19 novembre 2014

Questo diario (14-220)

Questo diario. (14-220)
Mi è stato detto: "Perchè nel tuo diario non scrivi di libri sulla vecchiaia? O di idee di altri?"
E anche: "Sei monotono, depressivo. Ti occupi troppo del lato materiale della vecchiaia."

Il mio intento è quello di scrivere solo di ciò che mi passa per la mente.
Senza inventarmi altro. Voglio scrivere i miei pensieri. Senza abbellirli.
Scrivo per quello che sono.
Non voglio sembrare migliore, nè fare l'intellettuale.
E poi scrivo per me.
Se qualcuno legge ciò che scrivo (come in realtà accade), ne sono contento solo se può essere utile.
Scrivo per verificare come cambia il mio pensiero, mentre mi inoltro sempre più nella vecchiaia (ho ormai settant'anni).
Se aiuta qualcun'altro a riflettere sulla propria vecchiaia, ne sono contento.
Se qualcuno mi scrive e racconta la sua esperienza, ne sono felice.

(L’indice per argomenti del 2013 si trova a pagina 442; quello del 2012 a pagina 107. La sintesi del 2012 si trova alla pagina 14-41.)
(per comunicazioni private: holgar.pd@gmail.com )

18 novembre 2014

Giorgio Albertazzi (14-219)

Giorgio Albertazzi. (14-219)
Grande attore italiano. Novantenne.
Perfettamente lucido, calca ancora le scene.
L'ho sentito in un'intervista. Sul teatro e sulla sua vita.
Poi la domanda: "Ha paura della morte?"
Risposta senza incertezze: "No. Anzi, ne sono curioso. La morte è l'unico assoluto della vita. Tutto il resto è relativo. La morte no."
Un altro modo per attendere la morte. Completamente originale.
Si può attenderla con paura, oppure con disinteresse.
O con curiosità, come se fosse un importante evento, al quale partecipare con pienezza.
È un totale stravolgimento di prospettiva. Può valere anche per altri?
È un invito a vivere la morte.
Mi ha ricordato un'intervista ad Anna Marchesini, altra grande attrice italiana.
Anche lei si diceva interessata alla morte. A causa del suo grande amore per tutto quello che è vita, era curiosa anche  della sua fine.

Grandi persone, prossime alla fine, che ci lasciano la loro testimonanza.
Di questo abbiamo bisogno, noi vecchi.

(L’indice per argomenti del 2013 si trova a pagina 442; quello del 2012 a pagina 107. La sintesi del 2012 si trova alla pagina 14-41.)
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14 novembre 2014

Padrona e cagnetta (14-218)

Padrona e cagnetta. (14-218)
Una vecchia signora di ottantasette anni. Ancora autonoma e in discreta salute.
La vedevo girare per il quartiere con Giuditta, la sua inseparabile bassotta nana. Alcuni anni fa restò vittima di un tentativo di scippo. Miracolo: la cagnetta, col suo latrare furioso, mise in fuga lo scippatore.
La settimana scorsa la signora subì un altro tentativo di rapina: un individuo la prese per il bavero probabilmente con l'intenzione di strapparle la collana (che del resto lei prudentemente non portava mai).
La signora si mise a urlare, la cagnetta a latrare. L'aggressore fuggì.
Ancora una volta la cagnetta difese la sua padrona.
Ma dopo alcuni giorni la signora è morta.
Sicuramente come conseguenza dell'aggressione subita.

L'equilibrio dei molto anziani è precario.
Basta poco per spezzarlo.
Nonostante Giuditta.

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13 novembre 2014

Quasi truffa (14-217)

Quasi truffa. (14-217)
Succede. 
Il mio vicino di casa, quasi novantenne, ha ricevuto la visita a casa di una coppia di sedicenti tecnici del gas. Usando trucchi del mestiere, gli hanno proposto di cambiare fornitore del gas domestico. Chiacchierando, l'hanno indotto a cambiare e il vicino ha firmato un nuovo contratto.
Senza esserne pienamente convinto.
La moglie, che ha assistito all'incontro, si è perfettamente resa conto che il nuovo contratto non era convincente. Ma non è riuscita a impedirne la firma da parte del marito.
Poco male.
Non si trattava di una truffa, ma di una forzatura della volontà dell'anziano.
Il danno probabilmente non c'è.
Ma il fatto è sintomatico della diminuita capacità di comprensione degli anziani, di fronte a situazioni inaspettate.
Della diminuita capacità di imporre la propria volontà.
Della diminuita capacità di gestire situazioni problematiche.
Debolezze della vecchiaia.

I molto anziani non possono vivere da soli.
A partire da quando?

