Una pagina di Simone de Beauvoir. (15-010)
Un
racconto lungo dal titolo L'età della discrezione di S. de
Beauvoir.
Una
donna che entra nella vecchiaia e vede cambiare i rapporti col figlio
Philippe, col suo lavoro di scrittrice, col marito. L'ultima pagina
del racconto testimonia bene l'incertezza del vecchio e anche
l'utilità di vivere la vecchiaia in due.
La
riporto sotto.
“Avevamo
sempre guardato lontano [lei e il marito]. Bisognerà imparare a
vivere alla giornata? Stavamo seduti sotto le stelle, l'uno accanto
all'altro, sfiorati dall'odore amaro del cipresso, le nostre mani si
toccavano; il tempo si è arrestato per un istante. Tra un momento
avrebbe ricominciato a scorrere. E allora? Potrò ancora lavorare, sì
o no? Il mio rancore verso Philippe s'affievolirà o no? L'angoscia
di invecchiare mi riprenderà? Non bisogna guardare troppo lontano.
In lontananza c'erano gli orrori della morte e degli addii; c'erano
le dentiere, le sciatiche, le infermità, la sterilità mentale, la
solitudine in un mondo estraneo che non comprenderemo più e che
continuerà il suo corso senza di noi. Riuscirò a non alzare gli
occhi verso questi orizzonti? O imparerò a guardarli senza
spaventarmene? Siamo insieme, questa è la nostra fortuna. Ci
aiuteremo a vivere quest'ultima avventura da cui non faremo ritorno.
Questo ce la renderà tollerabile? Non so. Speriamo. Non abbiamo
altra scelta.”
(L’indice
per argomenti del 2013 si trova a pagina 442; quello del 2012 a
pagina 107. La sintesi del 2012 si trova alla pagina 14-41.)
(per
comunicazioni private: holgar.pd@gmail.com
)
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