12 aprile 2014

Spensierati * (14-72)

Spensierati.* (14-72)
Tanto lavoro, nell'ultimo mese. E tanti impegni.
Ho trascurato il diario.
Non solo perchè non ho avuto tempo. Anche perchè non ho pensato a vecchiaia e morte.
Sono stato distolto da altro. Ancora una volta mi viene in mente il mito di Prometeo: specialmente il suo dono agli uomini della cecità sulla morte.
Fin che sei assorbito da un progetto, non pensi ad altro che a quello. Non pensi alla vecchiaia. Non ne hai il tempo materiale.
Perciò: letteralmente non vivi la vecchiaia.
Vivi soltanto il tuo progetto. Ti accorgi, sì, di rallentare. Ma ci passi sopra in vista di quello che stai facendo.
Immerso in un progetto, se sei vecchio, pensi: “Vabbe' morirò, ma intanto lavoro sul mio obbiettivo.” La morte passa in secondo piano.
I vecchi operosi diventano spensierati.
Non so se sia un pensiero profondo.
E' certamente uno dei modi per vivere la vecchiaia.
Semplicemente ignorandola.

(L’indice per argomenti del 2013 si trova a pagina 442; quello del 2012 a pagina 107.
La sintesi del 2012 sitrova alla pagina 14-41.)
(per comunicazioni private: holgar.pd@gmail.com )

09 aprile 2014

T.Colin Campbell (14-71)

T.Colin Campbell. (14-71)
E' l'autore del testo The China Study (Macroedizioni, Italia 2011. BenBella Books, Usa 2006). L'ho visto e ascoltato in conferenza (su dvd) che ha tenuto nella mia regione circa un anno fa.
Gentile, moderato, modesto ha illustrato le sue ricerche di trent'anni sul legame fra alimentazione e malattie più gravi della nostra civiltà: cancro, infarto, diabete, malattie autoimmuni eccetera.
Le sue idee iniziali erano in linea con quelle prevalenti negli Usa in fatto di alimentazione (proveniva da una famiglia di allevatori): l'alimentazione migliore è quella contenente proteine di alto valore nutrizionale, cioè proteine animali.
Con queste idee si mise a studiare una dieta per i bambini poveri denutriti delle Filippine, che evidentemente mangiavano poche proteine animali (costose). La prima scoperta (casuale): in quel paese vi era un'alta percentuale di bambini colpiti da cancro al fegato. Ma non si trattava di bambini di famiglie povere, bensì di quelli di famiglie ricche (quindi con abbondante apporto di proteine animali).
Ancora casualmente viene a conoscere una ricerca di scienziati indiani: un alto tasso di proteine animali favorisce il cancro nelle cavie. Esperimenti del 1968 confermati da altri nel 1974.
Comincia allora delle ricerche (1991), per vedere se variando la quantità di proteine animali aumenta o diminuisce il cancro. Ipotesi confermata: più proteine animali (fino al 20% della dieta) più cancro; meno proteine animali (il 5% della dieta) niente cancro. Non solo: se dal 20% si passa al 5%, il cancro regredisce. Se si ritorna al 20% il cancro ritorna.
Altro esperimento. Con proteine vegetali, perfino al 20% della dieta, nessun cancro.
La proteina animale usata è stata la caseina. Proteina tipica di latte e latticini.
Altre ricerche in quegli anni (Hu e altri, 1995) trovano che la caseina aumenta nell'organismo i fattori che favoriscono il cancro. Il consumo di latte e latticini favorisce straordinariamente il cancro del seno e dell'utero nelle donne. Così come quello della prostata negli uomini.
Una ricerca cinese negli anni 70-75 del novecento, trovò che l'incidenza del cancro al seno varia grandemente a seconda della zona di provenienza: nelle zone rurali povere (alimentazione quasi del tutto vegetariana) è fino a cento volte minore che nelle zone ricche delle città (alimentazione con prodotti animali).
Sconvolgente.
Riguarda noi vecchi? 
Eccome.
Completerò i risultati delle sue ricerche in un altra pagina.

