E se
finisse oggi?* (16-104)
E se la
mia vita si concludesse oggi?
La
domanda non deriva da pensieri foschi, pessimisti, depressivi.
Tutt'altro.
Mi si è
presentata spontanea alla mente qualche giorno fa.
È un
periodo in cui sto bene.
Ho
appena concluso le mie passeggiate in montagna, con qualche
difficoltà in più, ma in modo molto soddisfacente. Non ho l'energia
magica che mi era rimasta l'anno scorso, però il livello di
benessere è buono.
Allora?
È la
mente a essere realista.
Sono più
vicino alla fine di qualunque altro momento della mia vita (del resto
mio padre è morto a settantadue anni, due più della mia età
attuale).
Qualche
anno fa pensavo, sì, che sarei potuto morire anche a sessantacinque
anni, ma, ricordo, il mio desiderio era di vivere ancora: avevo molte
cose da fare, da completare.
Oggi?
Qualcosa
è cambiato.
Sono
soddisfatto dei miei settant'anni vissuti.
Direi,
appagato.
Non è
stata una vita estrema: né eroica, né miserabile.
Ma una
buona vita.
Avrei
ancora molte cose da fare: nipoti, ricerche, la relazione con la mia
compagna . . .
Ma ciò
che ho fatto è compiuto, ha già un senso così come è.
Desidero
morire?
No, ma
se finisse oggi, non avrei motivo di lamentarmi.
L'indice
per argomenti del 2013 si trova a pagina 442; quello del 2012 a
pagina 107. La sintesi del 2012 si trova alla pagina 14-41. )
(per comunicazioni private: holgar.pd@gmail.com )
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