22 ottobre 2012

Il cane vecchio (3).(47) (Specchio) (precedente: 1/10/12)
Il mio cane è vecchio. L'ho già detto. Era ed e' vivace. In gioventù saltellava continuamente. Con agilità e prontezza di riflessi. Mi stava molto dappresso. Muovendomi, rischiavo di pestarlo. Però riusciva sempre con balzi improvvisi a scansare i miei piedi.
Adesso è invecchiato. E' incerto. Mi sta ancora vicino, quando mi muovo. Ma non prevede i miei spostamenti. Va incontro ai miei piedi, invece di scansarli. Devo stare attento a non calpestarlo, quando mi muovo. Mi devo curare di lui. Non ha più quel guizzo straordinario della gioventù.
E' normale. E' vecchio.

21 ottobre 2012

La vecchiaia serve.(46) (Punti fermi.)
E' un mese e mezzo che scrivo queste cronache. Avevo cominciato prima. A maggio. Circa sei mesi. Abbastanza per tirare delle somme. E' necessario. I miei pensieri sono sparsi. Cronaca, appunto. Occorre tirar fuori il succo. Altrimenti restano chiacchiere.

Un primo punto. Ho compiuto 66 anni. Sono vecchio. Senza forse, senza se. Gli altri mi vedono così. Devo vivere quest'età. Fortunato che ci sono arrivato. Compagni di scuola già morti, ne ho.
A trent'anni pensavo che 70 mi bastavano. Ci sono quasi. Mi bastano? Mi piacerebbe continuare a vivere. Ho ancora da fare. Comunque, se non muoio, che faccio? Vivo, ovvio. Come?

Posso vivere un'altra fase della vita. Diversa dalle precedenti. Non è uguale, in peggio. No, è proprio diversa.  Vita con 66 anni alle spalle. Non è diversa perchè ha di meno (forze). Ha anche di più (anni vissuti). Qualcuno dice:"Se avessi ancora vent'anni!" Io no. Penso a com'ero a vent'anni: una pallida immagine di come sono adesso. Mi preferisco adesso. Anzi, io a vent'anni non mi piaccio. Naturale. Più spaesato, più fragile, più inconsapevole. Una vita che cessa a vent'anni, è incompiuta. Gli manca la maturità. Gli manca anche la vecchiaia. Questo è il punto.

A una vita piena, serve la vecchiaia? Dice:"Vorrei avere vent'anni, con la testa di adesso." Come fai? La testa di adesso è costruita con altri 46 anni, dopo i venti. Il corpo in 46 anni si deteriora. Per aver questa testa ci ho messo anni, intanto il corpo declina.

Un altro punto, fermo. Il declino del corpo è inevitabile. Come la morte. Biologicamente. Possiamo far tante elucubrazioni sulla finitezza umana. E' scritta nella biologia. Così come la perdita di capacità.
A quaranta, cinquant'anni, ci illudiamo che, come siamo, così continueremo. Sbagliato. La vita non è una linea che cresce e poi resta costante. A un certo punto cala. Una parabola. Può spiacere: la vita è anche il declino. Trovare senso nel declino. Una sfida.
La vecchiaia serve.

(In seguito scriverò altri pezzi sul succo della vecchiaia. Li chiamerò "Punti fermi")
Prudenza.(45)
Fra le cose che ho smesso di fare, c'è l'andare in bagno di notte, senza accendere la luce. E' una piccola maniacale abitudine. Il tratto è breve, ne conosco a memoria gli ostacoli, c'è sempre un po' di luce che filtra dalla finestra. Non lo farò più. Lo potrei ancora fare. Non è successo nulla che mi sconsigli di proseguire quest'abitudine. Ma non è prudente, per un vecchio. Basta uno sbandamento, un ostacolo mal calcolato: cadrei a terra rovinosamente. Mi farei del male.
Non lo farò più. Per prudenza. Dote positiva, che si porta dietro la vecchiaia: la prudenza. Prevedere possibili danni da un'azione e agire di conseguenza.

20 ottobre 2012

Significato.(44)
Mia moglie dice che dobbiamo dare significato ai nostri ultimi anni. C'è un significato nel diventare vecchi?
J. Hillmann ne ha cercato uno per ogni malanno della vecchiaia. A volte un po' artificiosa, l'impresa è  lodevole. Ci ha creduto fino alla fine. E' morto di cancro pochi mesi fa, ultraottantenne. E fino alla fine ha limitato l'uso della morfina, per restare cosciente. Per vivere anche gli ultimi giorni con significato.

