14 maggio 2021

L'ultimo lavoro (21-054)

L'ultimo lavoro. (21-054) Sono circa 3-4 anni da quando ho smesso di lavorare. In realtà mi sono tenuto un piccolo lavoro annuale di poche ore di insegnamento presso una scuola privata di naturopatia. Si tratta di 24 ore annuali soltanto, suddivise in otto incontri, una-due volte al mese. È un modo per continuare a trasmettere a qualcuno quel che ho imparato, per evitare che tutto il mio sapere vada sprecato. Quest'anno, data la pandemia, ho svolto metà degli incontri a distanza, con scarsa efficacia, scarsa soddisfazione e indefinibile disagio. Martedì scorso invece sono ripresi gli insegnamenti dal vivo. Ero felice. Per di più dovevo affrontare un tema che è il mio cavallo di battaglia: l'agricoltura biologica. L'incontro è andato molto bene. Avevo un buon supporto di immagini da mostrare e sono riuscito a far stare tutti i concetti entro le tre ore dell'incontro. Un successo. E soddisfazione da parte degli utenti. Certo, si tratta di uno sforzo considerevole svolgere tre ore di insegnamento, per di più in ore serali: ebbene, mai come in quest'incontro ne ho sentito il peso. Al termine ero esausto. E sì che durante questa lezione non mi è successo di perdere il filo del discorso o di scordare qualche nome importante o di smarrire la linea logica del tema. Avevo semplicemente esaurito tutte le energie. Dopo la fine mi sono chiesto se voglio ancora ridurmi uno straccio per fare queste lezioni. E mi sono risposto di no. Al direttore della scuola, che ho visto subito dopo, ho detto che cominci a pensare a un mio sostituto per i prossimi anni. Da vecchi, arriva un momento in cui non ce la si fa più. (Per comunicazioni private: holgar.pd@gmail.com)

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