14 ottobre 2012

Nozze d'oro.(38)
Stamattina c'era un raduno. Di coppie che stavano insieme da cinquant'anni. Era presto. Ne ho viste arrivare solo due. Vecchi, i quattro, ma in gamba. Soprattutto le donne. Cinquant'anni! Insieme. Che il matrimonio faccia bene? Naturalmente a questi feste partecipano solo quelli che lo giudicano positivo. Degli altri non si sa. Vecchiaia insieme.  Hai vicino a te qualcuno che ti controlla la vecchiaia.
Vecchiaia è solitudine. Non è detto che sia negativo. Ma con qualcuno vicino, non ti sclerotizzi. Non ti fissi in idee, abitudini, pensieri depressivi. Aiuta. Hai più stimoli. Devi continuamente fare i conti con un altro. Che ha una via, alla vecchiaia, diversa. I temi sono comuni. Le reazioni sono diverse.
In vecchiaia occorrono stimoli per il cervello, per gli affetti, per la vita. La coppia va bene. Poi i nipotini. I figli ti chiedono aiuto. Tu ti rimetti in gioco. Vivi. Si dice che i nipoti ti aiutano a vivere. Non è così. Con i nipoti tu vivi davvero. Non è un'attività che stordisce e così non pensi alla morte. No, tu vivi il presente.
E quindi vivi tout court.

13 ottobre 2012

Il corpo che non si aggiusta(2).(37) (un altro: 28/09/12)
Quando vedi che si sciupa e non torna più come prima, è un piccolo shock. Due anni fa sono caduto in bici, sbattendo un ginocchio sull'asfalto. Nessuna rottura apparente. Solo una botta. Ho lasciato che si riaggiustasse da solo. C'è voluto quasi un anno perchè potessi piegare di nuovo quel ginocchio senza problemi. Il tempo di guarigione si è dilatato smisuratamente. Un anno!
Da vecchi il corpo si riaggiusta con difficoltà e in tempi più lunghi.
L'anno scorso ho avuto male a una spalla. Tipo dolore reumatico. Cominciato in sordina, è progressivamente aumentato. Fino a invalidarmi. E a non farmi dormire la notte. Antidolorofico potente. Guarigione rapida, ma con strascichi. Poi fisioterapie varie. Insomma in capo a due mesi sono tornato alla normalità (quasi).
In questo secondo caso mi sono dato più da fare e sono guarito più in fretta, ma sempre in tempi lunghi.
Da vecchi bisogna raddoppiare gli sforzi per rallentare dolori e invalidità. Sapendo che è solo un rallentamento. Si pensa che siano scomparsi definitivamente. Invece si ripresenteranno. Sono un nostro punto debole.
Ma i punti deboli sono importanti per morire. Non si può pretendere di restare in forma perfetta fino all'ultimo giorno di vita. Occorre il degrado per poter morire.
(Che cosa mi son detto!)

12 ottobre 2012

Questo blog.(36)
E' il diario di un vecchio. Quindi giornaliero. Sulla vecchiaia. Su riflessioni, paure, sentimenti che suscita il pensiero della vecchiaia (e della morte), in un vecchio. Cioè in me.
Scrivendo, do materia ai miei pensieri. Evito che restino in sottofondo e si trasformino in angoscia e inquietudine.
Ma scrivo anche per un altro motivo. Vorrei che qualcun altro seguisse il mio esempio. E registrasse i suoi pensieri, paure, sentimenti, come commento ai miei brevi testi giornalieri. Per scambiare esperienze, punti di vista, ansie.
Sento la mancanza di un luogo, anche solo virtuale, in cui scambiarsi opinioni. Sulla nostra condizione.
Ogni giorno, nei miei giri da pensionato, sfioro una bocciofila, frequentata solo da vecchi, maschi. Non li sento mai parlare di vecchiaia o di morte. Un tabù. Difetto dei maschi. Difetto dei vecchi.
Si può scrivere facendo un clic sulla parola "commento" che c'è qui sotto. Si apre una finestra su cui scrivere. Finito di scrivere si deve fare un altro clic sulla scritta "Pubblica" sotto la finestra scritta. Due giorni fa ho rimosso un blocco che impediva poi la pubblicazione.