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10 novembre 2014

Gli altri vedono (14-216)

Gli altri vedono. (14-216)
In auto. Mia moglie mi dice: "Perchè vai così piano?"
Risposta: "Perchè piove, è quasi buio e non ci vedo molto."
A casa. Sempre mia moglie: "Che cos'hai, oggi? Mi sembri assente."
Mia risposta: "Sono stanco. Ieri e l'altro ieri ho lavorato molto. Non mi sono ancora ripreso."
Al lavoro, la segretaria: "Non ha una bella cera. Non sta bene?"
"No, la giornata è stata impegnativa. Sono semplicemente stanco."
Cose che capitano.
Quando capitano spesso, c'è da rifletterci.
Capitano più frequentemente da quando sono entrato nella vecchiaia.
Prima mi stupisco. Talvolta mi irrito, soprattutto a casa.
Dopo subentra la presa di coscienza: è evidente che perdo colpi.
E gli altri se ne accorgono.
Fortuna che ci sono gli altri. 
Ti tengono aggiornato sulla tua parabola discendente.
Altrimenti tenderemmo a credere di essere immortali.
Di essere come quando avevamo quarant'anni.

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09 novembre 2014

L'automobile (14-215)

L'automobile. (14-215)
Talvolta per strada si ode un'auto fuori giri. Troppo accelerata per la sua bassa velocità.
Se si guarda al guidatore, è quasi sempre un anziano.
Con l'età si perde sensibilità nell'udito. Non ci si accorge se l'auto è rumorosa.
E si perde sensibilità nel piede che preme l'acceleratore.
Alcuni mesi fa ho cambiato l'automobile. Ho impiegato tempo ad abituarmi alla nuova auto. Per esempio la visione posteriore, quando faccio retromarcia, mi sembra ancora angusta.
Anche l'acceleratore è diverso. Così nei primi tempi mi capitava spesso che il motore si spegnesse. Per evitare ciò, quando parto, premo l'acceleratore di più del necessario.
Risultato: chi mi sente da fuori sente un'auto sopra i giri-motore necessari per muoverla.
Sono come gli altri.
Noi vecchi siamo tutti uguali.

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07 novembre 2014

In buone mani (14-214)

In buone mani. (14-214)
E' nato mio nipote.
Sentimenti sconosciuti.
Mi sento inserito in un fiume di vita, anche se la mia sta per finire.
Mi sento proiettato nel futuro, anche se il mio orizzonte temporale è limitato.
Ma c'è di più.
Ho visto mio figlio come padre. Non è più quell'essere bisognoso di protezione.
È lui che dà protezione.
Ho cessato un modo d'essere. La responsabilità del mondo non è più mia.
La responsabilità del mondo è passata in altre mani.
La cosa che mi dà gioia è che mio nipote sia in buone mani.
In ottime mani.

Potrei anche andarmene.

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02 novembre 2014

Anche Eduardo (14-213)

Anche Eduardo. (14-213)
Ho seguito un programma televisivo, in memoria di Eduardo De Filippo (grande attore e commediografo italiano, morto trent'anni fa).
In una sua intervista, da anziano, ha detto: "I vecchi devono imparare a eliminare."
Mi ha fatto piacere sentirlo dire da Eduardo. 
È quello che ho scoperto anch'io in quest'ultimo anno, tanto da ripromettermi di farlo diventare un esercizio quotidiano: eliminare ogni giorno qualcosa di ciò che posseggo (e non solo). Per contrastare la tendenza ad accaparrarsi di tutto, tipica degli uomini e spesso dei vecchi.
Mi era già capitato qualche tempo fa a proposito di un'altra mia idea, quella di suddividere la vecchiaia in tre fasi distinte. Lo lessi successivamente in un testo sulla vecchiaia. Tale e quale alla mia scansione in tre fasi.
Si può dire che sono in buona compagnia. Potrei vantarmi di essere un pensatore originale.
Ma non credo di essere più dotato degli altri anziani.
Le idee sulla vecchiaia ce l'abbiamo già in mente, tutti noi vecchi.
Basta che osserviamo la nostra vita. Basta che riflettiamo un pò.
Ed esce tutto, proprio tutto, dai nostri pensieri.
La vecchiaia è un patrimonio comune.

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01 novembre 2014

Anche questo (14-212)

Anche questo. (14-212)
In farmacia c'era la coda. Dietro di me entra una vecchia signora, col bastone. Corpo indebolito. Vivace lo spirito.
Chiacchiera con altri clienti. Seguo qualche frase.
"Ho novantadue anni. Un figlio mi è già morto. L'altro è messo male. La morte si prende i più giovani, invece dei vecchi come me."

