17 dicembre 2012

I vecchi puzzano. (95)
Inevitabile. Abbiamo un organismo che si evolve continuamente. Che emette scorie. Solo noi vecchi? No, anche i giovani. Solo che l'odore caratteristico dei vecchi è associato all'ultima fase della vita e dunque è più sgradevole.
E' un odore particolare, dovuto ai cambiamenti del metabolismo.
Da qualche tempo a me puzza l'ombelico. Evidentemente una serie di grassi sono eliminati e trasudano proprio lì. Basta lavarsi.  Proprio come d'estate quando puzzano le ascelle. Ma i vecchi si lavano poco. Perchè se ne curano poco. Perchè si dimenticano. Molto più i maschi delle femmine. E poi la puzza propria non la si sente. E così la casa si impregna anno dopo anno di un odore caratteristico. L'odore di persona vecchia.
Basta arieggiare. Basta deodorare. Basta profumarsi (e lavarsi!).
Ma bisogna avere la motivazione per farlo.

16 dicembre 2012

Il cane vecchio corre.(94) (un altro 22/10/12).
Il mio cane mi fa riflettere spesso. Ha la mia stessa età, in proporzione. Vedo in lui le mie difficoltà. Le caratteristiche della vecchiaia.
Per esempio quando andiamo al parco, e lo libero, ama correre. Come faceva da giovane. Con la bella coda rilassata dalla corsa, in posizione aereodinamica. Ciò mi meraviglia. E' lo stesso cane che quando usciamo dal parco e prendiamo la macchina, mi chiede un aiuto per salire in auto. E' lo stesso cane che, quando sale le scale, lo fa con difficoltà, lentamente.
In vecchiaia non perdiamo tutte le facoltà della maturità. E non le perdiamo tutte in un colpo. Alcune le manteniamo, pur ridimensionate, adattate alla nuova età.
Per esempio io ho sempre amato camminare. Ancora adesso lo faccio (o meglio l'ho fatto fino a quest'estate). Naturalmente mi devo adattare alla nuova età. Non posso più camminare da rifugio a rifugio con dodici chili di zaino sulle spalle, in faticose marce di trasferimento su e giù per le cime.
Adesso mi adatto a scegliermi un rifugio come posto tappa e dal rifugio percorrere dei sentieri  che mi riportino in serata alla base.
Per questo non mi sento menomato.
E' il ramo discendente della vita.

Accelerazioni.(93)
Noi vecchi non viviamo sempre alla stessa velocità. Vi sono momenti in cui la vita accelera. Si vive più intensamente. Cioè si comprende. La comprensione della vita è fondamentale per vivere. Si vive meglio quando si comprende il significato di ciò che avviene.  Ebbene i vecchi possono accorgersi di queste comprensioni. Di queste accelerazioni. Di questi salti.
Le accelerazioni non sono patrimonio dei vecchi. Bensì della vita stessa. Anche i giovani vivono delle accelerazioni. Ma non se n'accorgono. I vecchi dovrebbero accorgersene. Dico "dovrebbero", perchè le caratteristiche stesse del ramo discendente della vita facilitano la presa di coscienza. Ma è molto soggettivo.
La comprensione non è un processo intellettuale. Non c'entra l'intelligenza. Non si sa spiegarlo. Non si capisce come ci si è arrivati. Si capisce e basta.
In vecchiaia ci sono questi momenti di chiarezza. Si capisce la vita. E non c'è bisogno di nient'altro.

15 dicembre 2012

Il posto in tram. (92)
E' successo. Prima o poi doveva succedere. Ieri mattina in tram una ragazza seduta si è alzata e mi ha ceduto il posto. Gesto gentile. Ha reso evidente la mia vecchiaia. Anzi, ha riconosciuto la mia vecchiaia. I giovani (educati) cedono il posto agli anziani. E' la prima volta che mi succede.
Arrivato a casa, mi sono guardato allo specchio. Sarà per la barba bianca, sarà per i capelli bianchi: fatto sta che sembro proprio un vecchio. E' che sono un vecchio!
Nel mio intimo non ci credo ancora.

14 dicembre 2012

Vecchi doloranti.(91)
Li vedo camminare lentamente. A volte con le ciabatte ai piedi anche in inverno. Segno che qualcosa duole. Altre, fermarsi per strada per un appoggio. O ancora uscire dalle auto con difficoltà. Movimenti lenti per superare una torsione dolorosa.
Quello che noto è l'espressione del volto. Esprime dolore, fisico. E' il volto, più che altre parti,
a rivelare che c'è del patimento nei movimenti. Un volto raccolto nella sofferenza.
Anche dei giovani sono dolenti. Ma è cosa breve, più rara.
Per i vecchi invece è una costante. Un dolore fisico invalida subito e a lungo. Si guarisce più lentamente. Si permane nel dolore. Quasi una meditazione.

