La
sedazione profonda continua. (18-100)
Ho
pubblicato sulla pagina di ieri un articolo riguardante le nuove
tecniche per eliminare il dolore in chi sta morendo di malattia.
Riprendo il tema oggi per fare una sintesi di ciò che ho capito.
Negli
ultimi giorni o settimane di vita di una malattia mortale, si può
essere sopraffatti dal dolore, da soffocamento, da delirio o può
esservi una emoraggia interna. In tali casi si ha il diritto di
ricorrere alla legge 38/2010 e chiedere la sedazione continua
profonda.
Si
tratta dell'infusione continua, da parte di un anestesista, di un
farmaco capace di togliere il dolore, ma anche il senso di
soffocamento e tutti i sintomi di una emorragia. È un modo per
diminuire di molto il dolore del morire, facendo entrare in stato di
incoscienza i moribondi. Poiché non si tratta di un farmaco a base
di morfina, non si diminuisce il tempo di vita: non è eutanasia, la
vita continua fino al suo normale esito.
È
importante che non si abbrevi la durata della vita, non solo per non
incorrere nella legge italiana che vieta la buona morte:
soprattutto per togliere al paziente la pesante incombenza di por
fine alla sua vita, cosa che confligge con l'istinto di sopravvivenza
e che non tutti sono in grado di decidere senza conflitti.
A
me sembra un importante passo avanti per diminuire il dramma della
morte.
Unico
neo: pur essendo un diritto riconosciuto che può essere
legittimamente richiesto da tutti, si tratta di una prestazione
costosa che poche strutture, per lo più private, sono in grado di
erogare.
Bisogna
cominciare una battaglia politica per lo stanziamento dei fondi
necessari perchè tutti ne possano usufruire.
(L'indice
per argomenti del 2013 si trova a pagina 442; quello del 2012 a
pagina 107. La sintesi del 2012 si trova alla pagina 14-41. Da
settembre-ottobre 2016, nell'ultimo giorno di un bimestre compare una
sintesi del bimestre appena concluso)
(per comunicazioni private: holgar.pd@gmail.com )
(per comunicazioni private: holgar.pd@gmail.com )
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