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07 aprile 2014

Reciproco soccorso (14-70)

Reciproco soccorso. (14-70)
Uscivo dal parco. Tardo pomeriggio, quasi sera. Mi precedeva una coppia di anziani. A un tratto lei barcolla. Si aggrappa al compagno. Un capogiro, probabilmente. Il compagno la sostiene, sollecito. Si riprende e la coppia esce senza problemi dal parco.
Solo che il compagno continua a tenerla per il braccio, per sicurezza.
Succede questo agli anziani. Prima o poi uno dei due deve accudire l'altro. O perchè si ammala o perchè le forze se ne vanno. La vita di coppia si protrae fino all'età avanzata. Due persone autonome e indipendenti, a un tratto non lo sono più. Una prima dell'altra. Inevitabile che una dedichi il resto della propria vita a soccorrere il compagno/ la compagna di una vita.
Non capiterà a entrambi questo ruolo. Solo uno dei due si occuperà dell'altro.
C'è un'asimmetria nella relazione, in età avanzata.
Così come c'è un'asimmetria nella morte. Uno dei due assisterà alla morte dell'altro.
Uno dei due sopravviverà. Sarà quello che poi morirà da solo. Mentre il compagno avrà avuto la fortuna di morire assistito dal coniuge.
Ma non è così. La morte è un momento così impegnativo dell'esistenza, tutto personale, che la presenza o l'assenza di un compagno di vita o di un figlio, non cambia la situazione del morente.
Ognuno muore da solo.

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05 aprile 2014

Riflessioni comuni (14-69)

Riflessioni comuni. (14-69) (05/04/14)
Sto leggendo un libro sulla vecchiaia (Il sole della sera di Peirone e Gerardi).
Confesso che ne sto raccogliendo vari di libri, su questo tema. Ma finora ne ho letto pochi. Non volevo farmi influenzare. Volevo sviluppare delle idee mie. Originali (presunzione!).
Sono stato stupito, fin dalle prime pagine, di trovare alcuni spunti che già avevo sviluppato nelle mie riflessioni.
Per esempio la suddivisione in tre categorie: la stessa alla quale sono giunto io.
Oppure l'osservazione che la vecchiaia non è amata, soprattutto dai vecchi.
O ancora la notazione che “Noi non vediamo il nostro aspetto, la nostra età, ma ciascuno di noi, come in uno specchio che lo fronteggi, vede quella dell'altro.” (M. Proust, addirittura!)
Anche: “... con l'avanzare degli anni si riducono gradualmente le riserve funzionali dell'organismo e, conseguentemente, la capacità organica di adattamento ai diversi fattori di stress.” (C. Macchione)
Infine: “Non essere più ascoltati, questa è la cosa più terribile quando si diventa vecchi.” (A. Camus)
E' evidente che la vecchiaia è universale. I pensieri sulla vecchiaia sono simili per tutti i vecchi. Della nostra cultura, naturalmente.
Basta rifletterci un poco su. E le idee vengono a chiunque. Più meno simili.
(Bisogna riflettere, però.)

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04 aprile 2014

Mangiare meno (14-68)

Mangiare meno. (14-68)
Uno dei figli di mia moglie è magro. Molto magro. Quando a colazione o a pranzo mangia poco, si giustifica dicendo: “E' che ieri ho mangiato.”
Quasi che l'aver mangiato un giorno sia sufficiente anche per il giorno dopo!
Tale frase rivela anche che sistematicamente qualche giorno salta i pasti.
Penso che sia per un fattore genetico.
Lo invidio.
Io invece mangio sempre molto. La dieta vegetariana che sto facendo ormai da due anni è gratificante perchè, per quanto mangi, non prendo chili.
Molti vecchi mangiano molto, troppo. Altri in vecchiaia diventano più sobri, riducono il cibo. Temo che siano quelli che già in gioventù siano stati frugali, come il figlio di mia moglie.
Vorrei provare nei prossimi mesi a mangiare metà di quello che sto mangiando adesso e vedere che succede. Mi viene in mente l'esperimento di Clive McCay, un docente della Cornell University (Usa) che prolungò la vita di alcune cavie semplicemente dimezzando la quantità di cibo che normalmente mangiano animaletti di quelle dimensioni. Questo avvenne quarant'anni fa (o più).
Un altro modo per sfuggire alla vecchiaia, alla morte?
Forse.
Ma mi vado convincendo che per il benessere il mangiare poco valga quanto il mangiare bene (vegetariano quindi). E valga quanto il muoversi molto.
Per adesso vado a prepararmi un'abbondante insalata! (E' la sera del 3 aprile)

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03 aprile 2014

Poesia (14-67)

Poesia. (14-67)
Non l'ho mai amata. Fra le varie forme di arte è quella che ho frequentato di meno.
E' raro che prenda in mano un libro di poesie.
Sbaglio. La poesia dice cose. Cose importanti per la vita. Apre spiragli.
Getta squarci di luce, più di molti pensieri.
Leggendo un libro sulla vecchiaia (Il sole della sera, di Peirone e Gerardi), ne ho trovate citate alcune. Che riporto sotto.