Una vita lunga presenta delle sorprese dolorose, come questa.
Non si realizza più l'augurio cinese che recita:
"Auguro che nella tua famiglia prima muoia il nonno, poi il padre e infine il figlio."
Se si vive molto a lungo può darsi che un figlio muoia prima.
Un evento inaspettato, perchè è il più vecchio che si aspetta di morire.
Un evento molto doloroso, sempre.
Mi figuro che da molto vecchi lo sia un pò meno, perchè l'indebolimento di tutte le capacità porta anche a provare sentimenti meno intensi.
Ma forse è un'idea sbagliata.
Se si vive a lungo, succede anche questo.
Una vita lunga ci riserva più dolore. 

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31 ottobre 2014

Telomeri (14-211)

Telomeri. (14-211)
Una ricerca scientifica, citata da Adnkronos Salute (19 marzo 2012 o 2013), ha scoperto che la morte è inevitabile. Perchè? Provo a spiegare in due righe quello che ho capito.
Nei cromosomi (Dna) vi sono delle parti terminali che li proteggono, i telomeri. Dopo ogni duplicazione cellulare, i telomeri perdono un pezzetto. Quando i telomeri finiscono, non proteggono più i cromosomi e perciò tutto va a rotoli.
Dunque la morte è iscritta nella lunghezza di questi telomeri.
Ma vi è un altro aspetto dei telomeri che comporta la morte.
Tutti i danni al Dna sono riparati con meccanismi biologici naturali.
Tutti, tranne i danni alle parti terminali dei cromosomi. I telomeri appunto.
Allora quando un telomero subisce un danno, non viene riparato. È facile capire che quando i danni sono molteplici, il telomero cessa la sua protezione dei cromosomi.
Di nuovo tutto va a rotoli.
Morte cellulare prima; morte dell'intero organismo poi.
Non c'è scampo.
 
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30 ottobre 2014

Invecchiamento (14-210)

Invecchiamento. (14-210)
Stavo cercando una voce su una piccola enciclopedia scientifica, alla lettera “i”, quando mi è caduto l'occhio sulla voce succesiva: invecchiamento.
Meraviglia. Possibile che vi sia questa voce in un'opera scientifica? Possibile.
Ho così scoperto che vi sono varie teorie biologiche sull'invecchiamento. Da un punto di vista biologico l'invecchiamento è così definito: progressivo declino delle funzioni biologiche dell'organismo, legato alle alterazioni delle strutture cellulari, sub-cellulari e molecolari.

Vi sono ben quattro teorie sulle cause dell'invecchiamento.
Teoria dell'auto-intossicazione: spiega l'invecchiamento con la cronica esposizione alle sostanze tossiche prodotte dall'organismo.
Teoria delle mutazioni: l'invecchiamento sarebbe dovuto principalmente alle mutazioni genetiche indotte da agenti mutageni in un numero sempre maggiore di cellule; ciò modificherebbe le proprietà biologiche delle cellule.
Teoria auto-immune: uno sfasamento del sistema immunitario determinerebbe auto-aggresione nei confronti delle cellule del proprio organismo.
Teoria dell'orologio molecolare: spiega l'invecchiamento ipotizzando un programma prestabilito di differenziazione cellulare che ha inizio con lo sviluppo embrionale e termina con la morte.

Ma queste sono teorie piuttosto vecchie (la mia piccola enciclopedia è degli anni '80).
Ve ne sono altre più moderne. Più accredidate, per esempio quella sui telomeri.
Farò altre ricerche.
La cosa mi interessa.

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29 ottobre 2014

Incidenti (14-209)

Incidenti. (14-209)
Domenica sono stato al cinema. All'uscita ho rivisto un conoscente, dopo almeno due anni. Apparentemente in forma. In realtà, molto rigido.
Due anni fa, faceva una passeggiata in montagna con la moglie, su un sentiero da trekking che portava a un rifugio (proprio come faccio io ogni anno). Era quasi giunto al rifugio, quando è caduto. Non è rotolato lungo una scarpata. Non stava seguendo un'aspra via ferrata.
È semplicemente scivolato e caduto su un normale sentiero per escursionisti. Cadute di questo tipo ne faccio anch'io, ogni volta che vado a camminare in montagna.
A lui è successo l'imprevedibile: nella caduta ha sbattuto il collo su una roccia. Frattura di una vertebra. La moglie è corsa al rifugio a dare l'allarme. È giunto l'elicottero di soccorso. Lo hanno trasportato nell'ospedale provinciale. La frattura era molto pericolosa, poteva ledere il midollo spinale, con conseguente paralisi. Doveva essere operato. Con le sue conoscenze è riuscito a farsi portare nell'ospedale di una grande città, per essere operato da un chirurgo molto esperto.
Se l'è cavata, ma è rimasto rigido. Una protesi in titanio tiene insieme la sua vertebra.

