08 ottobre 2012

Ruoli.(32)
I vecchi non se li fila nessuno. E' un peccato. Perchè noi vecchi sappiamo fare molte cose. Abbiamo provato molto. Abbiamo vaste conoscenze. Potremmo veramente essere utili. Alla società o almeno a qualcuno. E invece... Il patrimonio che abbiamo accumulato non viene utlizzato. Viene disperso.
Gli operai di una fabbrica hanno un sapere notevole, accumulato in decenni di lavoro. Quando la fabbrica chiude, quel sapere  è disperso.
Lo stesso i vecchi. Se chiude "la fabbrica" della loro vita attiva, la loro sapienza si perde.
Questa la sentiamo come un'ingiustizia. Siamo addolorati, arrabbiati. E impotenti.

Aggiornamento. Ho letto un articolo sul giornale. La fabbrica di automobili BMW (i tedeschi! sempre anni più avanti) ha già avviato una sperimentazione. Prevedono che fra dieci anni avranno molti operai anziani. Che fare? Hanno costituito squadre composte di operai anziani e operai giovani. Funzionano molto bene. La produttività non è aumentata. E' aumentata la qualità dei prodotti. L'energia dei giovani, accoppiata con l'esperienza dei vecchi, si dimostra vincente.
Spiraglio di speranza per noi anziani.

07 ottobre 2012

Esempi.(31)
Bravo collega! Stamane al bar era seduto un anziano, molto. Diciamo di terza fascia. Era solo. Dopo colazione si è alzato e camminava con difficoltà, aiutandosi con un bastone. L'ho guardato mentre usciva e l'ho seguito con lo sguardo. Un po' in apprensione per il suo equilibrio. Come sarebbe arrivato fino a casa con quell'evidente difficoltà? Sorpresa: si è avvicinato traballante al parcheggio auto ed è salito su un veicolo elettrico, tipo piccola moto  a quattro ruote. Ha fatto manovra con sufficiente abilità e lentamente, sul marciapiede, si è diretto per la sua strada. Aveva pure un cane sul cestino anteriore.
Bravo. Non c'è che dire. Ha fatto fronte con intelligenza alle sue difficoltà. Potendo, ha conservato un pò di autonomia. Si è adattato ai suoi limiti, cercando un ragionevole compromesso. Dignitoso. Un esempio.

Certo che di anziani di terza fascia, in giro ne vedo pochi.


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06 ottobre 2012

Malattie (2).(30) (un altro: 28/09/2012)
Noi vecchi siamo malati. Abbiamo tante malattie. Non sono come le malattie dei giovani. Influenze, dolori acuti, virus intestinali. Le nostre sono croniche. Un dolore sordo a una articolazione, che non ci lascia più. La prostata (i maschi), lo stomaco,  la vista che cala, la sordità, l'equilibrio che si infiamma, la circolazione cerebrale che non funziona a dovere... Poi ci sono quelle gravi, Alzheimer, Parkinson, demenza...
Alle malattie acute i vecchi sommano quelle croniche. E' ovvio, il corpo vecchio cede in qualche parte. Poichè viviamo più a lungo, assistiamo al progressivo mal-funzionamento di vari organi. Il paragone con un'auto vecchia è fin troppo facile. Mi diceva un meccanico: "... sì il motore va bene, ma è un'auto vecchia, sono tante altre parti che cominciano a cedere. L'impianto elettrico, il sistema di frenaggio, la carrozzeria che si arruginisce, il radiatore..."
Dobbiamo conviverci, con le malattie. Tamponando le falle. Una dopo l'altra. E' la nostra condizione di esseri umani, arrivati a una età avanzata. Se non fossimo vecchi, saremmo morti giovani.

Del resto dobbiamo morire. Bisogna che qualche parte si rompa, se vogliamo morire.
Per morire è necessario ammalarsi.


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05 ottobre 2012

Il tempo (2).(29) (un altro il 21/09/2012)
Questa settimana è passata in un lampo. Anche quella precedente. Ho avuto molto da fare. Resta  impressionante la velocità del tempo in quest'ultimo anno.
Se mi do una speranza di vita  di vent'anni, le settimane che mi restano sono circa mille. Tante. Ma anche poche, se se ne vanno così rapidamente.
E' come quando si è passati all'euro. Se il guadagno del mese era di mille euro, all'inizio sembravano tanti. Si spendeva tranquillamente un euro alla volta. E rapidamente finivano.
Perchè mille sono tanti. Ma sono pochi.