Senior (di Mario Luzi)
Ai vecchi
tutto è troppo.
Una lacrima nella fenditura
della roccia può vincere
la sete quando è così scarsa. Fine
e vigilia della fine chiedono
poco, parlano basso.
Ma noi, nel pieno dell'età
nella fornace dei tempi, noi? Pensaci.

(Umberto Saba)
Spunta la luna.
Nel viale è ancora
giorno, una sera che rapida cala.
Indifferente gioventù s'allaccia;
sbanda a povere mete.
Ed è il pensiero
della morte che, in fine, aiuta a vivere.

(Salvatore Quasimodo)
Ognuno sta solo sul cuor della terra
trafitto da un raggio di sole
ed è subito sera.


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02 aprile 2014

Scopi nella vita (14-66)

Scopi nella vita. (14-66)
Stamattina sono andato a lavorare verso le nove. Un orario in cui le attività lavorative sono già iniziate. I giovani sono al lavoro da un po', a quell'ora.
Mi guardavo in giro, durante il percorso. Ho visto molti vecchi. Chi passeggiava lentamente, chi accompagnava il cane, chi andava al supermercato. Anche qualche coppia anziana. Mi sono chiesto che vita facessero, tutti questi vecchi. Che scopo dessero alla loro esistenza. A vederli, sembrava che tirassero solo a campare.
Si lasciassero vivere.
Senza altri scopi.
Senza scopo. Se non quello di vivere.
Prima di uscire mia moglie mi aveva detto: “ Quello che sto facendo adesso, lo farò fino alla fine della mia vita.” E accompagnò le sue parole con una smorfia di disgusto. Quello che fa non le piace. E l'idea di continuare a farlo fino alla fine le dispiaceva.
Possiamo combattere per i nostri ideali, da vecchi come da giovani.
Ma poi nella vita quotidiana, nell'ora che si succede dopo un'altra, viviamo senza scopo che non sia quello di vivere.
Gran parte del nostro tempo, da vecchi lo passiamo per vivere.

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31 marzo 2014

Di sfuggita (14-65)

Di sfuggita. (14-65)
Ho incontrato un conoscente al supermercato. L'ho conosciuto in gioventù. Poi perso di vista. Ora di tanto in tanto lo re-incontro. L'ultima volta tre anni fa. Vecchio io, vecchio lui.
Questa volta l'ho solo intravisto di sfuggita. Un'unica fuggevole immagine. Ma sufficiente per percepire il tempo che passa.
Che vecchio è diventato!
Si vedeva nettamente, anche rispetto a tre anni fa. Allora aveva già i capelli bianchi e l'aspetto non più giovane. Adesso mi è parso decisamente vecchio.
Nei nostri coetanei vediamo la vecchiaia che è in noi.
Sono in attesa di incontrarne qualcuno completamente crollato.
Sono in attesa di vedere dei crolli attorno a me. Fra i miei coetanei.
Sono in attesa del mio crollo.

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30 marzo 2014

In cantina (14-64)