Dare significato alla vecchiaia. Senza pensarci su troppo: il primo che mi viene in mente è quello di vivere per trasmettere. Informazioni, conoscenze, esperienze. A giovani. Usare cioè quella benedetta professionalità che mi sono fatto in tanti anni di vita. Quest'anno per la prima volta ho incontrato un giovane che batte la mia stessa strada professionale. Mi sono entusiasmato. Gli ho proposto, non richiesto, di diventare il suo consulente. Gratis, naturalmente.
Lo stesso anche verso mio nipote. Ho l'impulso di insegnargli tutto quello che so. Troppo limitato!
Ho invece il desiderio di dargli un'educazione dell'intelletto. Formarlo nella parte razionale, nella quale mi sento più ferrato.
Ma mio nipote ha soltanto 11 mesi... Ci sono strutture più elementari da costruire, prima di affrontare il principio di causa ed effetto. E l'affetto conta di più della causa e dell'effetto.

19 ottobre 2012

Compleanno.(43)
66 anni, oggi. Sto bene, nel fisico e in spirito. Ho deciso di non festeggiare più il compleanno. Quest'anno non lo faccio. Neppure i prossimi, mi riprometto. Festeggerò invece le scadenze dei lustri (quinquenni). Il prossimo quando raggiungerò i settant'anni.
Mi è venuta a noia l'idea stessa di festeggiamento. Segnale di vecchiaia.
Mia zia, 88 anni, da qualche anno mostra segni d'insofferenza per i festeggiamenti dei compleanni. Non vuole neppure che le si facciano gli auguri. La capisco. La imito.
Per un vecchio, il compleanno segna il passaggio del tempo. E l'avvicinarsi della morte.
La morte. I vecchi "giovani" non ne vogliono parlare. La esorcizzano con il silenzio.
Opposto il comportamento dei vecchi-vecchi. Ne fanno spesso riferimento nei loro discorsi. Suscitano reazioni imbarazzate nelle persone di mezz'età e nei giovani.
"Ma cosa dici, nonno, tu ci seppellirai tutti!" Battuta idiota che nessuno spera si avveri.
Statisticamente è assolutamente falsa.

18 ottobre 2012

Medici.(42)
E' bene scegliersi un buon medico specialista, alla nostra età. Come per i bambini c'è il pediatra, per i vecchi c'è il geriatra. Pochi se ne avvalgono, fra i vecchi "giovani". Eppure sarebbe intelligente. Perchè il geriatra sa in anticipo i significati dei sintomi della vecchiaia.
Ho avuto la fortuna di trovarne uno, mio conoscente.
Mi è stato utilissimo. Già dalla prima visita mi ha dato alcune dritte straordinarie.
In primo luogo mi ha detto di bere acqua. Un litro e mezzo al giorno (otto bicchieri). I grandi vecchi sono disidratati, perchè perdono lo stimolo della sete e non bevono. E non bere rovina tutto l'organismo.
Bere mezzo litro al giorno (!), per lunghi anni, significa vivere in costante disidratazione, rallentando tutti i meccanismi biologici.
Bere otto bicchieri al giorno è faticoso. Bisogna impegnarsi. Ma ne vale la pena. Si vive meglio.
Seconda dritta. Prendere antiossidanti. Non pastiglie, ma cibi specifici, ricchi di "polifenoli": i più potenti fra gli antiossidanti. Tipo arance, mirtilli, ciliegie, curcuma.
Terza dritta. Per la prostata un rimedio usato in africa: il pygeum africanum. Gocce di erboristeria che aiutano la prostata a rallentare l'ingrossamento.
Provato tutto. Risultati buoni. Ne riparlerò.

17 ottobre 2012

Disorientamenti.(41) (Paure)
Scendo le scale. Cambio due volte direzione, prima di arrivare a livello strada. Qualche volta mi sento disorientato. Perdo per un attimo la percezione di dove sono. Mi spavento e penso subito a demenza e gravi malattie. Forse è invece comune. Come faccio a saperlo, se nessuno me lo conferma? Potrei chiedere al medico... Ma so già la risposta. "E' la vecchiaia che avanza!"
Mi chiedo come debba essere difficile vivere, se queste percezioni fossero frequenti.
O prolungate nel tempo: cioè se il senso di orientamento non torna subito.
E' come quando non riconosco subito un volto che invece dovrei conoscere.
O come quando non mi viene in mente, subito, il nome di una persona, uno scrittore. E mi devo sforzare.
O perfino di un oggetto, poco usuale.
So che non trovare la parola di un oggetto d'uso comune è il primo sintomo di una grave malattia (Alzheimer?)
E mi spavento.