11 ottobre 2012

Cultura.(35)
Manca una cultura della vecchiaia. Non siamo attrezzati, nella nostra età avanzata, con strumenti culturali. Sì, ci sono studi, ricerche, esperimenti sui vecchi. Ma, appunto, sui vecchi. Non dei vecchi. Per carità ci sono ottimi  libri sulla terza età. Manca invece una cultura diffusa, fra i vecchi, di che cosa significhi essere vecchi. Manca uno scambio. Luoghi di scambio. Ci sono tantissimi vecchi. Non c'è la vecchiaia.Tanti vecchi isolati. Che si incontrano, parlano del più e del meno, ma non della vecchiaia. Cioè non socializzano problemi. Non cercano soluzioni. Non trovano soluzioni. Ciascuno chiuso nei propri problemi. Nella propria disperazione. O felicità.
Che cosa si fa nei centri per anziani?

(per commenti: un clic sulla paroletta in azzurro "commento" che trovate qui sotto; si apre una finestra in cui scrivere o forse la finestra è già aperta. Finito di scrivere, un clic sul tasto "pubblica" che si trova sotto la finestra in cui avete scritto.)

(chiedo scusa a coloro che hanno tentato di scrivere un commento nei giorni scorsi e non ci sono riusciti; c'era un blocco e non me n'ero accorto; adesso l'ho tolto; adesso si può commentare)

10 ottobre 2012

Gradualità.(34)
Le varie perdite, le diminuzioni della vecchiaia avvengono gradualmente. Non ci sono brusche variazioni, salvo casi di malattia. La gradualità aiuta a vivere. Hai tempo di abituarti a una condizione più svantaggiata. Fino a considerarla normale. Esempio comune: non riesci più a leggere senza occhiali. Avviene gradualmente, fino a che devi mettere gli occhiali. Da allora in avanti gli occhiali li userai sempre e ti parrà normale. Non ci fai più caso. Oppure ci fai caso, ma ormai ti sei abituato alla nuova debolezza. La consideri costitutiva della tua vita. Quasi non la senti più una menomazione.
La gradualità è un aiuto per continuare a vivere senza disperazione, anche nelle situazioni più disagiate.

09 ottobre 2012

Paure.(33)
Oggi mi sono spaventato. Seguivo alle due un notiziario in tv. Lo speaker parlava molto velocemente. A un certo punto non seguivo più i significati delle parole. Cioè udivo le parole, ma nel mio cervello non si traducevano in significati. Mi sono terrorizzato. Era come se il mio cervello non funzionasse più. Dovevo ripetermi le parole, per ricavarne finalmente il significato. Mi è comparso subito il fantasma di qualche malattia cerebrale.  A posteriori, ho trovato il motivo: mi stavo assopendo. Dunque non ero vigile. Ma non ne sono del tutto convinto. E' pur vero che non sono più in grado di cogliere parole  troppo veloci. La paura è rimasta.
Fare i conti col dis-funzionamento del cervello? Come vari organi in vecchiaia cominciano a mal-funzionare, così anche il cervello.  Lo capisco per lo stomaco, per la prostata, per i muscoli. Stento a farlo per il cervello. E' il segnale che nella mia vita ho dato molta importanza alle questioni intellettuali. Troppa. Sono terrorizzato all'idea di perderle. Molto più che perdere il desiderio sessuale.

08 ottobre 2012

Ruoli.(32)
I vecchi non se li fila nessuno. E' un peccato. Perchè noi vecchi sappiamo fare molte cose. Abbiamo provato molto. Abbiamo vaste conoscenze. Potremmo veramente essere utili. Alla società o almeno a qualcuno. E invece... Il patrimonio che abbiamo accumulato non viene utlizzato. Viene disperso.
Gli operai di una fabbrica hanno un sapere notevole, accumulato in decenni di lavoro. Quando la fabbrica chiude, quel sapere  è disperso.
Lo stesso i vecchi. Se chiude "la fabbrica" della loro vita attiva, la loro sapienza si perde.
Questa la sentiamo come un'ingiustizia. Siamo addolorati, arrabbiati. E impotenti.

