18 marzo 2019

Prostata (19-033)

Prostata. (19-033)
Ho cominciato ad avere la prostata ingrossata da prima di diventare vecchio (avevo 61 anni). Il mio geriatra mi aveva prescritto delle gocce erboristiche, avvisandomi però che non vi erano farmaci risolutivi e che dunque prima o poi avrei dovuto subire un intervento di asportazione. Per alcuni anni la mia prostata si ingrossò lentamente, ma continuamente, pur mantenendo il psa entro limiti di sicurezza.
E continuavo ad assumere le gocce.
Poi ho scoperto che una radice peruviana curava affezioni simili alla mia e così per un anno ho assunto il maca, indicato anche come viagra naturale, sospendendo le goccette. Tutto è peggiorato. Anche il psa.
La prostata si è ingrossata notevolmente passando da 70 cc a oltre 100 e ultimamente 120 cc. Ho smesso dunque il maca.

La causa della neoplasia prostatica sembra essere il testoterone che a una certa età, per cause ignote, muta è favorisce la proliferazione cellulare. Il maca ha sicuramente aumentato il desiderio sessuale: quindi anche il testosterone. Questo, credo, il motivo del mio peggioramento. Cessato il maca, anche il psa è diminuito: forse le mie deduzione non erano fantasiose.
Recentemente ho ripreso le gocce erboristiche che inizialmente non mi hanno risolto il problema, ma forse lo hanno mantenuto entro limiti accettabili.
Dopo la ripresa ho notato che agiscono sul desiderio sessuale, diminuendolo: che sia tutto qua il problema? Che cioè un prolungamento del desiderio oltre l'età della fertilità comporti una reazione negativa dell'organismo? Forse è un pò ingenuo pensarlo: è che non vi sono ipotesi alternative.
Un tempo l'ipertrofia prostatica veniva chaimata la malattia dei cardinali: erano anni in cui evidentemente il cardinalato non imponeva la castità e dunque era un privilegio, col risultato che persone anziane (i cardinali) prolungavano la propria attività sessuale ben oltre i limiti fisiologici naturali.

Il prodotto che sto ri-usando si chiama Euprost (Biogroup) ed è un estratto di una miscela di erbe: sequoia ed epilobio che incidono direttamente sulla prostata, uva ursina e ribes nero che curano le vie urinarie, gingko e pompelmo, antiossidanti e cipresso e ippocastano che agevolano la microcircolazione sanguigna.

Fra alcuni giorni rifarò le analisi: spero di poter capire qualcosa.


(Indici dei primi anni a pag. 107 e pag. 442. Sintesi del 2012 a pag 14-41. Dal 2016, nell'ultimo giorno di un bimestre, compare una sintesi del bimestre appena concluso.
Per comunicazioni private: holgar.pd@gmail.com )

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