16 ottobre 2012

Lavoro.(40)
Se lavori, vivi. Se sei in pensione, finalmente ti riposi. Contraddizioni.
Bisogna permettere, a chi lo vuole, di continuare a lavorare. Stesso lavoro dei ventenni? No. Forme più leggere. Perchè l'energia è di meno. L'esperienza è di più. Meno ore, dunque.
Un anno sabbatico, da fare appena raggiunta la pensione. Ma poi di nuovo a lavorare (se lo si vuole!). Da suggerire alla BMW (vedi la pagina del 7/10/12).
Quando capita di vedere un facchino coi capelli bianchi, o un cassiere anziano, o un maestro vecchio, qualcosa è stonato. Sono lavori che non vediamo volentieri  fare ai vecchi. Ma c'è lavoro e lavoro. Un presidente di 88 anni, non stona. Un ricercatore va bene anche anziano.
Sono favorevole a far lavorare i vecchi.

(Certo, dirlo in questi anni in cui il lavoro manca, sembra un insulto. Lo dico per una società migliore.)

15 ottobre 2012

Vecchi "giovani".(39)
Cioè vecchi di prima fascia. 65-75. Dovremmo (lo sono anch'io) essere i più pimpanti. Quelli con le energie ancora buone. Eppure. Mi capita di vedere vecchi col bastone, o claudicanti, o troppo lenti... Quando li vedo da vicino, sorpresa: sono "giovani". Vecchi di primo pelo. Non sono ultraottantenni. Spesso, non sono ancora nella fascia della vecchiaia (dopo i 65). Sono sessantenni mal messi. Sono passati dalla mezza età, direttamente alla vecchiaia avanzata (terza fascia, li classifico io).
Perchè? Malattie invalidanti? Incidenti? Stile di vita sbagliato?
L'alcol fa strage, nei maschi, ancora prima della vecchiaia.
"Sei contro il bicchiere di vino?"
"Sei contro il grappino?"
No, ma da quando ho eliminato del tutto l'alcol quotidiano, sto meglio.
"Ma è l'ultimo piacere che ci resta, oltre al mangiare!"
E' vero?
Se è così, è un piacere che mi peggiora tremendamente la vita. Ancora da "giovane".
Se voglio arrivare alla terza fascia, in fretta, bevo.
Se no, berrò quando sono avanti negli anni.

14 ottobre 2012

Nozze d'oro.(38)
Stamattina c'era un raduno. Di coppie che stavano insieme da cinquant'anni. Era presto. Ne ho viste arrivare solo due. Vecchi, i quattro, ma in gamba. Soprattutto le donne. Cinquant'anni! Insieme. Che il matrimonio faccia bene? Naturalmente a questi feste partecipano solo quelli che lo giudicano positivo. Degli altri non si sa. Vecchiaia insieme.  Hai vicino a te qualcuno che ti controlla la vecchiaia.
Vecchiaia è solitudine. Non è detto che sia negativo. Ma con qualcuno vicino, non ti sclerotizzi. Non ti fissi in idee, abitudini, pensieri depressivi. Aiuta. Hai più stimoli. Devi continuamente fare i conti con un altro. Che ha una via, alla vecchiaia, diversa. I temi sono comuni. Le reazioni sono diverse.
In vecchiaia occorrono stimoli per il cervello, per gli affetti, per la vita. La coppia va bene. Poi i nipotini. I figli ti chiedono aiuto. Tu ti rimetti in gioco. Vivi. Si dice che i nipoti ti aiutano a vivere. Non è così. Con i nipoti tu vivi davvero. Non è un'attività che stordisce e così non pensi alla morte. No, tu vivi il presente.
E quindi vivi tout court.

13 ottobre 2012

Il corpo che non si aggiusta(2).(37) (un altro: 28/09/12)
Quando vedi che si sciupa e non torna più come prima, è un piccolo shock. Due anni fa sono caduto in bici, sbattendo un ginocchio sull'asfalto. Nessuna rottura apparente. Solo una botta. Ho lasciato che si riaggiustasse da solo. C'è voluto quasi un anno perchè potessi piegare di nuovo quel ginocchio senza problemi. Il tempo di guarigione si è dilatato smisuratamente. Un anno!
Da vecchi il corpo si riaggiusta con difficoltà e in tempi più lunghi.
L'anno scorso ho avuto male a una spalla. Tipo dolore reumatico. Cominciato in sordina, è progressivamente aumentato. Fino a invalidarmi. E a non farmi dormire la notte. Antidolorofico potente. Guarigione rapida, ma con strascichi. Poi fisioterapie varie. Insomma in capo a due mesi sono tornato alla normalità (quasi).
In questo secondo caso mi sono dato più da fare e sono guarito più in fretta, ma sempre in tempi lunghi.
Da vecchi bisogna raddoppiare gli sforzi per rallentare dolori e invalidità. Sapendo che è solo un rallentamento. Si pensa che siano scomparsi definitivamente. Invece si ripresenteranno. Sono un nostro punto debole.
Ma i punti deboli sono importanti per morire. Non si può pretendere di restare in forma perfetta fino all'ultimo giorno di vita. Occorre il degrado per poter morire.
(Che cosa mi son detto!)