I vecchi convivono col dolore. Le articolazioni, i reumatismi, le sciatiche, la lombaggine. Tutto si trasforma in dolore. Soprattutto i movimenti. Sembra quasi che la vecchiaia induca a star fermi. a non muoversi. Pena il dolore.
Verrebbe da dire:"Se devi star fermo, almeno rifletti". Ma quando c'è il dolore è fatica fare qualunque cosa, anche il pensare. L'unica è stare nel dolore, viverlo fino in fondo.

11 dicembre 2012

Stanchezza.(90) (altro 29/11/2012)
Il primo segno che ricordi dell'arrivo della vecchiaia, fu la stanchezza pomeridiana e serale. Avvenne qualche anno prima che compissi i sessantacinque. Ho cominciato a sentirmi stanco, sfinito, a fine giornata. Non quella stanchezza che avevo da giovane. Stanco, sì, allora, ma mai sazio di vita.
Da vecchio, quando sono stanco, sono proprio finito. Desideroso del letto e del sonno, più di ogni altra cosa. E' una stanchezza profonda, che non ho al mattino. Arriva al pomeriggio, alla sera. E' una stanchezza che mi fa trascinare i piedi. Nulla riesce a sovrastarla. Non l'idea di uscire per uno spettacolo, per un incontro con amici. Non certamente una bella serata d'amore e di sesso.
La stanchezza fisica del vecchio trascina con sè la stanchezza psichica. Stanchezza per molte delle cose che un tempo mi davano eccitazione e gioia. Non solo per uscire, ma anche per avviare un progetto, sia pur piccolo.
Mi sento stanco di esistere. Se poi mi si chiudono gli occhi per il sonno, figuriamoci se ho desiderio di ascoltare musica o di leggere libri. Con questa stanchezza, tutto ciò che mi fa vivere perde d'interesse.
Combattere contro ciò? Sì, perchè ciò che ci farà morire è il disinteresse per la vita.
Morirò quando perderò gli interessi per la vita.

10 dicembre 2012

Non voglio morire? (89) (altro il 7/12/12)
Hanno scoperto che è impossibile non morire. Cioè nella biologia umana vi sono dei meccanismi  che portano alla morte. Ma io voglio morire? No. Allora voglio essere immortale, voglio non morire? Neppure questo. Accetto (!) di morire. Spero solo di non ammalarmi.
Come si può morire se non ci si ammala? Questo è il problema. Nel corpo bisogna avere qualche punto debole su cui si innesti la rottura della morte. Altrimenti come si può morire?
Benedetta quindi la malattia, in vecchiaia, perchè è una situazione che favorisce la morte.
E' troppo?

09 dicembre 2012

Motivazioni che se ne vanno.(88)
Nell'ultima camminata in montagna di quest'estate, per la prima volta mi sono chiesto: ne vale la pena?
Giustificazioni: era breve (solo 2 giorni), tutta oltre i 2000, senza boschi, sempre al sole. O la fatica, o la mancanza del mio compagno di sempre. Fatto sta che ne ho tratto meno piacere. Anche il mio compagno, che ha dato forfait per malattia, ne ha meno voglia.
Tipico della vecchiaia. Perdere motivazione per ciò che un tempo ci piaceva.
Lo stesso per il viaggiare, lo spostarsi, il visitar luoghi.
Alcuni anni fa sono stato in ospedale per (apparenti) motivi cardiaci. Ebbene non sarei mai stato disposto a rinunciare alle camminate, neppure se ci fosse stato il rischio di restarci secco.
Oggi è diverso.
Perdere le motivazioni. E' naturale. Perchè altrimenti morire sarebbe più doloroso. Invece con naturalezza le cose che ci interessano diminuiscono sempre di più. La vita perde di attrattiva. Si lasciano volentieri ad altri compiti e impegni.
Ricordo mia nonna che diceva: "Per che cosa resto in vita? per semenza?" (cioè per fare semi, l'ultima funzione di una pianta orticola vecchia, prima di morire).