Aggiornamento. Ho letto un articolo sul giornale. La fabbrica di automobili BMW (i tedeschi! sempre anni più avanti) ha già avviato una sperimentazione. Prevedono che fra dieci anni avranno molti operai anziani. Che fare? Hanno costituito squadre composte di operai anziani e operai giovani. Funzionano molto bene. La produttività non è aumentata. E' aumentata la qualità dei prodotti. L'energia dei giovani, accoppiata con l'esperienza dei vecchi, si dimostra vincente.
Spiraglio di speranza per noi anziani.

07 ottobre 2012

Esempi.(31)
Bravo collega! Stamane al bar era seduto un anziano, molto. Diciamo di terza fascia. Era solo. Dopo colazione si è alzato e camminava con difficoltà, aiutandosi con un bastone. L'ho guardato mentre usciva e l'ho seguito con lo sguardo. Un po' in apprensione per il suo equilibrio. Come sarebbe arrivato fino a casa con quell'evidente difficoltà? Sorpresa: si è avvicinato traballante al parcheggio auto ed è salito su un veicolo elettrico, tipo piccola moto  a quattro ruote. Ha fatto manovra con sufficiente abilità e lentamente, sul marciapiede, si è diretto per la sua strada. Aveva pure un cane sul cestino anteriore.
Bravo. Non c'è che dire. Ha fatto fronte con intelligenza alle sue difficoltà. Potendo, ha conservato un pò di autonomia. Si è adattato ai suoi limiti, cercando un ragionevole compromesso. Dignitoso. Un esempio.

Certo che di anziani di terza fascia, in giro ne vedo pochi.


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06 ottobre 2012

Malattie (2).(30) (un altro: 28/09/2012)
Noi vecchi siamo malati. Abbiamo tante malattie. Non sono come le malattie dei giovani. Influenze, dolori acuti, virus intestinali. Le nostre sono croniche. Un dolore sordo a una articolazione, che non ci lascia più. La prostata (i maschi), lo stomaco,  la vista che cala, la sordità, l'equilibrio che si infiamma, la circolazione cerebrale che non funziona a dovere... Poi ci sono quelle gravi, Alzheimer, Parkinson, demenza...
Alle malattie acute i vecchi sommano quelle croniche. E' ovvio, il corpo vecchio cede in qualche parte. Poichè viviamo più a lungo, assistiamo al progressivo mal-funzionamento di vari organi. Il paragone con un'auto vecchia è fin troppo facile. Mi diceva un meccanico: "... sì il motore va bene, ma è un'auto vecchia, sono tante altre parti che cominciano a cedere. L'impianto elettrico, il sistema di frenaggio, la carrozzeria che si arruginisce, il radiatore..."
Dobbiamo conviverci, con le malattie. Tamponando le falle. Una dopo l'altra. E' la nostra condizione di esseri umani, arrivati a una età avanzata. Se non fossimo vecchi, saremmo morti giovani.

Del resto dobbiamo morire. Bisogna che qualche parte si rompa, se vogliamo morire.
Per morire è necessario ammalarsi.


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05 ottobre 2012

Il tempo (2).(29) (un altro il 21/09/2012)
Questa settimana è passata in un lampo. Anche quella precedente. Ho avuto molto da fare. Resta  impressionante la velocità del tempo in quest'ultimo anno.
Se mi do una speranza di vita  di vent'anni, le settimane che mi restano sono circa mille. Tante. Ma anche poche, se se ne vanno così rapidamente.
E' come quando si è passati all'euro. Se il guadagno del mese era di mille euro, all'inizio sembravano tanti. Si spendeva tranquillamente un euro alla volta. E rapidamente finivano.
Perchè mille sono tanti. Ma sono pochi.




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Le mani. (28) (Il corpo)
Guardo le mani di mio nipotino. Piccole (dieci mesi!), grassocce. Incerte nelle competenze. I movimenti fini non li ha acquisiti ancora. Invece quelli energici, sì. Non accarezza il cane, lo strappa. Mani vivaci, mobilissime. Espressive.
Guardo le mie mani. Ancora armoniose. Ma solcate da piccole rughe. Cosparse di macchie scure. Tipiche della vecchiaia. Ancora abili. Quando manovro i guinzagli dei miei cani, con destrezza. Ma già incerte, quando fatico ad abbottonarmi la camicia. Il che mi irrita.
Talvolta le guardo quando sono ferme. Sembrano inerti. E' strana la posizione che assumono quando non si muovono. Leggermente chiuse, il pollice raccolto con le altre dita. Fisse, senza fremiti. Mi ricordano quelle di mia madre novantenne. Abbandonate sul grembo. Ferme, senza vita.