12 ottobre 2012

Questo blog.(36)
E' il diario di un vecchio. Quindi giornaliero. Sulla vecchiaia. Su riflessioni, paure, sentimenti che suscita il pensiero della vecchiaia (e della morte), in un vecchio. Cioè in me.
Scrivendo, do materia ai miei pensieri. Evito che restino in sottofondo e si trasformino in angoscia e inquietudine.
Ma scrivo anche per un altro motivo. Vorrei che qualcun altro seguisse il mio esempio. E registrasse i suoi pensieri, paure, sentimenti, come commento ai miei brevi testi giornalieri. Per scambiare esperienze, punti di vista, ansie.
Sento la mancanza di un luogo, anche solo virtuale, in cui scambiarsi opinioni. Sulla nostra condizione.
Ogni giorno, nei miei giri da pensionato, sfioro una bocciofila, frequentata solo da vecchi, maschi. Non li sento mai parlare di vecchiaia o di morte. Un tabù. Difetto dei maschi. Difetto dei vecchi.
Si può scrivere facendo un clic sulla parola "commento" che c'è qui sotto. Si apre una finestra su cui scrivere. Finito di scrivere si deve fare un altro clic sulla scritta "Pubblica" sotto la finestra scritta. Due giorni fa ho rimosso un blocco che impediva poi la pubblicazione.

11 ottobre 2012

Cultura.(35)
Manca una cultura della vecchiaia. Non siamo attrezzati, nella nostra età avanzata, con strumenti culturali. Sì, ci sono studi, ricerche, esperimenti sui vecchi. Ma, appunto, sui vecchi. Non dei vecchi. Per carità ci sono ottimi  libri sulla terza età. Manca invece una cultura diffusa, fra i vecchi, di che cosa significhi essere vecchi. Manca uno scambio. Luoghi di scambio. Ci sono tantissimi vecchi. Non c'è la vecchiaia.Tanti vecchi isolati. Che si incontrano, parlano del più e del meno, ma non della vecchiaia. Cioè non socializzano problemi. Non cercano soluzioni. Non trovano soluzioni. Ciascuno chiuso nei propri problemi. Nella propria disperazione. O felicità.
Che cosa si fa nei centri per anziani?

(per commenti: un clic sulla paroletta in azzurro "commento" che trovate qui sotto; si apre una finestra in cui scrivere o forse la finestra è già aperta. Finito di scrivere, un clic sul tasto "pubblica" che si trova sotto la finestra in cui avete scritto.)

(chiedo scusa a coloro che hanno tentato di scrivere un commento nei giorni scorsi e non ci sono riusciti; c'era un blocco e non me n'ero accorto; adesso l'ho tolto; adesso si può commentare)

10 ottobre 2012

Gradualità.(34)
Le varie perdite, le diminuzioni della vecchiaia avvengono gradualmente. Non ci sono brusche variazioni, salvo casi di malattia. La gradualità aiuta a vivere. Hai tempo di abituarti a una condizione più svantaggiata. Fino a considerarla normale. Esempio comune: non riesci più a leggere senza occhiali. Avviene gradualmente, fino a che devi mettere gli occhiali. Da allora in avanti gli occhiali li userai sempre e ti parrà normale. Non ci fai più caso. Oppure ci fai caso, ma ormai ti sei abituato alla nuova debolezza. La consideri costitutiva della tua vita. Quasi non la senti più una menomazione.
La gradualità è un aiuto per continuare a vivere senza disperazione, anche nelle situazioni più disagiate.

09 ottobre 2012

Paure.(33)
Oggi mi sono spaventato. Seguivo alle due un notiziario in tv. Lo speaker parlava molto velocemente. A un certo punto non seguivo più i significati delle parole. Cioè udivo le parole, ma nel mio cervello non si traducevano in significati. Mi sono terrorizzato. Era come se il mio cervello non funzionasse più. Dovevo ripetermi le parole, per ricavarne finalmente il significato. Mi è comparso subito il fantasma di qualche malattia cerebrale.  A posteriori, ho trovato il motivo: mi stavo assopendo. Dunque non ero vigile. Ma non ne sono del tutto convinto. E' pur vero che non sono più in grado di cogliere parole  troppo veloci. La paura è rimasta.
Fare i conti col dis-funzionamento del cervello? Come vari organi in vecchiaia cominciano a mal-funzionare, così anche il cervello.  Lo capisco per lo stomaco, per la prostata, per i muscoli. Stento a farlo per il cervello. E' il segnale che nella mia vita ho dato molta importanza alle questioni intellettuali. Troppa. Sono terrorizzato all'idea di perderle. Molto più che perdere il desiderio sessuale.