Anche questo può succedere. L'incidente banale.
La moglie mi diceva: ”Di colpo è invecchiato di dieci anni.”
In questo diario ho spesso scritto di prudenza. Ma qui non c'entra.
Gli incidenti capitano a giovani e vecchi.
Se capitano a vecchi, possono accelerare la vecchiaia.
Cambiano la qualità della vecchiaia.


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28 ottobre 2014

Non mi rassegno (14-208)

Non mi rassegno. (14-208)
Era presidente del mio quartiere. Cinque anni fa. Uomo politico, dunque. 
Di basso rango, ma pur sempre significativo. Rivestiva un ruolo importante (il mio quartiere conta circa cinquantamila abitanti). Lo ricordo, nel suo ruolo formale di presidente, in un consiglio di quartiere al quale avevo partecipato come pubblico. Abile nel gestire le situazioni.
Aveva più o meno la mia età.
L'ho rivisto un paio d'anni dopo, ormai decaduto dalla sua carica. L'ho rivisto al supermercato. Si muoveva lentamente, impacciato nei movimenti, e come spaesato.
L'ho rivisto tempo dopo, in carrozzella. Non era più in grado di camminare.
Infine l'ho rivisto ieri. In carrozzella, con un'accompagnatrice. Sembrava le stesse parlando. Ma lei non gli dava retta. Pareva che parlasse a vanvera. Anzi mi è parso che a un certo punto perfino piangesse.
Una parabola devastante, nel giro di quattro-cinque anni.
Evidente una malattia cerebrale, tipo Alzheimer.
Vecchiaia è questo? Senza dubbio è anche questo.
Per tutti? Per alcuni?
Perchè?
Non mi rassegno a pensare che non si possa evitare.


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27 ottobre 2014

La benzina (14-207)

La benzina. (14-207)
Ero a un distributore automatico di benzina. Non lo conoscevo. E ho sbagliato nell'impostare il numero della pompa di erogazione. Col risultato che dovevo cambiare posizione dell'auto. Mi sono innervosito e ho preso a imprecare per la poca chiarezza della macchinetta automatica (semplicemente: non avevo capito bene!). Avrei dovuto chiedere il rimborso. Trafila noiosa e lunga. Intanto erano giunti due altri automobilisti, giovani, sui quaranta, in attesa che io facessi benzina. Gentilmente, mi hanno consigliato di spostare subito l'auto sull'altra pompa. Reggendomi, nell'attesa la pompa ormai estratta. Così ho fatto e ho potuto far benzina. 
Li ho ringraziati di cuore.
Sono stupito della rapida soluzione che hanno dato al mio problema. Del fatto che non si siano innervositi. Per carattere e per vecchiaia, io mi ero perso d'animo.

Sono incline a pensare che i più giovani conservino delle capacità che noi vecchi abbiamo perso o stiamo perdendo. Vent'anni di meno significano sì, meno esperienza. Ma anche più flessibilità. Forse più ingegno.
Ho subito fatto il parallelo con la vita politica, fino a poco tempo fa dominio di settantenni e ottantenni ( almeno in Italia).
La freschezza, l'intelligenza vivace, la fantasia di donne e uomini politici giovani probabilmente risolverebbero molti dei problemi attuali.
Odio i vecchi che non si fanno da parte.


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26 ottobre 2014

Preoccupazioni (14-206)

Preoccupazioni. (14-206)
La mia compagna mi dice che non presto attenzione alle sue parole.
Non per disinteresse. O per ripicca.
Ma per meccanismi cerebrali inceppati. 
Insomma ho cominciato a fraintendere le parole che mi si dicono. Conseguentemente posso anche arrabbiarmi per parole male comprese.
Ciò rientrerebbe nella disfunzione cognitiva lieve, tipica degli anziani.
Non si tratta di demenza senile, ma la strada è quella.

Purtroppo non me ne accorgo.
Mi pare di capire come sempre. Che non ci siano vistosi cali, su questo versante.
E quando lei mi fa toccare con mano certi fraintendimenti, ho la tendenza a minimizzare, ad attribuire ad altro quelle mancate comprensioni.
Non rendersi conto.
È tipico degli anziani. Ed è ciò che li distacca dalle altre generazioni.
Se il vecchio non capisce bene, diventa penoso (e inutile) dialogare.

La mia compagna è preoccupata.
Sono preoccupato anch'io.
Prenderò un prodotto a base di gingko biloba.
Almeno tampono.

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