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Le mani. (28) (Il corpo)
Guardo le mani di mio nipotino. Piccole (dieci mesi!), grassocce. Incerte nelle competenze. I movimenti fini non li ha acquisiti ancora. Invece quelli energici, sì. Non accarezza il cane, lo strappa. Mani vivaci, mobilissime. Espressive.
Guardo le mie mani. Ancora armoniose. Ma solcate da piccole rughe. Cosparse di macchie scure. Tipiche della vecchiaia. Ancora abili. Quando manovro i guinzagli dei miei cani, con destrezza. Ma già incerte, quando fatico ad abbottonarmi la camicia. Il che mi irrita.
Talvolta le guardo quando sono ferme. Sembrano inerti. E' strana la posizione che assumono quando non si muovono. Leggermente chiuse, il pollice raccolto con le altre dita. Fisse, senza fremiti. Mi ricordano quelle di mia madre novantenne. Abbandonate sul grembo. Ferme, senza vita.



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04 ottobre 2012

Risparmi.(27)
Non so perchè, ma a volte tendo a risparmiare su cose assurde. Non per l'economia, mi dico. Per la sobrietà. Intento lodevole. Basta non esagerare. Non è certo sobrietà non tirare l'acqua dello sciacquone: "Tanto fra mezzora torno in bagno". E non è sobrietà non far benzina fino all'ultimo litro, col pericolo di restare a piedi. E non lo è aggiustare più volte un paio di scarpe, anche quando sono da buttare.
Forse è la stessa dinamica che mi porta a non aggiustarmi quando mi rompo. Tanto non val più la pena di spender denaro per uno destinato a morire fra breve.
Oppure sono manie da vecchi.

03 ottobre 2012

L'immagine (2).(26) (un altro: 04/09/12)
In un grande magazzino d'abbigliamento, sono passato davanti a uno specchio da persona intera. Mi sono guardato di sfuggita e mi sono visto trasandato. Uscendo da casa mi ero vestito con un poco di cura. Colori giusti, insieme dignitoso. Ma l'immagine che mi rimandava lo specchio non era quella di un vecchio ordinato. I pantaloni un pò troppo abbondanti (forse fuori moda). Il giubbetto un pò sgualcito. Il colletto della camicia sbilenco. La figura ingobbita.
Per carità, non sono mai stato un tipo elegante. Ma così male in arnese, non mi ero mai visto.

Da vecchi, molti si lasciano andare. Nell'abbigliamento, dico. E allora vedi vecchi vestiti in modo assurdo. Con magliette a scritte cubitali, come gli adolescenti. Oppure in tuta dimessa, da sportivi. Con calzoni corti, anche quando il caldo è passato. Con sandali e calzini.
Oppure seguono la moda giovanile del colletto della polo alzato. Come i ragazzini.
Le donne vecchie no. Sono più curate. Vanno ancora dalla parrucchiera. Si tengono su. Si truccano.
Le donne vecchie sono meglio.

Fino a qualche giorno fa, per andare al parco col mio cane, avevo un abbigliamento apposito. Si sa, al parco ci si sporca, i cani ti possono appoggiare le zampe addosso, spesso c'è fango. Quindi i miei vesti da parco erano mal ridotti. Non sempre puliti, con delle toppe o addirittura con dei buchi.
Ho deciso di cambiare.  Mi vestirò come se andassi in centro città. Casual, ma dignitoso e curato. Che bisogno ho di salvare i miei vestiti migliori? Forse per lasciarli in eredità?

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02 ottobre 2012

Appoggi.(25)
Da un pò ho cominciato ad apprezzare i corrimano che ci sono lungo le scale. Quando salgo mi aiuto con la mano per salire. Quando scendo, appoggiarmi mi dà sicurezza.
Da vecchi si cercano aiuti. Per esempio scendendo dall'auto mi appoggio sempre al volante, da qualche mese a questa parte. Mi agevola nell'uscita. Così come quando mi alzo dalla tazza del bagno: mi appoggio alla tazza stessa per alzarmi. Certo, potrei fare tutto, tranquillamente, senza appoggi. Ma mi viene naturale appoggiarmi. Mi ci sto abituando.
Comincio a far fatica anche in questi movimenti così semplici.

01 ottobre 2012

Il cane vecchio (2).(24) (un altro: 11/09/12).
Il mio cane è vivace, anche se vecchiotto. Se gli tiro una palla, si precipita a prenderla. Oggi gli ho tirato un paio di bastoni corti. Li ha rincorsi e li ha presi (non me li riporta mai, però). Poi ne ho lanciati altri:  tre, quattro, cinque... Incredibile non li vedeva cadere e non li trovava. Non ho avuto coraggio di continuare. Avevo timore di scoprire che avesse perso l'acutezza della vista. Che stesse perdendo prontezza di riflessi.
Mi preoccupa il mio cane che diventa vecchio, giorno dopo giorno.
E mi preoccupo per me.