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04 ottobre 2012

Risparmi.(27)
Non so perchè, ma a volte tendo a risparmiare su cose assurde. Non per l'economia, mi dico. Per la sobrietà. Intento lodevole. Basta non esagerare. Non è certo sobrietà non tirare l'acqua dello sciacquone: "Tanto fra mezzora torno in bagno". E non è sobrietà non far benzina fino all'ultimo litro, col pericolo di restare a piedi. E non lo è aggiustare più volte un paio di scarpe, anche quando sono da buttare.
Forse è la stessa dinamica che mi porta a non aggiustarmi quando mi rompo. Tanto non val più la pena di spender denaro per uno destinato a morire fra breve.
Oppure sono manie da vecchi.

03 ottobre 2012

L'immagine (2).(26) (un altro: 04/09/12)
In un grande magazzino d'abbigliamento, sono passato davanti a uno specchio da persona intera. Mi sono guardato di sfuggita e mi sono visto trasandato. Uscendo da casa mi ero vestito con un poco di cura. Colori giusti, insieme dignitoso. Ma l'immagine che mi rimandava lo specchio non era quella di un vecchio ordinato. I pantaloni un pò troppo abbondanti (forse fuori moda). Il giubbetto un pò sgualcito. Il colletto della camicia sbilenco. La figura ingobbita.
Per carità, non sono mai stato un tipo elegante. Ma così male in arnese, non mi ero mai visto.

Da vecchi, molti si lasciano andare. Nell'abbigliamento, dico. E allora vedi vecchi vestiti in modo assurdo. Con magliette a scritte cubitali, come gli adolescenti. Oppure in tuta dimessa, da sportivi. Con calzoni corti, anche quando il caldo è passato. Con sandali e calzini.
Oppure seguono la moda giovanile del colletto della polo alzato. Come i ragazzini.
Le donne vecchie no. Sono più curate. Vanno ancora dalla parrucchiera. Si tengono su. Si truccano.
Le donne vecchie sono meglio.

Fino a qualche giorno fa, per andare al parco col mio cane, avevo un abbigliamento apposito. Si sa, al parco ci si sporca, i cani ti possono appoggiare le zampe addosso, spesso c'è fango. Quindi i miei vesti da parco erano mal ridotti. Non sempre puliti, con delle toppe o addirittura con dei buchi.
Ho deciso di cambiare.  Mi vestirò come se andassi in centro città. Casual, ma dignitoso e curato. Che bisogno ho di salvare i miei vestiti migliori? Forse per lasciarli in eredità?

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02 ottobre 2012

Appoggi.(25)
Da un pò ho cominciato ad apprezzare i corrimano che ci sono lungo le scale. Quando salgo mi aiuto con la mano per salire. Quando scendo, appoggiarmi mi dà sicurezza.
Da vecchi si cercano aiuti. Per esempio scendendo dall'auto mi appoggio sempre al volante, da qualche mese a questa parte. Mi agevola nell'uscita. Così come quando mi alzo dalla tazza del bagno: mi appoggio alla tazza stessa per alzarmi. Certo, potrei fare tutto, tranquillamente, senza appoggi. Ma mi viene naturale appoggiarmi. Mi ci sto abituando.
Comincio a far fatica anche in questi movimenti così semplici.

01 ottobre 2012

Il cane vecchio (2).(24) (un altro: 11/09/12).
Il mio cane è vivace, anche se vecchiotto. Se gli tiro una palla, si precipita a prenderla. Oggi gli ho tirato un paio di bastoni corti. Li ha rincorsi e li ha presi (non me li riporta mai, però). Poi ne ho lanciati altri:  tre, quattro, cinque... Incredibile non li vedeva cadere e non li trovava. Non ho avuto coraggio di continuare. Avevo timore di scoprire che avesse perso l'acutezza della vista. Che stesse perdendo prontezza di riflessi.
Mi preoccupa il mio cane che diventa vecchio, giorno dopo giorno.
E mi preoccupo per me.