08 dicembre 2012

Polifenoli.(87) (altro il 29/11/2012)
Parola oscura. Uguale: antiossidanti. Ne ho parlato fra i rimedi della stanchezza dell'anziano. Soprattutto la curcuma. La fonte migliore. Ma non l'unica. Perchè a forza di prendere curcuma, si rischia di diventare sensibili a tale spezia. Meglio alternarla ad altre.
Mirtilli per esempio. Anche sotto forma di marmellata (frutto puro, però, senza aggiunta di zuccheri o altro). Non so la dose ottimale. Comunque almeno due cucchiaini alla volta. Due volte al giorno. Poi ognuno provi per se'.
Più semplice il succo fresco di arancia. Un tempo veniva raccomandato per la vitamina C. Oggi per i polifenoli. Temo che non basti una spremuta al dì.
Non ho detto che tutti questi prodotti devono essere coltivati come dio comanda. Biologici, dunque. Altrimenti le proprietà (i polifenoli) non sono garantiti in quantità ottimale.
Un'altra: il tè verde. E si può usare la bustina più volte (tre), perchè si perde teina, ma  polifenoli ne restano, dopo la prima e la seconda infusione.
E, in stagione, ciliegie. Meglio quelle selvatiche. Piccole e poco dolci. O quelle biologiche. Anche in marmellata (vedi sopra).
Ah, i polifenoli non si accumulano nell'organismo.
Per cui bisogna assumerli ogni giorno, meglio due volte al dì.

07 dicembre 2012

Come si muore?(86) (altro il 29/10/12)
Un amico, morto di cancro ai polmoni. La moglie era spaventata, oltre che addolorata. Che cosa sarebbe successo nei pressi della morte? Come si sarebbe accorta che stava morendo? Un medico le spiegò che i polmoni avrebbero pompato sempre meno ossigeno. Il cuore avrebbe dovuto spingere sempre più. Prima di morire soffocato, il cuore avrebbe ceduto. In realtà il cuore cedette prima, per gli antidolorifici che il malato assumeva: morfina.
Mi piacerebbe conoscere i vari modi di morire. Perchè è questo che mi spaventa. Il modo. Conoscere il modo diminuisce l'angoscia.
Già stare vicino a chi muore, fa aumentare la conoscenza. Abbiamo mai visto qualcuno morire?
Gli anziani confusamente sentono che è bene conoscere di più sulla morte. Per questo seguono i funerali. Sfortunatamente, il funerale avviene dopo. Ma è il prima che ci aiuterebbe.
Siamo restii a stare con i moribondi.
Eppure gran parte dell'angoscia nasce proprio da questa mancanza di conoscenza.

05 dicembre 2012

Prostata.(85)
Ho visto un tale orinare per strada, davanti a un cespuglio. Di giorno. Era un vecchio. Ne avevo visti altri  in quest'ultimo anno. Spesso giovani extracomunitari. Qualche volta vecchi nostrani.  Una volta persino davanti ai cassonetti delle immondizie, sotto casa mia: era un vecchio terza fascia.
Mi chiedevo: a parte i giovani che lo fanno perchè ubriachi o con educazione diversa, che cosa spinge a orinare per strada? Si può entrare in un bar o attendere di arrivare a casa. Poi è capitato anche a me. Di avere impellente necessità di orinare. Di non poter attendere il rientro a casa e neppure di cercare un bar. E' la prostata, ingrossata.
L'ipertrofia della prostata colpisce quasi la metà dei vecchi. Cause? Ignote. Rimedi? Inesistenti. Oppure i rimedi ci sono, ma è un'operazione chirurgica. Se posso la ritardo. Per il momento posso.
Negli ultimi tempi ho fatto tutte le analisi di routine per la IPB (così si chiama la prostata ingrossata) e sono stato dall'urologo. Risultato, assunzione di farmaci. Che hanno effetti collaterali. Al diavolo i farmaci, non ho mai preso nulla. Solo un prodotto erboristico, che finora non ha dato grandi effetti. Ho deciso di farmi comunque le analisi ogni anno, per seguire l'evoluzione della IPB. Compreso il PSA (un'analisi che dice se la patologia si sta evolvendo verso un cancro), compresa la visita urologica. Ma farmaci, per il momento, no.
A volte, quando arriva lo stimolo a orinare, è così forte che se non orino, me la faccio addosso.
Ho cominciato a capire i vecchi che la fanno per strada.