In cantina. (14-64)
Fra le sei e le sette del pomeriggio esco con i cani. Una passeggiata piuttosto lunga. Frequento strade poco battute dal traffico. Mi capita di passare sul retro delle case, dove si affacciano le cantine/garage delle abitazioni. Ne trovo alcune aperte, con i proprietari che vi si affaccendano in vari lavori. Se sono anziani, trafficano con bottiglie e damigiane. Di vino. Lavano bottiglie, le riempiono, magari le tappano con tappi di sughero, svuotano e puliscono damigiane e anche taniche da vino.
E' una consuetudine della mia regione. Andare a comprare il vino, in primavera. Nelle zone di buona produzione. In grosse quantità. 50 o 100 litri almeno, da bere poi tutto l'anno. Si va direttamente nelle fattorie. Si spuntano prezzi favorevoli. La qualità è buona. 
Fa parte della cultura del vino, presente nell'italia centro-settentrionale.
Cultura del vino! Mi vengono i brividi a pensare che poi tutto quel vino finisce nell'organismo di questi vecchi. Tradizione. Fino a chiamarla cultura.
Come se vi fosse una cultura dell'arsenico. O del cianuro. Una cultura di veleni. Sfortunatamente non si muore subito col vino. E così se ne beve a sproposito.
Due bicchieri a pasto, consigliano medici comprensivi.
Cioè 400 ml al giorno di vino.
Cioè 50 ml di alcol etilico al giorno.
Cioè 50 ml di veleno al giorno. Perchè l'alcol è un veleno.
Ma che senso ha tutto ciò?
Nessuno che spieghi i danni disastrosi che fa l'alcol?
Non si può.
Siamo i più grandi produttori di vino al mondo.
Per mantenere una tradizione roviniamo la vecchiaia di molti individui.

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29 marzo 2014

Fragilità dei vecchi (14-63)

Fragilità dei vecchi. (14-63)
Io sono fragile. Più di quanto possa pensare.
Negli ultimi dieci giorni ho vissuto momenti di stress e di ansia. Sul lavoro, perchè ho un progetto impegnativo da condurre in porto. In famiglia, perchè il nipote ha bisogno dei nonni. In più mi si è rotta la vecchia automobile e sono stato costretto a cambiarla.
Niente di drammatico. Eppure a un certo punto ho ceduto.
Nel senso che domenica scorsa sono stato stanchissimo per tutto il giorno. E la stanchezza si è protratta per due o tre giorni. Ho perfino pensato che mi fosse successo qualcosa di cerebrale (tipo un micro-ictus). Infatti dovevo leggere degli scritti tecnici e non riuscivo più a comprenderli.
Poi tutto è svanito. Quando ho risolto i vari problemi riguardanti l'automobile (acquisto di un'altra, nuova assicurazione, rottamazione della vecchia).
Sono sempre stato emotivo. Ho sempre subito gli eccessi di stress. Ma quelli relativamente poco importanti ero in grado di controllarli.
Ora non più. Sono peggiorato. Anche il poco mi manda in tilt.
La vecchiaia, penso.
Mi ritorna in mente una vecchia zia, che in tarda età piangeva per un nonnulla.
La mia capacità di gestire lo stress è diminuita.

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22 marzo 2014

Imparare (14-62)

Imparare. (14-62)
Recentemente ho acquistato un bene. Il prezzo era giusto e così mi son fatto fare solo un piccolo sconto. Contento io, contento il venditore. Eppure, ancora una volta nella mia vita, non sono riuscito a spuntare un prezzo come desideravo. Mi ero riproposto di non spendere più di una certa cifra e invece … ho speso di più. E sì che le condizioni erano favorevoli. Potevo benissimo chiedere un prezzo inferiore.
Il fatto è che sono un narcisista. Mi piace compiacere chi mi sta di fronte. Farmi ben-volere. Desidero che di me pensino il meglio che sia possibile.
E così non faccio i miei interessi.
E' stata una costante di tutta la mia vita. Ogni volta che mi si ripresenta una situazione del genere cado sempre nello stesso errore.
Su questo piano ho ancora molto da apprendere. I molti anni vissuti non mi hanno ancora insegnato abbastanza. Dovrò vivere ancora altri anni. Vivere altre situazioni analoghe. Finchè avrò imparato.
La vita dobbiamo viverla fino all'ultimo istante.
In ognuno dei prossimi anni avrò qualcosa da imparare.
Anche se sarò molto vecchio.

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21 marzo 2014

L'auto più piccola (14-61)

L'auto più piccola. (14-61)
Non ho mai posseduto grosse automobili. Un po' per temperamento, un po' perchè ai miei tempi erano di moda le utilitarie. Comunque le mie macchine erano vetture classificate come medie.
Ricordo la prima auto acquistata. Era sportiva. Un motore che per quei tempi era piuttosto sostenuto. La giustificazione era che doveva trainare una roulotte.
In seguito le mie auto sono tutte state sul litro e mezzo di cilindrata. Anche l'ultima. Abbastanza compatta, ma di 1600 cc.
Adesso sono diventato vecchio. L'ultima auto l'ho acquistata ieri. È più piccola delle altre. Più corta. Di cilindrata attorno ai 1200 cc. Potevo prendere quella di mio figlio. L'ho provata. È grossa, motore sui 2000 cc. Ingombrante.
Ho preferito una più piccola. Facilmente parcheggiabile. Più maneggevole.
Non ho più necessità di fare tanta strada. Di sfrecciare via velocemente.
Ho meno capacità di guida.
Sono diventato vecchio.
Mi basta un'utilitaria.

