18 agosto 2019

Revisione (19-095)

Revisione. (19-095)
Fin dalle prime pagine di questo diario ho scritto molto su malattia e vecchiaia, sostenendo che: non sono sorelle!
Dopo otto anni è necessaria una revisione di questo concetto.
Secondo il mio punto di vista, la vecchiaia è caratterizzata da perdite di abilità, diminuzione di facoltà, indebolimento di funzioni biologiche.
Non è che ci si ammali di più rispetto alle altre età. Ma le risposte dell'organismo sono meno efficaci e più lente (fino alla vecchiaia estrema durante la quale si può letteralmente morire per un'influenza).


Se si controlla quali sono le malattie più frequenti nella terza età, almeno nell'occidente, si trova: ipertensione, diabete, malattie cardiovascolari, malattie respiratorie e poi osteoporosi, arteriosclerosi e tumore. Vi sono infine le malattie che compaiono soltanto durante la vecchiaia, come la demenza senile, il Parkinson e l'Alzheimer.
Ebbene si tratta di malattie tutte collegate allo stile di vita. Da ciò che si beve e si mangia, e da quanto ci si muove. E da ciò che si è bevuto e mangiato prima (ma una correzione è sempre possibile all'ingresso della vecchiaia).
Che lo stile di vita sia importante per la salute, in ogni età, è affermato da tutte le agenzie che si occupano di salute pubblica.
Secondo il mio parere, lo è ancora di più nella terza età, fino a diventare discriminante fra salute e malattia.
Il motivo è presto detto: in vecchiaia le difese dell'organismo sono inferiori, i tempi di reazione maggiori, il metabolismo non funziona più alla perfezione.


Perciò: vecchiaia e malattia non sono sorelle, ma si imparentano presto se lo stile di vita è errato.
Vi sono alcuni elementi che causano i danni maggiori: il fumo, l'alcol, la carne rossa insaccata, lo zucchero.
Ma anche una dieta errata fa danni consistenti.
 
Alcuni elementi per una buona dieta li ho scritti durante questi anni. Li riassumo.
Molto meglio cibo vegetale che animale.
Meglio crudo che cotto.
Meglio integrale che raffinato.
Meglio alcalino che acidificante (gran parte della verdura e poca frutta lo è).
Meglio diluito che concentrato.
Meglio variato che monotono.
E infine il sistema di produzione: molto, molto meglio cibo biologico che agro-industriale.
(Vi sono autori che sconsigliano tout court di mangiare cibo di provenienza industriale, perchè soggetto a logiche di profitto e non di salute.)


(Indici dei primi anni a pag. 107 e pag. 442. Sintesi del 2012 a pag 14-41. Dal 2016, nell'ultimo giorno di un bimestre, compare una sintesi del bimestre appena concluso.
Per comunicazioni private: holgar.pd@gmail.com )

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