30 settembre 2012

Inquietudine.(23) (Paure) (altro: 27/09/12)
A volte mi prende  una preoccupazione indefinita. Per il mio futuro.
Oscuri timori per la salute. Disagio per le forze.  Si vanno affievolendo. Incertezze su come me la caverò, quando raggiungerò la fascia più avanzata della vecchiaia. Quando l'autonomia sarà drasticamente ridimensionata. Mi preoccupa anche la diminuzione di entrate economiche (allora non lavorerò più). Pensieri foschi, inquieti. Per un futuro che si sta chiudendo.
E' paura della morte?
Vecchiaia e morte non sono disgiunte.

29 settembre 2012

Ostacoli nella comunicazione.(22)                                                                                                             Ho rivisto un conoscente. Della mia stessa fascia, ma un pò più in là. Mi hanno detto che è malato. Non so se sia vero. Non gliel'ho chiesto. Sembra lento nell'afferrare le frasi. E lento nel rispondere; solo un poco, però. Ma mi ha messo a disagio e ho tagliato corto. L'ho lasciato in fretta.

Capita ai vecchi, specie di terza fascia. Hanno capacità intellettive rallentate. Rispondono e parlano più lentamente. I giovani, ma anche i vecchi di classi inferiori, sono insofferenti. Tagliano corto. E così non comunicano, coi vecchi. E i vecchi non comunicano con nessuno.

I vecchi diventano diversi. Bisogna tenerne conto. Basta un po' di pazienza; accettare le ripetizioni, le svagatezze, i fuori-tema. E prendere quello che c'è di buono in un vecchio. Che è molto.
Del resto lo stesso capita parlando con un bambino. Se si ha pazienza, si colgono perle. Ci sono frasi di bambini,  folgoranti.

28 settembre 2012

Emergenze.(21)                                                                                                                                      Mio nipote (dieci mesi) ha passato una brutta notte. Stamani non è andato al nido. Ma sua madre deve andare al lavoro. Pure la nonna lavora. Hanno chiesto a me di tenerlo. Prima volta che mi prendo cura del bambino così piccolo. Ho risposto di sì e me ne sono fatto carico. Nessun problema. Compito facile.
Questo è il bello della vecchiaia. Non ti preoccupi di situazioni delle quali non hai esperienza diretta. Ti butti. Con fiducia nelle tue risorse. Tralasciando i programmi della giornata. E' da fare e si fa. Sei in acqua e provi a nuotare. Capacità di sacrificarsi. E nessun timore di cimentarsi. E' un'emergenza.
Aggiustare il corpo.(20)
Mi duole un dente. E' stato già semilavorato dal dentista un anno fa. Avrei dovuto finire il lavoro questa primavera. Invece non sono più tornato. Motivo: tanti soldi.
In realtà c'è dell'altro. Non ho interesse ad aggiustarmi. Tanto poi mi rompo di nuovo. Tanto ormai non è più molto il tempo che mi resta per godere del dente aggiustato. Posso benissimo vivere alcuni anni con una toppa.
Lo stesso capita con l'auto. Appena nuova, si aggiusta ogni minima striatura. Col tempo, si lascia perdere. Tanto ormai prima o poi la si cambia. Cioè muore.
E' la prima volta che mi capita di lasciar perdere una disfunzione fisica.

27 settembre 2012

Necrologi.(19)                                                                                                                                   Spesso leggo gli annunci di morte, sul quotidiano locale. Per vedere come sarebbe da morti. Oggi ce n'erano sei. Ho letto le età: 78, 86, 82, 75, 90... Mi sono accorto d'improvviso che la mia speranza (inconscia) di vita è superiore alla media di queste morti. I miei colleghi morti, hanno vissuto meno di quanto mi figuro che vivrò io. Mi do più anni di vita.
La morte è più vicina di quanto io pensi.

26 settembre 2012

Dimenticare.(18) (Paure)
Ho scordato il portafoglio sul bancone del bar. Richiamo immediato del titolare e battute sulla distrazione, la dimenticanza,  eccetera. Un segnale? Distrazione e dimenticanza sono in agguato.
Confesso che è stato doloroso. L'ho preso come segno di ciò che mi accadrà fra qualche anno. O è già accaduto e non me ne rendo conto?
Anche l'anno scorso, al lavoro, non ho riconosciuto un tale solo perchè aveva cambiato posizione di lavoro. Mi sembrava una persona nuova. E' stato un attimo. Mi sono sentito perduto.
O come le due volte che ho dimenticato il gas acceso, anche dopo aver tolto la pentola.
Ma c'è del positivo: non posso più avvalermi di automatismi di comportamento. Devo raddoppiare la vigilanza, la coscienza. Per fare ciò che prima facevo inconsapevolmente.
La vecchiaia mi costringe a essere più attento.
Un buon risultato.