La bicicletta. (14-200)
Il mio vicino,
ottantaseienne, va ancora in bicicletta.
Ne ho già scritto in
termini severamente negativi (vedi n. 14-186).
Ieri l'ho incontrato in
garage, mentre inforcava ancora la bici. Non ho potuto fare a meno di
invitarlo alla prudenza (un paio di mesi fa è caduto ).
Mi ha spiegato che
camminare gli procura dolori alle gambe. Non riesce più a percorrere
neppure tratti brevi, come recarsi al vicino supermercato.
“Se non uso la
bicicletta non mi muovo più.” Ha aggiunto sconsolato.
Pur comprendendone i
rischi, ha scelto di usare la bicicletta come ultima scelta di
libertà.
L'avevo giudicato
imprudente.
Invece si trattava della lotta per conservare un po' di
autonomia.
Ho dato un giudizio
superficiale, su quel vecchio.
L'ho dato dal punto di
vista di un vecchio giovane: il mio.
Non ho tenuto conto di
cosa può succedere con vent'anni di più.
Dell'ultima vecchiaia non
so niente.
Nessuno ne sa niente.
(L’indice per argomenti
del 2013 si trova a pagina 442; quello del 2012 a pagina 107. La
sintesi del 2012 si trova alla pagina 14-41.)
(per
comunicazioni private: holgar.pd@gmail.com
)
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