare a morire naturalmente?
(Indici dei primi anni a pag. 107 e pag. 442. Sintesi del 2012 a pag 14-41. Dal 2016 al 2019, nell'ultimo giorno di un bimestre, compare una sintesi dei due mesi precedenti. Dal 2019 scrivo soltanto una sintesi annuale il 31 dicembre.
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13 dicembre 2020
Piombo (20-141)
Piombo. (20-141)
Nel libro di Primo Levi, Il sistema periodico, vi è un racconto dal titolo Piombo.
Il protagonista è Rodmund un abile cercatore di minerali da cui trarre metalli, anzi, uno solo, il piombo. Collocato in un tempo imprecisato (forse nell'alto medioevo), Rodmund del suo mestiere dice: "La nostra è un'arte che rende ricchi, ma fa morire giovani."
Esauritasi la vena di roccia da cui estrarre il metallo, Rodmund decide di mettersi in viaggio e cercare altri giacimenti.
Lo fa da solo.
E di tale sua scelta dice: "Il nostro domani è meglio viverlo da soli: quando la carne comincia a farsi flaccida e pallida, il ventre a dolere, i capelli e i denti a cadere, le gengive a diventare grigie, allora è meglio essere soli."
Queste parole sono evidentemente riferite all'avvelenamento da piombo, che colpisce chi lo lavora.
Ma, a ben riflettere, possono riferirsi anche alla vecchiaia e alla morte.
E Primo Levi sembra pensare che sia meglio viverle da soli.
(Indici dei primi anni a pag. 107 e pag. 442. Sintesi del 2012 a pag 14-41. Dal 2016 al 2019, nell'ultimo giorno di un bimestre, compare una sintesi dei due mesi precedenti. Dal 2019 scrivo soltanto una sintesi annuale il 31 dicembre.
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