04 dicembre 2012

Relatività.(84)
Mia zia ha ottantotto anni. Mi ha detto: "Magari avessi la tua età!"
Chi è dentro la terza vecchiaia, può guardare con invidia chi, come me, è appena entrato nella prima.
Ciò dà il segno di come la vecchiaia sia multiforme. Se un ultra-vecchio invidia un giovane-vecchio, significa che vi è una bella differenza fra le due età. Ha senso racchiuderle tutte in un'unica classe? Non sono età distinte? Mi sto convincendo di sì.
Chiacchiero molto sulle mie presunte perdite di capacità. In realtà sono le  perdite reali degli ultra-vecchi che mi fanno leggere le mie, come anticipazione di vecchiaia. Se così non fosse, se le mie abilità di adesso, pur diminuite, restassero sempre a questo livello, non mi sognerei di chiamarle vecchiaia. Sarebbero diverse da quelle dell'età matura. Così come quelle dell'età matura sono diverse da quelle della giovinezza. 
Qual è vecchiaia? Quando perdi autonomia. Dello spostarti, del pensare. Quando non riesci più a badare a te stesso.
Se così è, allora vecchiaia è solo la terza fase della vecchiaia.

03 dicembre 2012

Tutte le foglie sono cadute.(83)
Oggi nel parco, mi sono accorto che gli alberi non hanno più foglie. Fino a qualche giorno fa ne avevano. E cadevano copiosamente. Oggi non più. Alberi spogli. Autunno inoltrato, che prelude all'inverno.
Troppo chiaro il segnale. Il collegamento con la vecchiaia.
Sono anch'io nell'autunno della vita. Le mie foglie stanno cadendo. Uno di questi giorni saranno cadute tutte.
Puoi passare molti anni nella zona di confine fra maturità e vecchiaia. A un certo punto (a settanta?) sei di là, non più sul confine. Sei vecchio.

02 dicembre 2012

Come li porta bene.(82)
Un complimento gentile. Di un giovane verso un vecchio. Come dire: hai tanti anni ma non li dimostri.
Che significa "portare bene i propri anni"? Prima di tutto essere in buona salute fisica. E poi essere ancora lucidi, mentalmente. Non significa certo dimostrare vent'anni di meno. Vale a dire: porti bene i tuoi anni, perchè non avrei detto che sei vicino agli ottanta; ma non pensavo certo che ne avessi cinquanta o sessanta. Per essere vecchio, sei vecchio. Ma sei in forma.
In forma da vecchio.

Ci sono vecchi che non dimostrano l'età che hanno. Genetica. O una vita curata. Esempi ce ne sono.
C'è il vecchio alpino, grande sportivo, parco mangiatore, impegnato nel sociale: dicono che solo una fucilata potrebbe stenderlo. C'è Veronesi, che ci invita a una vita sana, che lavora in ricerche mediche d'avanguardia. Qui sono i progetti che aiutano lo stato di forma.
C'è il presidente della repubblica, già in terza fascia, ma ancora lucido e in salute. Qui propendo per la funzione che svolge. Alta funzione sociale. Rappresenta milioni di persone.

Una domanda: non è che questi signori semplicemente non pensano alla loro vecchiaia? perchè impegnati in altro che li distrae? Come il grande imprenditore che è così occupato (e preoccupato) della propria fabbrica da non accorgersi che domani morirà?
Ma allora il segreto è impedirsi di pensare a morte e vecchiaia, così gli anni si portano bene?
Forse è così. Ma d'istinto non mi pare che vada bene. Abbiamo un'età, la vecchiaia, che costringe quasi tutti a fare i conti col numero di anni e le sue conseguenze sulle abilità, sulla lucidità. Se mi sottraggo e non ci penso, non va bene. Devo pensarci. Devo vivere la sfida. E' questo il portato di quest'età. Non altro.
Meglio non barare: che gli altri vedano l'età che abbiamo.

01 dicembre 2012

La vecchia e il cane.(81)
Nel negozio di prodotti per animali. Un'anziana (seconda fascia?) fa acquisti. L'accompagna la sua cagnetta. Vecchia anche lei. Cagnetta scura, con molto pelo bianco sul muso, insignificante. Sta vicino alla sua  padrona, la segue lentamente. Quando si ferma, si siede sulle zampe posteriori. Con difficoltà. Le zampe le scivolano, si allargano. Non riesce a tenerle in posizione.
Alla cassa scambio due parole. Mi dice che la cagna ha tredici anni. Vecchia, dunque. Si vede. Ha cominciato a perder colpi a dieci anni. La padrona l'aiuta. Conscia che la cagna è invecchiata.
"Comunque, per me, resta sempre la mia Lilli." A significare un affetto che non è legato al tempo.
"E' così anche per noi" le dico"di colpo invecchiamo".
Mi guarda perplessa.
Forse non aveva pensato che la cagnetta era vecchia e indebolita proprio come la padrona è vecchia e indebolita.