22 luglio 2018

La sedazione profonda continua (18-100)

La sedazione profonda continua. (18-100)
Ho pubblicato sulla pagina di ieri un articolo riguardante le nuove tecniche per eliminare il dolore in chi sta morendo di malattia. Riprendo il tema oggi per fare una sintesi di ciò che ho capito.
Negli ultimi giorni o settimane di vita di una malattia mortale, si può essere sopraffatti dal dolore, da soffocamento, da delirio o può esservi una emoraggia interna. In tali casi si ha il diritto di ricorrere alla legge 38/2010 e chiedere la sedazione continua profonda.
Si tratta dell'infusione continua, da parte di un anestesista, di un farmaco capace di togliere il dolore, ma anche il senso di soffocamento e tutti i sintomi di una emorragia. È un modo per diminuire di molto il dolore del morire, facendo entrare in stato di incoscienza i moribondi. Poiché non si tratta di un farmaco a base di morfina, non si diminuisce il tempo di vita: non è eutanasia, la vita continua fino al suo normale esito.
È importante che non si abbrevi la durata della vita, non solo per non incorrere nella legge italiana che vieta la buona morte: soprattutto per togliere al paziente la pesante incombenza di por fine alla sua vita, cosa che confligge con l'istinto di sopravvivenza e che non tutti sono in grado di decidere senza conflitti.


A me sembra un importante passo avanti per diminuire il dramma della morte.
Unico neo: pur essendo un diritto riconosciuto che può essere legittimamente richiesto da tutti, si tratta di una prestazione costosa che poche strutture, per lo più private, sono in grado di erogare.
Bisogna cominciare una battaglia politica per lo stanziamento dei fondi necessari perchè tutti ne possano usufruire.


(L'indice per argomenti del 2013 si trova a pagina 442; quello del 2012 a pagina 107. La sintesi del 2012 si trova alla pagina 14-41. Da settembre-ottobre 2016, nell'ultimo giorno di un bimestre compare una sintesi del bimestre appena concluso)
(per comunicazioni private:           holgar.pd@gmail.com             )

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