Altre
culture. (17-185)
Due
giorni fa ho scritto della particolare attrazione fra bambini e
anziani (nonni, di solito, ma non solo). Ai miei occhi è misteriosa.
Ma se cambiassi tipo di cultura, una qualche spiegazione ci sarebbe.
Mi
riferisco alla millenaria cultura dell'India, paese nel quale la
credenza nella reincarnazione è consolidata. Ma è presente anche
nel mondo greco (Pitagora, Platone).
Orbene
se la reicarnazione è una realtà, ecco che bambini e anziani
sono prossimi: l'anziano è alla fine della vita, il bambino vi è
appena passato e per un poco conserva tratti della vita anziana che
ha appena concluso.
Cioè
il bambino piccolo è un quasi anziano, meglio un già
anziano.
Perciò
bambini e anziani si trovano in sintonia, perchè entrambi prossimi
all'ultima fase della vita.
Di
chi potrebbe fidarsi maggiormente un bambino piccolo se non di un
anziano suo quasi coetaneo? E un anziano in chi troverebbe consonanza
di vita se non in un essere che è morto da poco e che da poco ha
percorso la vecchiaia?
Nel
nostro mondo occidentale, razionalista e scientista, tali idee paiono
poco più che fantasie. Ma l'occidente non è l'ombelico del mondo, e
la sua cultura non ne ha il primato (per di più, come detto, la
reicarnazione era già presente nel mondo greco, anche se importata
da quello indiano).
Altre prospettive, altre interpretazioni.
A volte illuminanti.
E consolanti.
L'indice
per argomenti del 2013 si trova a pagina 442; quello del 2012 a
pagina 107. La sintesi del 2012 si trova alla pagina 14-41. Da
settembre-ottobre 2016, nell'ultimo giorno di un bimestre compare una
sintesi del bimestre appena concluso)
(per comunicazioni private: holgar.pd@gmail.com )
(per comunicazioni private: holgar.pd@gmail.com )
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