20 gennaio 2015

Una pagina di Simone de Beauvoir (15-010)

Una pagina di Simone de Beauvoir. (15-010)
Un racconto lungo dal titolo L'età della discrezione di S. de Beauvoir.
Una donna che entra nella vecchiaia e vede cambiare i rapporti col figlio Philippe, col suo lavoro di scrittrice, col marito. L'ultima pagina del racconto testimonia bene l'incertezza del vecchio e anche l'utilità di vivere la vecchiaia in due.
La riporto sotto.
Avevamo sempre guardato lontano [lei e il marito]. Bisognerà imparare a vivere alla giornata? Stavamo seduti sotto le stelle, l'uno accanto all'altro, sfiorati dall'odore amaro del cipresso, le nostre mani si toccavano; il tempo si è arrestato per un istante. Tra un momento avrebbe ricominciato a scorrere. E allora? Potrò ancora lavorare, sì o no? Il mio rancore verso Philippe s'affievolirà o no? L'angoscia di invecchiare mi riprenderà? Non bisogna guardare troppo lontano. In lontananza c'erano gli orrori della morte e degli addii; c'erano le dentiere, le sciatiche, le infermità, la sterilità mentale, la solitudine in un mondo estraneo che non comprenderemo più e che continuerà il suo corso senza di noi. Riuscirò a non alzare gli occhi verso questi orizzonti? O imparerò a guardarli senza spaventarmene? Siamo insieme, questa è la nostra fortuna. Ci aiuteremo a vivere quest'ultima avventura da cui non faremo ritorno. Questo ce la renderà tollerabile? Non so. Speriamo. Non abbiamo altra scelta.”

(L’indice per argomenti del 2013 si trova a pagina 442; quello del 2012 a pagina 107. La sintesi del 2012 si trova alla pagina 14-41.)
(per comunicazioni private: holgar.pd@gmail.com )

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