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20 marzo 2014

L'automobile (14-60)

L'automobile. (14-60)
Possiedo un'auto. Vecchia. Quasi vent'anni. Recentemente il motore si è guastato. Per aggiustarlo ci vogliono molti soldi (molti per le mie tasche). 
Tanto vale cercarne un'altra usata (una nuova è al di fuori delle mie possibilità). Solo che anche quelle usate costano. A meno di non puntare su altre macchine vecchie, magari con meno chilometri della mia. Ne ho trovata una che fa al mio caso. Modello vecchio, ma pochi chilometri.
“La usava mio nonno per muoversi in paese. Questo il motivo dei pochi chilometri. Poi il nonno è morto.”
E' stato il commento di chi la vende.
Diverso è l'uso dell'auto fra anziani e giovani. I giovani la vogliono scattante, che macini chilometri, potente. Per gli anziani basta che trasporti il proprietario per pochi chilometri, vicino a casa. I giovani la cambiano volentieri. Gli anziani se la tengono anche vecchia. Per abitudine. Per non doversi cimentare con nuove tecnologie.
E poi l'auto vecchia ha un fascino per i vecchi. Forse perchè è un modello che li riporta indietro negli anni. Si commuovono, i vecchi, per le auto della loro gioventù.
Le auto di trenta, quarant'anni fa hanno un che di fragile, di modesto. Non spaccano il mondo.
Proprio come succede ai vecchi.
Dunque nei prossimi giorni cambierò l'auto.
Sarà l'ultima della mia vita.

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18 marzo 2014

Capelli (14-59)

Capelli. (14-59)
Non vado più dal barbiere da molti anni. Mia moglie è abile nel tagliarmi i capelli e così mi affido a lei.
Quando me li ha tagliati l'ultima volta mi ha detto: “Si stanno diradando molto.”
Allora ho provato a guardarmeli allo specchio. Effettivamente ne ho persi, soprattutto al centro della testa.
Ricordo mio nonno oppure il mio ultimo vecchio zio. Entrambi avevano i capelli dei vecchi. Pochi, tagliati corti, con ampie zone quasi calve.
È uno dei segnali della vecchiaia. Oltre all'imbianchirsi dei capelli, anche il loro diradamento. Non comporta nessuna diminuzione o fastidio o disagio. Solo un aspetto un po' meno gradevole.
Non mi dispiace più di tanto. Ho smesso da tempo di curare il mio aspetto esteriore, se non per conservare un minimo di dignità. Quindi poco male.
Resta il segnale di vecchiaia.
Segnale che non si può invertire, con nessuno dei miei trucchi.

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16 marzo 2014

500 (14-58)

500. (14-58)
Cinquecento pagine. Ho scritto cinquecento pagine di diario. Cinquecento riflessioni sulla vecchiaia. In due anni.
Volevo verificare come cambiano le idee di un uomo che si avvicina alla fine della vita. 
Avrei dovuto scrivere un anno ogni cinque e fare un diario fino alla fine della mia vita. 
Troppo ambizioso.
Ho ripiegato su un diario della vecchiaia. Senza altri scopi. Questo ho fatto. Senza l'impegno (gravoso) di analizzare i miei pensieri.
E invece l'analisi è venuta da sola. Mi sono accorto, dopo poco più di un anno, che i miei pensieri stavano cambiando. Quelli sulla vecchiaia, intendo. Oggi non la penso più come due anni fa, sul modo migliore di vivere la vecchiaia.
Ero partito in modo ideologico. Cioè volevo manipolare la vecchiaia con le mie idee astratte. La vita concreta di tutti i giorni (di vecchio) mi ha cambiato. Ha cambiato le mie idee. Come ho scritto nella sintesi del primo anno (2012), che ho fatto alla pagina 14-41.
Sono soddisfatto?
Sì.
Adesso punto a 1000!

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